Lavezzi a cuore aperto: "Napoli ti travolge. E quel consiglio di Maradona sulla famiglia..."
Ezequiel Lavezzi si racconta senza filtri. L'indimenticabile Pocho, idolo assoluto della tifoseria azzurra e simbolo della rinascita del club, è tornato a parlare del suo passato, delle difficoltà personali e del suo profondo legame con la città campana nel corso di una lunga intervista al podcast argentino "Olga" con Migue Granados. Lontano dai riflettori, l'ex attaccante ha mostrato il suo lato più fragile e umano, affrontando i recenti problemi legati all'ansia e alla depressione, ma ripercorrendo anche i capitoli più esaltanti della sua carriera.
L'AMORE DI NAPOLI E I "MODI ASSURDI" PER USCIRE - Lavezzi ha riavvolto il nastro fino agli anni vissuti a Napoli. Un periodo segnato da un affetto viscerale, ma anche da una drastica e inevitabile riduzione della libertà personale: "A Napoli ho vissuto qualcosa di unico. La gente mi ha accolto come se fossi uno di loro e si è creato un legame speciale che ancora oggi faccio fatica a spiegare. L'amore del pubblico supera i confini normali del calcio".
Una popolarità talmente grande da rendere complicate anche le più semplici azioni quotidiane. "Quella popolarità mi ha tolto moltissima libertà", ha spiegato il Pocho. "A un certo punto non potevo più uscire di casa. A volte, quando c'era mio figlio con me, dovevamo trovare modi assurdi per uscire tranquilli. Ma resta comunque uno dei periodi più belli della mia vita".
IL CONTRASTO CON PARIGI E LA "FORZA EMOTIVA" - Dopo i cinque anni di vera e propria venerazione a Napoli, il trasferimento al Paris Saint-Germain ha rappresentato per l'argentino un ritorno alla normalità e all'anonimato. "Parigi per me ha significato soprattutto libertà. Dopo anni in cui non potevo neanche camminare per strada, lì potevo uscire, passeggiare, andare a cena a piedi, e questo per me era già tantissimo". Eppure, il paragone emotivo con l'Italia non regge il confronto: "Parigi è una città che mi ha voluto bene, però Napoli ti travolge. Lì la gente vive il calcio con una forza emotiva che non ho trovato da nessuna parte".
IL CONSIGLIO DI MARADONA E IL RUOLO DELLA FAMIGLIA - Nel corso della chiacchierata, Lavezzi ha svelato anche un retroscena legato a Diego Armando Maradona. Un insegnamento fondamentale, compreso appieno soltanto a distanza di molti anni: "Il consiglio che più mi è rimasto dentro me lo diede Maradona, quando mi disse di non perdere la famiglia perché è la cosa più importante. In quel momento non lo ascoltai davvero, ma col tempo ho capito quanto avesse ragione". Oggi, l'ex calciatore vive per le cose semplici: un asado con gli amici e l'amore per i suoi cari. Partendo dal fratello maggiore, figura chiave che gli ha fatto da padre durante la difficile infanzia a Villa Gobernador Gálvez in seguito alla separazione dei genitori, fino al rapporto totalizzante con i figli. Lavezzi ha ammesso il senso di colpa per le assenze vissute con il primogenito Tomás (avuto ad appena 20 anni), giustificate in parte dai sacrifici imposti dalla sua carriera europea, e ha raccontato la gioia per l'arrivo del piccolo Vittorio nel 2024.