Locatelli: "So cosa significa essere tifoso della Juventus. È un onore avere questa responsabilità"
"Parlare significa accettare che hai un problema, anche a me è successo e sono andato dallo psicologo" ha rivelato Manuel Locatelli. Il capitano della Juventus, infatti, è intervenuto in occasione della presentazione del documentario 'Stories of Strength', terza stagione dell'omonimo progetto nato nel 2023 che mette al centro del suo programma la salute mentale.
“Complimenti alla Juve per il messaggio che sta lanciando. Conosco benissimo la responsabilità che abbiamo quando giochiamo e che quando entriamo allo stadio tutto il mondo Juventus ci guarda" ha dichiarato il classe 1998, tra gli assoluti protagonisti della stagione bianconera.
LE PAROLE DI LOCATELLI - Locatelli, poi, ha continuato sottolineando l'importanza del ruolo ricoperto da lui e dai suoi compagno quando scendono in campo davanti a migliaia di tifosi. "Deve essere una responsabilità bella e non una pressione - ha dichiarato - So cosa significa essere tifoso della Juve, aspettavo tutta la settimana per guardare le partite. So cosa si prova e per me è un onore e un privilegio essere da questa parte con questa responsabilità in più".
Infine, il capitano bianconero ha concluso soffermandosi sulla difficoltà degli uomini a mostrarsi vulnerabili: “È un tema che sta migliorando. Alcune volte le persone non parlano perché se una cosa la dici è più reale e se non la dici la senti meno pesante. Giusto parlarne e accettarlo: se tu ne parli con le persone che fanno questo lavoro ti possono aiutare. Questo è un consiglio che do a tutti”.
"SAPPIAMO COSA CI GIOCHIAMO" - Al termine della presentazione, Locatelli ha rilasciato altre dichiarazioni ai media presenti sul momento della Juventus: "Sappiamo che dipende tutto da noi per andare in Champions League: dobbiamo vincere le partite e andarci, senza fare troppi calcoli. In questo momento bisogna essere tutti da 10. Sappiamo cosa ci giochiamo, non ci possono essere alibi relativi alle condizioni fisiche". Successivamente, il centrocampista bianconero ha commentato l'ammonizione ricevuta nell'ultima gara contro il Verona: "Mi sono arrabbiato tantissimo. Io di solito non parlo di arbitri e non mi piace, ma non può darmi quel giallo lì. Io ero nervoso e per questo ho sbagliato, però non simulo: con il Var non si può simulare, non ha senso darmi quel giallo".