Malagò guarda alle elezioni: "I presidenti di A mi hanno confermato il loro sostegno"

Malagò guarda alle elezioni: "I presidenti di A mi hanno confermato il loro sostegno"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 09:45News Calcio
di Alessandro La Gattuta
Il commissario della FIGC guarda alle elezioni del 14 dicembre e rivendica il sostegno dei club di Serie A: dalle riforme federali agli stadi per Euro 2032

Giovanni Malagò guarda alle elezioni federali del 14 dicembre con l'obiettivo di costruire una guida capace di riunire le diverse componenti del calcio italiano. Il commissario della FIGC, intervistato da Repubblica, ha affrontato i temi principali del suo possibile percorso alla guida della Federazione, soffermandosi sul sostegno dei club, sulle riforme necessarie e sulle prospettive del movimento.

IL SOSTEGNO  DEI CLUB E LA CORSA ALLA PRESIDENZA - Sul fronte della candidatura, Malagò parte dai contatti avuti con i rappresentanti della Serie A e dalla fiducia che gli sarebbe stata confermata da diversi presidenti. Il dirigente auspica che il percorso verso il voto possa diventare un'occasione per ricomporre le divisioni interne: "Ho già avuto modo di confrontarmi con tredici presidenti di Serie A e ho ricevuto conferme sulla fiducia nei miei confronti. Per me è un segnale importante, perché credo che il calcio italiano abbia bisogno di ritrovare unità e di superare le divisioni che lo hanno accompagnato negli ultimi tempi. Non penso che si possa risolvere tutto da un giorno all'altro, ma vorrei che il voto del 14 dicembre diventasse un'occasione per ripartire con uno spirito diverso. Il mio obiettivo non è alimentare contrapposizioni, ma trovare una sintesi tra le diverse posizioni e costruire un percorso condiviso".

IL COMMISSARIAMENTO DELLA FIGC - Malagò torna anche sulla scelta di assumere il ruolo di commissario della Federcalcio dopo le vicende che hanno impedito di proseguire regolarmente il percorso federale. Una soluzione che considera necessaria per evitare una frattura ancora più profonda all'interno del sistema sportivo: "Per qualcuno è stata la soluzione ideale, per altri soltanto il male minore, mentre c'è chi l'ha vista come un classico compromesso italiano. Io l'ho considerata una via d'uscita da una situazione complicata. Ho accettato soprattutto per evitare che al Coni si arrivasse a una divisione insanabile: se fossimo andati al voto in Giunta, anche pensando di poter contare su un vantaggio, non ci sarebbero stati né vincitori né vinti".

LE RIFORME E LA VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI - Tra i temi centrali del programma figurano il rafforzamento delle risorse a disposizione della Federazione, il rinnovamento delle strutture e una maggiore attenzione ai talenti italiani. Malagò individua in questi aspetti alcuni passaggi fondamentali per migliorare le prospettive del movimento: "La Federazione deve continuare a lavorare su più fronti. Abbiamo bisogno di nuove risorse, di partner che credano nei nostri progetti e di strutture all'altezza delle ambizioni del calcio italiano. Anche Coverciano deve essere al centro di un percorso di rinnovamento, perché rappresenta un patrimonio da valorizzare. Un altro tema fondamentale è quello dei giovani italiani. Dobbiamo trovare strumenti che aiutino le società a investire sui nostri calciatori e rendere più efficace il collegamento tra il lavoro dei settori giovanili e quello delle Nazionali. Serve una strategia che coinvolga tutto il sistema, senza pensare che basti un singolo intervento per risolvere il problema".

EURO 2032 E LA QUESTIONE DEGLI STADI - Il discorso si sposta poi sulle infrastrutture, con gli Europei del 2032 che rappresentano un appuntamento importante per accelerare i progetti di ammodernamento degli impianti italiani. Per Malagò sarà essenziale la collaborazione tra Federazione e istituzioni, così da trasformare il torneo in un'opportunità di crescita: "Gli Europei del 2032 rappresentano una grande opportunità per il nostro Paese. Per arrivare preparati dobbiamo lavorare insieme alle istituzioni, al Governo e alle amministrazioni locali, perché la questione degli impianti richiede uno sforzo importante e una programmazione seria. Non possiamo limitarci a considerare il torneo come un appuntamento sportivo: deve essere anche l'occasione per migliorare le infrastrutture e lasciare qualcosa di concreto al calcio italiano. Lo stesso vale per la crescita del movimento femminile, che merita attenzione, investimenti e progetti capaci di garantirgli prospettive sempre più solide".

MANCINI, MALDINI E LA SCELTA DEL COMMISSARIO - Tra i passaggi più significativi dell'intervista c'è anche quello relativo alla scelta di Roberto Mancini come commissario tecnico e alla precedente collaborazione con Paolo Maldini. Malagò chiarisce di aver avuto fin dall'inizio le idee chiare sul nome del ct, spiegando perché avesse inizialmente affidato a Maldini le responsabilità legate all'area tecnica e al Club Italia: "La mia prima scelta per la panchina era Mancini e non ho mai avuto dubbi su questo. Volevo però concentrarmi sull'organizzazione della Federazione, sulla gestione delle risorse, sugli sponsor e sui rapporti istituzionali. Per questo avevo pensato a Maldini, una persona che mi desse garanzie e con cui speravo di arrivare alla stessa decisione sul commissario tecnico".

Il rapporto con l'ex capitano del Milan si è poi interrotto dopo il mancato accordo. Malagò non nasconde che i contatti si siano fermati e si dice disponibile a un nuovo confronto dopo le elezioni: "Ci siamo sentiti soltanto qualche giorno dopo la rottura, poi non abbiamo più avuto occasione di parlare. Mi piacerebbe incontrarlo a Milano dopo il voto, se anche lui sarà disponibile". Il dirigente torna inoltre sui contatti avuti con Pep Guardiola, spiegando che Maldini e Leonardo avevano lavorato insieme per valutare diverse soluzioni. Tra queste anche Andrea Pirlo, la cui candidatura si è però fermata dopo la scoperta del suo accordo con una società di scommesse russa: "Non eravamo a conoscenza di quella collaborazione. Quando è emersa la questione, ho preferito interrompere il percorso: a quel punto non c'erano più le condizioni per andare avanti".

IL RAPPORTO CON LA POLITICA E IL FUTURO DELLA FIGC - Nell'intervista trovano spazio anche i rapporti con il mondo politico e i prossimi passaggi organizzativi della Federazione. Malagò riconosce l'esistenza di posizioni differenti, ma considera il dialogo un elemento necessario per affrontare i dossier ancora aperti: "Il confronto con la politica fa parte del lavoro che stiamo portando avanti. È normale che ci siano sensibilità diverse e che non tutti la pensino allo stesso modo, ma credo sia importante mantenere aperto il dialogo e cercare punti di incontro sulle questioni che riguardano il futuro del calcio. Ci sono ancora passaggi da definire sul piano organizzativo e della governance, compreso il tema della segreteria generale. In questa fase è importante procedere con attenzione, rispettando i tempi e le responsabilità di ciascuno. La priorità resta quella di dare al calcio italiano una prospettiva chiara, affrontando i problemi strutturali e creando le condizioni per lavorare con maggiore coesione. Le elezioni saranno un passaggio decisivo per capire quale direzione prenderà la Federazione nei prossimi anni".