Malagò: “Se lo sport mi chiama io rispondo. Mondiale 2030? Garantisco: ci saremo”

Malagò: “Se lo sport mi chiama io rispondo. Mondiale 2030? Garantisco: ci saremo”TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:00News Calcio
di Redazione
Il candidato alla presidenza FIGC racconta al Corriere della Sera la genesi della sua candidatura, respinge le polemiche sull’ineleggibilità e traccia il progetto per il futuro del calcio italiano.

Giovanni Malagò, in un’intervista al Corriere della Sera, ripercorre la nascita della sua candidatura alla presidenza della FIGC e risponde con fermezza alle discussioni legate al tema dell’ineleggibilità. L’ex presidente del CONI si dice sereno e motivato in vista delle elezioni del 22 giugno, spiegando come la sua scelta sia arrivata dopo una fase inizialmente non prevista.

Il dirigente racconta infatti di essere partito da una posizione di totale distacco, salvo poi essere spinto dal mondo del calcio stesso a mettersi in gioco. Un percorso costruito nel tempo, tra contatti con i club e convergenze sempre più ampie all’interno del sistema sportivo.

“NON SENTIVO IL BISOGNO, POI LO SPORT MI HA CHIAMATO” - “La parola ‘bisogno’ va corretta. È andata in un altro modo: avevo appena finito Milano-Cortina, ero felice, appagato, ma provato fisicamente. Con la testa ero su altro, su tutto ciò che avevo trascurato nella vita privata”, racconta Malagò. Poi la svolta: “Inizialmente cinque società di Serie A erano venute a parlarmi e avevo declinato. Nel giro di poco sono diventate 18-19, un record in un ambiente spesso diviso. A quel punto ho chiesto un impegno ufficiale e sono arrivati anche gli endorsement della Lega B, degli allenatori e dei calciatori. Se lo sport ti chiama, per spirito di servizio, mi metto a disposizione”.

TRANQUILLO SULL’INELEGGIBILITÀ - Sulla questione dei requisiti e delle polemiche Malagò non mostra dubbi: “Assolutamente tranquillo, ho chiesto un parere in materia, il Collegio di Garanzia si è pronunciato in maniera chiara e non ho altro da aggiungere”. Il candidato interviene anche sulla tempistica delle verifiche: “Improvvisamente è arrivata questa terza mossa per cercare di impedire la candidatura a seguito di un’interpellanza parlamentare. Mi sembra che la manovra abbia fatto aumentare i consensi”.

POSSIBILE ALLENATORE - Sulle ipotesi legate ai nomi degli allenatori, Malagò è netto: “Non ho parlato con nessuno, non sarebbe serio”. Nessun contatto quindi con Mancini, Conte o Guardiola. Una battuta, però, lascia uno spiraglio su Allegri: “Gli allenatori da qui al 23 giugno potrebbero prendere altre strade, dunque i giochi si fanno dopo”.

“GARANTISCO: CI SAREMO AL MONDIALE” - Il progetto sportivo guarda già oltre le elezioni. “Garantisco: ci saremo”, afferma Malagò parlando della qualificazione al Mondiale 2030. Un impegno che si inserisce in una visione più ampia: “Guardo a un orizzonte di sei anni, tra Mondiali ed Europei 2032”. Il percorso passa anche dai settori giovanili e dalle altre nazionali: “Bisogna partire bene con Under 21, Nations League e Nazionale femminile. È tutto combinato”. Alla base del progetto c’è la riforma dei vivai: “Bisogna accelerare il sostegno ai settori giovanili e fare un patto per valorizzare gli italiani”. Un modello di riferimento arriva da un’altra disciplina: “Nella pallavolo un accordo fra Federazione e Lega ha posto le basi per la generazione d’oro”.