Milan-Rangnick, dove eravamo rimasti: quella doppietta di Ibra che cambiò tutto

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Oggi alle 10:29News Calcio
di Mattia De Pascalis
Milan-Rangnick, contatti telefonici: si pensa a un ruolo nell'area tecnica. Quella trattativa sfumata nel 2020, e il rinnovo biennale per Stefano Pioli

Il Milan torna a pensare a Ralf Rangnick. Un nome che nel mondo rossonero non è certamente nuovo, e che oggi, alla luce dei profondi cambiamenti societari in corso a Casa Milan, torna nuovamente d'attualità.

Come raccontato nelle scorse ore, infatti, il profilo dell’attuale commissario tecnico dell’Austria piace molto a Gerry Cardinale. Rangnick, fresco della storica qualificazione ai Mondiali con la nazionale austriaca dopo 28 anni di assenza, è tornato nei radar del club rossonero in un momento particolarmente delicato. E proprio durante la scorsa settimana ci sono stati dei contatti telefonici tra le parti per sondare la situazione.

Nei discorsi, però, non s'è parlato della panchina rossonera per il post Allegri. I dialoghi avuti riguardano piuttosto un possibile ruolo ancora da definire all’interno dell’area tecnica del club, con Rangnick che potrebbe rappresentare una figura di riferimento per la nuova struttura che il Milan sta cercando di costruire dopo gli ultimi ribaltoni societari.

MILAN-RANGNICK, DOVE ERAVAMO RIMASTI - Per capire perché il nome di Ralf Rangnick continui a tornare ciclicamente d’attualità bisogna riavvolgere il nastro fino all’estate del 2020, quando il suo approdo al Milan era ormai cosa fatta. In quel periodo il dirigente e tecnico tedesco era destinato ad arrivare in rossonero con un doppio incarico: allenatore e responsabile dell’area tecnica, un modello “all’inglese” fortemente sponsorizzato allora dall’amministratore delegato Ivan Gazidis.

Il clamoroso colpo di scena si consumò durante Sassuolo-Milan del 21 luglio 2020. Proprio mentre i rossoneri erano impegnati in campo, dalla Germania il quotidiano Kicker e l’entourage di Rangnick fecero trapelare la notizia della rottura definitiva con il Milan.

Pochi minuti dopo arrivò anche una nota ufficiale dello stesso Rangnick, che spiegò come, di comune accordo con il club e alla luce degli ottimi risultati ottenuti da Stefano Pioli in quel finale di stagione, non fosse il momento giusto per iniziare una collaborazione. Quella sera il Milan batté il Sassuolo 2-1 grazie alla doppietta di Zlatan Ibrahimovic e, subito dopo il match, arrivò anche l’annuncio del rinnovo biennale di Pioli fino al 2022.