Italia, Malagò: "Diana Bianchedi sarà il nuovo capo delegazione della Nazionale"

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© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Oggi alle 09:09News Calcio
di Redazione
Le dichiarazioni del Presidente della Figc a La Gazzetta dello Sport

Il presidente della Figc, Giovanni Malagò, ha parlato dei suoi primi mesi alla guida del calcio italiano in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Malagò si è soffermato in particolare sugli addii di Paolo Maldini e Leonardo e la successiva scelta di Mancini nel ruolo di CT. Il presidente della FIGC ha poi annunciato il nome del nuovo capo delegazione della Nazionale: Diana Bianchedi.

DIANA BIANCHEDI - Malagò ha parlato subito della scelta del nuovo capo delegazione: "Una scelta che risponde a un’esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati,della gente, degli italiani: il calcio non deve essere più percepito come una realtà a parte, Diana gode di prestigio e di credibilità internazionale: bicampionessa olimpica, un curriculum fatto di studi e specializzazioni, laurea in medicina, master sportivi e manageriali, ruolo apicale in Milano Cortina e vicepresidente vicaria del Coni. Per il nuovo corso sento energia e positività. Sento che ci sono le premesse per fare qualcosa di importante".

MALDINI - Il presidente Figc ha poi parlato degli addii di Leonardo e Maldini: "Maldini lo incontrerò dopo le vacanze estive. La sua decisione di fare un passo indietro assieme a Leonardo rientra in quella che io chiamo linearità di comportamento, è andata così".

PIRLO - Il dirigente ha speso qualche parola per Andrea Pirlo, scelto proprio da Maldini e Leonardo come nuovo CT della Nazionale: "Era tutto fatto, credetemi. Tutto pronto per l’annuncio, poi la storia della collaborazione di Andrea con un sito di scommesse russo. Non ci ho dormito, ma alla fine, sono convinto di aver preso la decisione più opportuna".

MANCINI NUOVO CT - Malagò si è soffermato su Mancini come nuovo allenatore della Nazionale Italiana: "Il ct giusto e condiviso con Claudio Ranieri. Mancini conosce l’ambiente, gran parte dei ragazzi azzurri, sa dove girarsi per valorizzare il talento giovane. A proposito dei giocatori, in molti, in quelle ore, mi hanno scritto per dirmi che sarebbe stato il ct migliore, non c’è solo il messaggio di Donnarumma di cui vi ho già parlato. Io amico di Mancini? Ci conosciamo da tempo ma non ci siamo mai frequentati. Si tratta di una narrazione che non ha senso tirare fuori se si vuole spiegare una scelta".

GUARDIOLA - Infine, sul possibile arrivo di Guardiola voluto da Maldini e Leonardo: "La pista Guardiola era diventata di dominio pubblico. Provare a portare Pep sulla panchina azzurra rispondeva a una precisa filosofia calcistica di Paolo e Leo. Nascondere l'evidenza sarebbe stato impossibile".