Pisa, Bianco: “In A in due anni. E vogliamo restarci”
Paolo Bianco aveva appena riportato il Monza in Serie A, al termine di una finale playoff combattuta contro il Catanzaro, quando ha scelto di non aspettare una nuova occasione nella massima serie. L’allenatore ha deciso di ripartire dalla Serie B, accettando la sfida del Pisa e un progetto costruito su un orizzonte biennale. Una scelta precisa, quella dell’ex Monza, che dopo la promozione ha preferito continuare a lavorare in una categoria che conosce bene, con l’obiettivo di tornarci da protagonista.
Il Pisa, retrocesso dalla Serie A, ha puntato su Bianco per provare a costruire una risalita immediata, ma soprattutto duratura. Il club nerazzurro ha affidato all’allenatore un percorso che va oltre la singola stagione, con l’obiettivo di creare basi solide anche attraverso lo sviluppo delle strutture. A La Gazzetta dello Sport, Bianco ha spiegato così la sua scelta e le ambizioni del progetto: “Il progetto è biennale, dobbiamo diventare forti subito e salire in due anni, costruire qualcosa che duri nel tempo. Il Pisa vuole tornare in A per restarci. Vale per la squadra e per il club, con il centro sportivo che in primavera sarà pronto”.
LA SCELTA DOPO LA PROMOZIONE - La promozione con il Monza è arrivata al termine della doppia finale playoff contro il Catanzaro, con i brianzoli promossi grazie al miglior piazzamento in regular season nonostante la sconfitta per 2-0 nel ritorno. Bianco non nasconde qualche rimpianto per il percorso fatto in campionato: “Ho un po' di rammarico. Vuol dire che non eravamo pronti, ma vanno riconosciuti i meriti del Frosinone che ha fatto 26 punti nelle ultime 10 partite”. I playoff, però, sono stati anche un’occasione per arricchire il proprio bagaglio: “Ho voluto vivere i playoff come un'esperienza nuova, un'opportunità di crescita. E così è stato, una full immersion incredibile, come quando a Sassuolo con De Zerbi avevamo fatto 13 partite in 40 giorni dopo il covid”.
MONZA E PISA - Il Pisa rappresenta per Bianco una situazione già vissuta a Monza: una squadra appena retrocessa dalla Serie A chiamata a ripartire immediatamente. Secondo l’allenatore, però, le due realtà presentano differenze importanti, soprattutto per la composizione delle rose: “Entrambe hanno chiuso malissimo la stagione e questo pesa. A Monza c'erano giocatori con tanti anni di A, a Pisa c'è chi ne ha fatto solo uno: c'è meno depressione, i ragazzi hanno la B come dimensione e vogliono vincere ancora”. Diverso anche il rapporto con le proprietà: “A Monza mi scelse Galliani, poi la proprietà è cambiata e ho dovuto conquistarla, mentre a Pisa mi ha voluto una proprietà forte con grandi prospettive”. E sulla separazione dal Monza, Bianco è diretto: “Da Monza sono andato via io. Capivo che la stima era finita”.
IL PISA E LE SOMIGLIANZE CON IL MONZA - Sul piano tattico, Bianco ritrova a Pisa alcune caratteristiche che ricordano il suo ultimo Monza, anche se le due rose sono differenti. “Un po' sì, ma i giocatori sono diversi. Sono arrivati elementi con le caratteristiche giuste per questo campionato, che alzano il livello, mentre a Monza erano rimasti giocatori forti, ma poco adatti alla B”. L'allenatore ha inoltre parlato dell’evoluzione della squadra e delle scelte tattiche, sottolineando il ritorno alla difesa a tre e la presenza di diverse soluzioni nel reparto offensivo. Un lavoro che dovrà accompagnare il Pisa nel percorso biennale indicato dalla società e dall’allenatore.