Inter, coraggio ed errori: al Bernabéu sorride Mourinho

Inter, coraggio ed errori: al Bernabéu sorride MourinhoTUTTOmercatoWEB.com
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Ieri alle 22:58News Calcio
di Nicolò Franceschin
Nel fascino del Bernabeu e tra i ricordi di ciò che è stato, l'Inter perde nella prima gara europea contro il Real, nonostante una bella prestazione. Il racconto di Madrid

Nella sfida tra l’allievo e il maestro, vince l’esperienza. Dell’allenatore portoghese, della squadra più abituata a certi palcoscenici. Vince, soprattutto, il cinismo spagnolo sulla poca precisione italiana. Nel fascino e nella storia del nuovo Santiago Bernabeu, è un debutto in Champions League amaro per l’Inter e per Cristian Chivu. I primi 23 minuti sono il riassunto perfetto di una partita intera. I nerazzurri giocano, creano occasioni, ma sbagliano troppo. Davanti, nel non concretizzare. Dietro, nel concedere due reti agli avversari con errori banali. E la lezione targata Champions si è ripetuta e confermata nella sua massima e più limpida espressione. In campionato se sbagli, forse ti risparmiano. In Europa, invece, no. Ti puniscono. Una sconfitta immeritata. 21 tiri in casa del Real Madrid non sono casuali. Il Bernabeu e la Champions, però, si sa, hanno regole tutte loro. E José Mourinho le conosce bene. Molto bene. Resta, però, tanto. Il coraggio dimostrato in questo stadio e in questa atmosfera. Il gioco mostrato e la dimostrazione di poter essere all’altezza dell’Europa. Con più precisione e attenzione.



PASSATO - Non poteva essere una partita normale. Non potevano essere 90’ come gli altri. Troppi i sentimenti coinvolti, i ricordi che tornavano alla mente, le immagini riguardate in questi giorni, le chiacchierate con gli amici per condividere emozioni e stati d’animo. E che fosse l’esordio nella Champions di quest’anno, forse, era l’elemento che questa volta aveva meno implicazioni. Si ritrovavano l’Inter e José Mourinho. Lo facevano dopo l’impresa del Triplete. Tra i protagonisti di quel 2010 c’era Cristian Chivu, ora allenatore nerazzurro. E tutto questo succedeva al Santiago Bernabeu, teatro di quella notte. Fuori dallo stadio c’era chi indossava la maglia di quella notte. Un signore quella di Maicon, un altro di Sneijder. Un ragazzo quella di Milito. Numero e nome erano sbiaditi, segnati dal tempo, ma riconoscibili. Quasi a voler ricordare che ciò che è scritto nella storia rimarrà sempre eterno.

PRESENTE - I ricordi, però, appartengono al passato. E dopo averli riguardati e apprezzati, è giusto tornare a vivere il presente. La partita del Bernabeu si apre con un approccio dell'Inter fatto di coraggio e sicurezza. Possesso, controllo del gioco e occasioni. Prima con Thuram che dopo 3' calcia addosso a Courtois. Poco dopo è Lautaro ad andare vicino al vantaggio. Poi i nerazzurri si scontrano con due antiche leggi di questo sport. La prima: gol sbagliato, gol subito. La seconda: in Europa gli errori non sono concessi. In 8 minuti doppio svantaggio. Jones e Josep Martinez sbagliano, Mbappé e Valverde segnano. Il secondo tempo segue la stessa trama. La rete di Carlos Augusto riaccende le speranze di un'altra pazza rimonta. Questa volta, però, va diversamente. La lezione è sempre la stessa. In Champions si paga ogni minima distrazione. Ma anche una sconfitta può lasciare qualcosa. Lascia il coraggio e la personalità di una squadra che ha dimostrato di meritare questi palcoscenici. Lascia una grande prestazione. Lascia le tante occasioni create e la consapevolezza di poter giocare un ruolo importante anche in Europa. Imparando, però, dal passato. Quello conta sempre.