Yamal: "Il calcio rappresenta una parte piccola della vita. Non gioco per soldi, ma per divertirmi"

Yamal: "Il calcio rappresenta una parte piccola della vita. Non gioco per soldi, ma per divertirmi"
Oggi alle 09:33News Calcio
di Redazione
Il talento spagnolo ha raccontato al Guardian la sua visione del calcio, le aspettative e i successi

Dalla finale dei Mondiali vinta con la Spagna all'importanza del calcio nella sua vita. Lamine Yamal si è raccontato al Guardian, partendo dalla finale della Coppa del Mondo, vinta contro l’Argentina. "Sapevamo che per loro era impossibile segnare, e con la palla a nostro favore contro 10 uomini, era molto difficile per noi non farlo" ha dichiarato. 
 
L'esterno del Barcellona ha definito gli avversari dei "robot", che cercano in tutti i modi di rubargli palla con delle mosse predefinite. "Un terzino avrà un allenatore che gli dirà: “Ok, Lamine: quello che fa è…” Lo considero un robot, che cerca di fermarmi" ha detto "Il calcio è meccanizzato, ma ci sono giocatori come me, Pedri e molti altri che hanno quella scintilla speciale". 

LA FINALE - Tornando sulla finale dei Mondiali, Yamal ha parlato del gol decisivo di Ferran Torres: "Sapevamo che Ferran ne aveva bisogno". E ridendo ha aggiunto: "Beh, tutti hanno bisogno di un gol in una finale di Coppa del Mondo. Se avesse segnato Unai Simón, sarebbe stato fantastico". Yamal era certo della vittoria: "Non ho mai pensato: ‘Potrebbero pareggiare’".

Dopo il triplice fischio, le telecamere hanno catturato l'abbraccio tra Lamine Yamal e Lionel Messi. Cosa ha detto lo spagnolo alla Pulce? "Gli ho detto grazie per tutto quello che hai dato al calcio" (LE SUE PAROLE).

Un'immagine che è sembrata a tutti gli effetti un passaggio del testimone. Le strade dei due si erano già incrociate quando Lamine era un neonato e Messi un astro nascente del calcio, con la famosa foto del bagnetto. Yamal ha rivelato di aver vietato ai genitori di postare la fotografia per molto tempo: "Una volta mio padre l’ha postata su Facebook e gli ho detto di toglierla. I paragoni erano troppo facili, non si sarebbe parlato d’altro". La stella spagnola ha aggiunto: "Volevo essere Lamine; non volevo essere Messi".

PALLONE D'ORO - Grazie al successo nella Coppa del Mondo e ai titoli con il Barcellona, Lamine Yamal è salito provvisoriamente sul podio dei candidati alla vittoria del Pallone d'Oro. Lo spagnolo ha parlato con sincerità: "Ad essere sincero, non è solo quest’anno che sono a un livello da Pallone d’Oro, ma da più tempo. Lo sanno tutti; sanno che faccio la differenza" afferma. E ancora: "Credo che la gente pensi: “Lamine ha 19 anni, prima o poi lo vincerà, quindi diciamo che per ora sia qualcun altro".

Yamal ha parlato anche della vittoria agli Europei del 2024: "Non sapevo nemmeno chi fossi, dove mi trovassi, né il significato di tutto ciò. Avrei potuto sostenere un esame e il giorno dopo giocare contro la Francia perché non ero davvero consapevole della differenza. L’ho vinto e ho detto: “Beh, va bene, ma un Mondiale è meglio, no?". 

LA VITA - Nonostante i successi, Yamal non si è montato la testa: "Non dirò mai: “Chi sei tu? Io ho vinto i Mondiali”. Solo gli stupidi lo farebbero. So che il calcio rappresenta lo 0,000001% della vita". Il giocatore ha parlato delle difficoltà e di quanto il calcio abbia aiutato sé stesso e la sua famiglia: "Se ho giocato a calcio in tutti questi anni, è perché amo il calcio, ma anche per loro. So che la vita è molto più lunga. Devo prendermi cura della mia famiglia, del mio fratellino". "Nel calcio non c’è paura", aggiunge. "Ho visto mia madre lottare affinché io potessi giocare a calcio. Ho visto mio padre andare in giro per le strade a raccogliere rottami metallici affinché io potessi mangiare. Quella è paura".

Lamine ha concluso sottolineando di non giocare per i soldi, ma per il divertimento: "Il fatto è che amo il calcio. Non gioco per i soldi, gioco perché lo amo. I giocatori ossessionati dai gol o dagli assist non se lo godono. Io gioco per la felicità dei tifosi. Gioco per questo. Mi diverto. Torno a casa e dico: ‘Mi sono divertito tantissimo’. Se ogni giocatore facesse così, ci divertiremmo molto di più".