Yamal: "Il calcio rappresenta una parte piccola della vita. Non gioco per soldi, ma per divertirmi"
Dalla finale dei Mondiali vinta con la Spagna all'importanza del calcio nella sua vita. Lamine Yamal si è raccontato al Guardian, partendo dalla finale della Coppa del Mondo, vinta contro l’Argentina. "Sapevamo che per loro era impossibile segnare, e con la palla a nostro favore contro 10 uomini, era molto difficile per noi non farlo" ha dichiarato.
L'esterno del Barcellona ha definito gli avversari dei "robot", che cercano in tutti i modi di rubargli palla con delle mosse predefinite. "Un terzino avrà un allenatore che gli dirà: “Ok, Lamine: quello che fa è…” Lo considero un robot, che cerca di fermarmi" ha detto "Il calcio è meccanizzato, ma ci sono giocatori come me, Pedri e molti altri che hanno quella scintilla speciale".
LA FINALE - Tornando sulla finale dei Mondiali, Yamal ha parlato del gol decisivo di Ferran Torres: "Sapevamo che Ferran ne aveva bisogno". E ridendo ha aggiunto: "Beh, tutti hanno bisogno di un gol in una finale di Coppa del Mondo. Se avesse segnato Unai Simón, sarebbe stato fantastico". Yamal era certo della vittoria: "Non ho mai pensato: ‘Potrebbero pareggiare’".
Dopo il triplice fischio, le telecamere hanno catturato l'abbraccio tra Lamine Yamal e Lionel Messi. Cosa ha detto lo spagnolo alla Pulce? "Gli ho detto grazie per tutto quello che hai dato al calcio" (LE SUE PAROLE).
Un'immagine che è sembrata a tutti gli effetti un passaggio del testimone. Le strade dei due si erano già incrociate quando Lamine era un neonato e Messi un astro nascente del calcio, con la famosa foto del bagnetto. Yamal ha rivelato di aver vietato ai genitori di postare la fotografia per molto tempo: "Una volta mio padre l’ha postata su Facebook e gli ho detto di toglierla. I paragoni erano troppo facili, non si sarebbe parlato d’altro". La stella spagnola ha aggiunto: "Volevo essere Lamine; non volevo essere Messi".
PALLONE D'ORO - Grazie al successo nella Coppa del Mondo e ai titoli con il Barcellona, Lamine Yamal è salito provvisoriamente sul podio dei candidati alla vittoria del Pallone d'Oro. Lo spagnolo ha parlato con sincerità: "Ad essere sincero, non è solo quest’anno che sono a un livello da Pallone d’Oro, ma da più tempo. Lo sanno tutti; sanno che faccio la differenza" afferma. E ancora: "Credo che la gente pensi: “Lamine ha 19 anni, prima o poi lo vincerà, quindi diciamo che per ora sia qualcun altro".
Yamal ha parlato anche della vittoria agli Europei del 2024: "Non sapevo nemmeno chi fossi, dove mi trovassi, né il significato di tutto ciò. Avrei potuto sostenere un esame e il giorno dopo giocare contro la Francia perché non ero davvero consapevole della differenza. L’ho vinto e ho detto: “Beh, va bene, ma un Mondiale è meglio, no?".
LA VITA - Nonostante i successi, Yamal non si è montato la testa: "Non dirò mai: “Chi sei tu? Io ho vinto i Mondiali”. Solo gli stupidi lo farebbero. So che il calcio rappresenta lo 0,000001% della vita". Il giocatore ha parlato delle difficoltà e di quanto il calcio abbia aiutato sé stesso e la sua famiglia: "Se ho giocato a calcio in tutti questi anni, è perché amo il calcio, ma anche per loro. So che la vita è molto più lunga. Devo prendermi cura della mia famiglia, del mio fratellino". "Nel calcio non c’è paura", aggiunge. "Ho visto mia madre lottare affinché io potessi giocare a calcio. Ho visto mio padre andare in giro per le strade a raccogliere rottami metallici affinché io potessi mangiare. Quella è paura".
Lamine ha concluso sottolineando di non giocare per i soldi, ma per il divertimento: "Il fatto è che amo il calcio. Non gioco per i soldi, gioco perché lo amo. I giocatori ossessionati dai gol o dagli assist non se lo godono. Io gioco per la felicità dei tifosi. Gioco per questo. Mi diverto. Torno a casa e dico: ‘Mi sono divertito tantissimo’. Se ogni giocatore facesse così, ci divertiremmo molto di più".