Spagna, De La Fuente: "Messi è un esempio per tutti, ma Yamal deve essere Yamal"
Novanta minuti separano la Spagna dal sogno Mondiale. All'antivigilia della finale contro l'Argentina, Luis De La Fuente ha parlato in conferenza stampa toccando numerosi argomenti: dall'emozione per un traguardo storico alle condizioni di Lamine Yamal, passando per Lionel Messi, il rapporto con Lionel Scaloni e il rispetto nei confronti dell'Albiceleste.
L'EMOZIONE DELLA FINALE - De La Fuente ha innanzitutto sottolineato il valore di un traguardo come quello raggiunto dalla Roja: "Penso che sia un privilegio essere in finale. Raggiungere una finale di Coppa del Mondo è speciale. Firmerei per arrivare sempre in finale e perderla".
LA SFIDA CON L'ARGENTINA - Il CT spagnolo si aspetta una partita tra due squadre che condividono diversi principi di gioco: "Domenica vedremo due grandi nazionali. Secondo me per certi versi simili. Ogni squadra proverà a portare la partita sul proprio territorio ma sono sicuro che il talento prevarrà. L'arbitro sarà lì per supportare tutti i protagonisti, penso che il calcio si mostrerà nella sua massima espressione".
IL CLIMA E LE CONDIZIONI - Tra una battuta e una riflessione, De La Fuente ha parlato anche delle particolari condizioni ambientali che hanno caratterizzato questo Mondiale: "Sono teso per le condizioni atmosferiche, perché sono arrivato qui in elicottero e mi riporteranno al ritiro con l'elicottero". Successivamente ha spiegato il lavoro svolto con il gruppo per affrontare al meglio il torneo: "A maggio abbiamo fatto una riunione per spiegargli quanto potesse essere peculiare questa Coppa del Mondo per condizioni atmosferiche e ambientali. Ed è per questo che in questo periodo nessuno dei miei si è mai lamentato. Sicuramente ci sono delle stranezze, come le hydration break e gli intervalli di 30 minuti, che oggi sono tali ma tra vent'anni saranno normali".
YAMAL E L'ESEMPIO MESSI - Un passaggio è stato dedicato anche a Lamine Yamal e al confronto inevitabile con Lionel Messi: "Lamine sta bene. Domani faremo l'ultimo allenamento e sarà il momento cruciale perché se succede qualcosa non avremo più tempo per recuperare. Messi è un esempio per tutti i giocatori più giovani. Giocare a 39 anni una finale è speciale, ma io sprono sempre Lamine a essere Lamine".
IL SEGRETO DELLE FINALI - Con quella di domenica saranno nove le finali disputate da De La Fuente considerando anche le selezioni giovanili. Alla domanda sul segreto di questa continuità, la risposta è stata semplice: "Lavorare duro, lavorare duro, lavorare duro. E soprattutto ogni successo non sarebbe possibile senza essere supportati nel modo giusto".
IL RAPPORTO CON SCALONI - Il CT della Roja ha poi speso parole di stima nei confronti del collega argentino: "Scaloni condivide tanti miei principi nel modo di guidare una squadra. Ci sono delle qualità necessarie per guidare grandi squadre come queste. Non siamo così diversi".
IL RETROSCENA SU MESSI - Tra i momenti più curiosi della conferenza c'è stato il racconto di un episodio risalente ai tempi in cui De La Fuente lavorava nel settore giovanile del Siviglia: "Vi dico una cosa divertente. Quando ero al Siviglia ho conosciuto Messi. C'era una partita di Copa del Rey e sapevo ci fosse un ragazzo bravo di nome Messi. Andai con la marcatura a uomo. L'uomo su di lui venne ammonito, decisi di sostituirlo. Segnò quattro gol".
L'ANTICA ROMA E IL RISPETTO PER L'ARGENTINA - Infine, De La Fuente ha spiegato anche perché abbia utilizzato citazioni dell'Impero Romano per motivare i suoi giocatori: "Mi piace da morire l'Antica Roma e quindi ho pensato fosse interessante condividere con i miei giocatori alcune citazioni celebri. L'importanza delle api è stata una metafora per far capire ai giocatori che devono giocare l'uno per l'altro". E, rispondendo a chi gli chiedeva se l'Argentina fosse una squadra "sporca", ha chiuso con fermezza: "No. Non oserei mai dirlo. Sarebbe una mancanza di rispetto incredibile. Ho un'ammirazione enorme per l'Argentina".