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UEFA, AFC e CONCACAF contro Infantino e la FIFA: "Il calcio non è suo, ha tradito la fiducia con l'inganno"

UEFA, AFC e CONCACAF contro Infantino e la FIFA: "Il calcio non è suo, ha tradito la fiducia con l'inganno"TUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 11:43News Calcio
di Redazione
Duro comunicato congiunto di UEFA, AFC e CONCACAF contro Infantino e la recente gestione della FIFA

UEFA, CONCACAF e AFC, ovvero le confederazioni rispettivamente di Europa, Nordamerica e Asia, hanno pubblicato una nota congiunta tramite i propri canali ufficiali. Un comunicato contro il numero uno della FIFA, Gianni Infantino, per criticare la proposta, poi ritirata, di privatizzare il Mondiale. Riportiamo dunque di seguito la lunga lettera firmata da Aleksander Ceferin, presidente della Uefa, Salman Bin Ibrahim Al Khalifa, presidente dell'Afc e Victor Montagliani, presidente della Concacaf, insieme ai segretari generali di ogni confederazione. "Il calcio non appartiene a nessuno", si legge tra le righe.

LA NOTA CONGIUNTA - Il comunicato inizia così. "Cara famiglia del calcio... Il calcio è la più grande passione condivisa del mondo. Non appartiene a nessun individuo né a nessuna istituzione. Appartiene ai giocatori, ai tifosi, ai club, ai membri e a ogni istituzione incaricata di proteggerne il futuro. È con questo spirito che oggi prendiamo la parola collettivamente. La crescita nell’ultimo decennio è stata reale. Ma quel progresso non è mai stato opera di un solo individuo. È stato il frutto della Fifa, delle Confederazioni, delle Associazioni Membro e delle migliaia di persone che dedicano la loro vita a questo sport. L’ampliamento dei tornei, l’assegnazione delle Coppe del Mondo FIFA 2030 e 2034, la distribuzione delle risorse alle associazioni. Questi sono stati successi condivisi, concordati e realizzati insieme".

INTEGRITÀ - "Questa non è una questione di denaro. Le Confederazioni hanno già chiesto una distribuzione responsabile delle ingenti riserve esistenti della FIFA per rafforzare ulteriormente gli investimenti nello sviluppo dei Membri. Non si tratta del fatto che qualche Associazione Membro perda il sostegno che si è guadagnata, nonostante le campagne allarmistiche rivolte alle nostre federazioni per far credere il contrario. Né si tratta di rivedere l’espansione delle competizioni, l’assegnazione dei posti per la Coppa del Mondo o qualsiasi altra decisione raggiunta. Quelle decisioni sono state prese congiuntamente e devono essere mantenute. Qui è in gioco qualcosa di più fondamentale: l’integrità del gioco e l’integrità di coloro che sono stati eletti per guidarlo. La leadership nel calcio non è una proprietà. Non si tratta di detenere — o pretendere — il potere. È un dovere di servizio verso la famiglia che gli affida questa responsabilità. Quando la fiducia viene spezzata attraverso l’inganno, quando un individuo si pone al di sopra del collettivo che gli ha affidato l’autorità, quel dovere è stato abbandonato".

VIOLAZIONE FONDAMENTALE DELLA FIDUCIA - Il comunicato, poi, continua: "La recente lettera della FIFA ai suoi vicepresidenti e alle 211 Associazioni riconosce degli errori. La tratta come una falla nella comunicazione, quando ciò a cui il calcio ha assistito è stato un errore di giudizio. Una proposta presentata in tempi compressi, senza una consultazione significativa e spinta verso una scadenza prima che le Associazioni Membro potessero esaminarne adeguatamente i termini, non è il frutto di una svista: è il prodotto di un disegno concepito per limitare il controllo. Non ha riconosciuto che la proposta in sé era intrinsecamente sbagliata. Continua a non esserci alcun riconoscimento del fatto che tentare di vendere una quota della Coppa del Mondo sia stato un profondo errore di giudizio, non solo un inciampo procedurale, ma una violazione fondamentale della fiducia con le stesse istituzioni che la FIFA esiste per servire. La FIFA si è inoltre impegnata a presentare un rapporto completo su questi fatti al Consiglio, senza ancora riconoscere che una governance adeguata di fronte a una mancanza di giudizio così profonda richiederebbe che tale revisione fosse condotta da una terza parte completamente indipendente, e non dalla FIFA stessa, dal suo personale o da qualsiasi soggetto interno al calcio. L’amministrazione della FIFA non dovrebbe avere alcun ruolo nello svolgimento di questa revisione. I documenti rilevanti devono essere conservati in conformità con la comunicazione della UEFA sulla conservazione dei suddetti documenti".

CONTRO INFANTINO - Infine, il comunicato congiunto di UEFA, AFC e CONCACAF si conclude con l'ennesima forte presa di posizione contro l'operato di Gianni Infantino. "La stessa lettera della conferma che solo un dirigente eletto era presente alla riunione di leadership in Marocco. Nessun membro del Consiglio né delle Associazioni Membro è stato invitato a partecipare. Era presente soltanto il comitato direttivo, composto da alti dirigenti dipendenti della FIFA. Questa recente riunione, in cui un numero selezionato di membri del Comitato Direttivo - non il Comitato nella sua interezza - è stato convocato all’estero, invece di far sì che la dirigenza si recasse a Zurigo non fa che rafforzare queste preoccupazioni e rappresenta la prosecuzione dello stesso modello di condotta che ci ha portati fino a questo momento. Non è il comportamento di un custode del gioco, ma di qualcuno che crede che il gioco debba rispondere a lui. C’è silenzio dove dovrebbe esserci responsabilità, distanza dove dovrebbe esserci trasparenza. Queste non sono le qualità che il calcio merita nella sua leadership. Per questo abbiamo preso questa posizione: non con leggerezza né da soli, ma insieme, e per dovere verso lo sport che serviamo. La forza del calcio è sempre stata la sua unità. Chiediamo che questa unità venga onorata ora, da una leadership che serva il calcio e non cerchi di comandarlo".