Ulivieri: "Presidente FIGC? Siamo in attesa di candidati"

Ulivieri: "Presidente FIGC? Siamo in attesa di candidati"TUTTOmercatoWEB.com
Renzo Ulivieri
© foto di Federico De Luca
Oggi alle 11:33News Calcio
di Redazione
Le parole del presidente dell'Assoallenatori sul futuro della FIGC e del calcio italiano

Dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, si aprono i discorsi per quanto riguarda il suo successore alla presidenza della FIGC, che si scoprirà dopo le elezioni del 22 giugno. In quest'ottica, si è espresso Renzo Ulivieri, presidente dell'AIAC (Associazione Italiana Allenatori Calcio), una delle componenti federali che saranno chiamate a dare il proprio voto: "Per chi voteremo? A oggi dico per nessuno: non ci sono candidati, deve cominciare la campagna elettorale di chi si vuole candidare. Noi e l'Assocalciatori siamo in attesa. Malagò andrebbe bene? Ci vanno bene tutti, vorremmo vedere il programma".

Queste le sue parole a Radio Sport Anch'io, in onda su Rai Radio 1, dove ha parlato anche della situazione che sta attraversando il calcio italiano più in generale: "Bisogna cambiare il sistema radicalmente? Probabilmente no. C'è da studiarci sopra e affrontare i problemi principali che ha il nostro calcio, dal punto di vista del talento. Noi come allenatori abbiamo avuto una storia importante. Anche in questo campionato del mondo abbiamo Ancelotti, Montella e Cannavaro. Ci dispiace che non ci sia Gattuso. Allenatore straniero? Mi è stata messa addosso anche questa, mai detto. Credo che per la Nazionale ci voglia un allenatore italiano. Abbiamo avuto Bearzot, Lippi. La nostra è una Nazionale che ogni 25 anni vince. Sia nel 1982 sia nel 2006 abbiamo avuto la fortuna di trovare calciatori al massimo della condizione e al tempo stesso campioni".

ULIVIERI: "IMPOSSIBILE IMPORRE UN MINIMO DI ITALIANI IN CAMPO" - Ulivieri si è detto però d'accordo con tanti altri sul momento di criticità nella formazione dei nostri calciatori: "Abbiamo le nazionali giovanili maschili e femminili che vincono, che giocano bene, che fanno risultati. La criticità sta nel passaggio da queste categorie alle prime squadre di Serie A. Questi giovani, per mille motivi, non riescono a fare questo passaggio. Sarà colpa degli allenatori che devono vincere in ogni modo o delle società, però il momento critico è questo. Bisognerà trovare una soluzione". Soluzione che non passa dall'inserimento di un numero minimo di italiani da schierare:  "Non si può fare. A noi piacerebbe, ci sembrerebbe una strada, ma è impercorribile. Vorrebbe dire limitare gli stranieri. Bisogna fare tutte quelle cose che sono possibili in base ai regolamenti di UEFA e FIFA, altrimenti si va fuori dai campionati".

Mentre qualcosa si potrebbe fare, secondo Ulivieri, per limitare le proprietà straniere: "Qui potremmo vedere di fare qualcosa, ma diventano norme anche governative. Ad esempio, almeno il 50% delle proprietà rimanga italiano. Proprietà straniere hanno a meno cuore la maglia azzurra? Probabilmente sì. Appena arrivano, non hanno interesse di questo genere. Poi ci sono casi e casi: penso a Rocco Commisso un innamorato del calcio italiano. Ma di queste proprietà straniere si conosce".