Vlahovic: "Il Besiktas la scelta migliore per la mia carriera. L'addio alla Juventus? So io qual è la verità"

Vlahovic: "Il Besiktas la scelta migliore per la mia carriera. L'addio alla Juventus? So io qual è la verità"
Oggi alle 13:55News Calcio
di Redazione
Fresco della prima tripletta con la maglia del Besiktas in Turchia, Dusan Vlahovic torna sulla nuova avventura e l'addio alla Juventus

Dusan Vlahovic è stato senza dubbio uno dei portagonisti del calciomercato estivo, accasatosi al Besiktas dopo il mancato accordo per il rinnovo con la Juventus. In Turchia si è presentato con una tripletta alla prima partita da titolare in un campionato che ora lui stesso ritiene il migliore per la sua carriera: "Ho parlato con molti club - ha raccontato a Mozzart Sport -. Essendo svincolato era normale. Molte squadre hanno cercato informazioni o hanno provato a ingaggiarmi. La finestra di mercato è un processo molto dinamico: un giorno succede una cosa e quello dopo può cambiare tutto. Ho riflettuto a lungo, sono stato paziente e alla fine credo di aver preso la decisione migliore per la mia carriera. Il tempo dirà se sarà così, ma io ne sono convinto".

Una scelta che ora spiega così: "Hanno fatto di tutto per acquistarmi. Per tutta l’estate hanno cercato di contattarmi e questo mi ha fatto molto piacere. Credo che nella vita sia importante andare dove ti desiderano di più. Il presidente e il direttore sportivo sono venuti da Istanbul a Belgrado, sono rimasti sette-dieci giorni e abbiamo parlato. La loro ambizione, il progetto e soprattutto l’allenatore (Vincenzo Italiano, ndr) hanno avuto un ruolo fondamentale. Lo conosco molto bene, abbiamo lavorato insieme alla Fiorentina, e forse è stato l’aspetto più importante".

L'ADDIO ALLA JUVENTUS - L'attaccante serbo è poi tornato sulla sua precedente esperienza bianconera: "Avevo un contratto fino al 30 giugno. Il mio contratto è scaduto e, da quel momento, sono diventato un giocatore svincolato. Ho trascorso quattro anni e mezzo fantastici in questo club, sia per quanto riguarda i rapporti interpersonali, sia per le dimensioni della società, i tifosi e tutto ciò che caratterizza uno dei club più grandi al mondo. È stato un grande onore e un immenso piacere avere l’opportunità di farne parte, di indossare la maglia della Juventus, giocare, rappresentare il club e segnare gol. Ancora una volta, vorrei ringraziare tutti all’interno del club, tutti i tifosi, tutti i miei compagni di squadra; per me è stata un’esperienza davvero fenomenale. Naturalmente, è un enorme rammarico non aver avuto l’opportunità di lottare per ottenere di più, di avere più possibilità di vincere trofei, ma sono sicuro che un club come la Juventus tornerà su quella strada il prima possibile, perché è nel DNA del club: lo ha fatto sin dalla sua fondazione e continuerà a farlo per molti anni a venire. È stato scritto che stavo ponendo diverse condizioni per un nuovo contratto con la Juventus, ma gran parte di ciò non era vero". 

E, a proposito del mancato rinnovo, ha proseguito: "L'ultimo anno è stato difficile. Ho iniziato dalla panchina per, direi, un motivo ben noto: perché stavo entrando nell'ultimo anno di contratto. A mio parere, questo è stato l'unico motivo per cui ho iniziato la stagione dalla panchina. Certo, sono arrivati ​​anche due nuovi attaccanti, ma ho accettato quel ruolo perché ho deciso di andare in quella direzione. C'era pressione da parte del pubblico, dei media e dei tifosi... Capisco perfettamente i tifosi che leggono e accettano quello che viene loro propinato. In tre anni, per quanto si sia scritto sul mio rinnovo di contratto con la Juventus, non ho avuto alcuna conversazione specifica con la dirigenza del club fino alla fine della stagione. L'ultima volta che abbiamo parlato è stato senza un accordo. Si è parlato molto del fatto che chiedessi varie condizioni, ma c'era molta pressione su di me che mi disturbava, perché so qual è la verità e so cosa è successo”.

Vlahovic è tornato anche sui fischi dei tifosi all'inizio della scorsa stagione: "Non è piacevole quando lo stadio ti fischia in un'amichevole contro la squadra Under 23. L'infortunio che ho subito è arrivato proprio quando non ci voleva, Ho iniziato a giocare, in quel momento è arrivato Spalletti, che ringrazio in questa occasione per tutto quello che ha fatto per me l'anno scorso - sia quando ero infortunato che quando ero in salute - e per la sua voglia di farmi restare alla Juventus”. Infine, Vlahovic non chiude la porta a un ritorno: “Nel calcio non si sa mai cosa può succedere. Anch'io ho commesso degli errori dicendo certe cose. È tutta questione di giovinezza, inesperienza, imprudenza... Non si è consapevoli di certe cose di cui si parla. Quindi, mai dire mai. Nel calcio può succedere di tutto, proprio come nella vita. Perciò non escludo nessuna opzione. Quel club mi ha dato tanto e ho cercato di ripagarlo nel miglior modo possibile in ogni momento. Lo ripeto, siamo professionisti, questo è il nostro lavoro. Non starei bene con me stesso e non riuscirei a guardarmi allo specchio sapendo di aver mollato o di non aver fatto quello che mi era stato chiesto. Sono molto grato alla Juventus, perché è un club enorme, uno dei più grandi al mondo, il più grande in Italia e per me è importantissimo. È un onore aver avuto l'opportunità di farne parte".