Menu CalciomercatoNewsNews CalcioInterviste e StorieConsapevolezze
Calendario Contatti Mobile
Atalanta, la probabile formazione contro l'Inter
Atalanta, la probabile formazione contro l'Inter
L’Atalanta prepara la sfida contro l’Inter con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle la gara d’andata di Champions League contro il Bayern Monaco. Raffaele Palladino è chiamato soprattutto a lavorare sull’aspetto mentale della squadra, per ritrovare immediatamente concentrazione e ritmo in campionato. Dal punto di vista delle scelte di formazione, la Dea dovrebbe ritrovare Giorgio Scalvini in difesa. Il centrale è candidato a riprendersi una maglia dal primo minuto nella linea a tre davanti a Marco Carnesecchi, completata da Djimsiti e Ahanor. Sulle fasce ci si affida alla spinta di Bellanova e Zappacosta, mentre in mezzo al campo la coppia dovrebbe essere formata da Marten de Roon e Pašalić. Buone notizie anche per quanto riguarda Ederson, che potrebbe tornare tra i convocati dopo il recente stop. In attacco Palladino sembra orientato a non schierare un doppio centravanti come in Champions League. Il ruolo di riferimento offensivo dovrebbe essere affidato a Gianluca Scamacca, in vantaggio su Krstović, con Samardžić e Zalewski pronti ad agire alle sue spalle sulla trequarti. ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Bellanova, de Roon, Pašalić, Zappacosta; Samardžić, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino.
Juventus, la probabile formazione contro l'Udinese
Juventus, la probabile formazione contro l'Udinese
La Juventus si prepara alla trasferta di Udine senza Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo non ha ancora recuperato completamente e non farà parte della spedizione bianconera, rinviando così il rientro tra i convocati almeno alla prossima settimana. I bianconeri si presentano alla partita dopo la convincente vittoria per 4-0 contro il Pisa, arrivata all'Allianz Stadium sabato 7 marzo con il ritorno al gol di Kenan Yildiz, che si unisce a Cambiaso, Thuram e Boga. Davanti a Mattia Perin, ancora favorito per difendere i pali, la linea difensiva dovrebbe vedere il ritorno di Lloyd Kelly al centro accanto a Bremer. Sulle corsie laterali pronti Kalulu e Cambiaso, con il primo sulla fascia destra. A centrocampo la coppia dovrebbe essere composta da Locatelli e Thuram, incaricati di dare equilibrio alla squadra e supportare il reparto offensivo. Proprio l’attacco rappresenta il principale nodo da sciogliere per Luciano Spalletti. Le opzioni sul tavolo sono diverse: concedere una nuova occasione a David come riferimento centrale, avanzare McKennie nel ruolo di falso nove oppure alzare Yildiz e inserire subito Boga sulla trequarti. Al momento la soluzione più probabile è il falso nove con Yildiz, supportato da Conceição, McKennie e Boga. JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceição, McKennie, Boga; Yildiz. Allenatore: Luciano Spalletti I CONVOCATI - Novità tra i convocati bianconeri: Luciano Spalletti ritrova infatti Arek Milik per la prima volta dopo le panchine contro Roma e Pisa di fine dicembre. Il polacco si è allenato in gruppo nel corso della settimana, e a differenza di Dusan Vlahovic è riuscito a strappare una convocazione. L'unico assente, oltre all'attaccante serbo, è Emil Holm, fermo da quasi un mese per un infortunio muscolare. Portieri: Perin, Di Gregorio, Pinsoglio; Difensori: Bremer, Gatti, Kelly, Kalulu, Cambiaso, Cabal;  Centrocampisti: Locatelli, Koopmeiners, Adzic, Kostic, Thuram, Miretti, McKennie; Attaccanti: Conceicao, Yildiz, Zhegrova, Boga, Milik, Openda, David.
Napoli, la probabile formazione contro il Lecce: Anguissa verso la titolarità
Napoli, la probabile formazione contro il Lecce: Anguissa verso la titolarità
Il Napoli è alla ricerca della terza vittoria consecutiva in campionato, dopo quelle contro Verona e Torino nei due turni precedenti. Un successo contro il Lecce, nella sfida del Maradona di sabato 14 marzo alle 18:00, permetterebbe ai campioni d'Italia di ottenere altri tre punti preziosi per centrare la qualificazione alla prossima Champions League. Antonio Conte dovrebbe schierare il Napoli con il 3-4-2-1, con l'unico dubbio fra i pali: Meret sembra essere in vantaggio rispetto a Milinkovic-Savic. Il terzetto difensivo dovrebbe essere composto da Beukema, Buongiorno e Olivera.  Sugli esterni, invece, sono pronti Politano e Spinazzola. A centrocampo, vista l'assenza di Lobotka, dovrebbero partire dal primo minuto Gilmour e Anguissa: il camerunese tornerebbe titolare per la prima volta dalla undicesima giornata. In attacco, dietro la certezza Højlund, dovrebbero giocare Elmas e Alisson Santos. Vergara è assente per infortunio, mentre Kevin De Bruyne dovrebbe partire dalla panchina. NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Beukema, Buongiorno, Olivera; Politano, Gilmour, Anguissa, Spinazzola; Elmas, Alisson Santos; Højlund. Allenatore: Antonio Conte.
Sassuolo, Matic: "Qui sono felice, non ho problemi ad andare avanti"
Sassuolo, Matic: "Qui sono felice, non ho problemi ad andare avanti"
Un professore del centrocampo, capace di fare ancora la differenza in Serie A nonostante i 37 anni di età. Nemanja Matic è il vero uomo in più del Sassuolo di Fabio Grosso che tanto sta sorprendendo in questo campionato, il leader che mancava a una squadra che lo scorso anno aveva dominato il campionato di Serie B e che ha mantenuto gran parte dei propri calciatori.  Il centrocampista serbo si è raccontato in un'intervista a La Gazzetta dello Sport, spiegando come i neroverdi lo abbiano convinto a tornare in Italia dopo alcune stagioni trascorse in Francia tra Rennes e Lione: "Una bella riunione a Milano con Carnevali e Grosso. Mi hanno spiegato come funziona il club, l'importanza dei giovani. E poi ho visto lo splendido centro sportivo. Quando finirà la stagione, ci parleremo di nuovo. Il Sassuolo sa che se io sono felice non ho problemi ad andare avanti". ROMA - Matic era arrivato la prima volta in Italia per giocare con la Roma, una squadra rimasta nel suo cuore nonostante l'addio "rumoroso". Dell'esperienza nella Capitale ha dichiarato: "Amo i tifosi giallorossi, e meritano molto di più. Lo stadio è sempre pieno, un club così dovrebbe lottare per il titolo ogni anno. Io andai via solo per la mancanza di rispetto dei dirigenti che non tennero fede alla parola che mi avevano dato. Troppi rinvii al momento di rinnovare, fu una questione di principio". Ed è poi tornato sulla finale di Europa League persa contro il Siviglia: "Il fallo di mano venti anni fa sicuramente non era rigore, ma oggi li fischiano. Mourinho è un personaggio, mi ha allenato al Chelsea, al Manchester United e alla Roma. In giallorosso era più tranquillo, ha capito che le nuove generazioni sono diverse dalla nostra". Per concludere, il centrocampista ha analizzato i problemi del calcio italiano: " È rimasto negli anni '90. Il primo problema riguarda le accademie, i settori giovanili in Inghilterra e Francia sono molto più avanti. Ti insegnano a dribblare e sviluppano la tecnica. Un altro tema riguarda la tattica, che è importante ma condizionante. In Italia si usa troppo la difesa a tre e si attacca poco. Serve un progetto innovativo, altrimenti andrà sempre peggio".
Arrivabene: "Orgoglioso del mio mercato alla Juventus. Tornare nel calcio? Mi manca più la F1"
Arrivabene: "Orgoglioso del mio mercato alla Juventus. Tornare nel calcio? Mi manca più la F1"
"Spalletti lo rinnoverei subito, sta facendo un ottimo lavoro", esordisce così Maurizio Arrivabene a La Gazzetta dello Sport. L'ex Team Principal della Ferrari e AD della Juventus ha infatti elogiato il percorso dell'allenatore toscano: "È una persona riflessiva, sta costruendo la Juventus e dando consapevolezza ai giocatori". Sul suo periodo in bianconero, invece, il classe '57 ricorda con orgoglio l'operazione Vlahovic: "L'investimento fu autorizzato dal CdA. Dusan ricorda Verstappen per determinazione, Leclerc per tenacia e umanità. Gli scrivo ancora per trasmettergli amici e carica: non so se sarà mai da 30 gol, ma con il giusto sostegno può avvicinarsi ai top". "SOGNO DONNARUMMA" - Arrivabene ha commentato anche la decisione di non rinnovare il contratto di Paulo Dybala nel 2023: "Zero rimpianti". Sugli acquisti di Pogba e Di Maria, invece: "Pogba è stato un buon acquisto, ben accolto dai tifosi: nessuno poteva immaginare quanto successo. Di Maria è un talento, Allegri stravedeva per lui". Il dirigente ha svelato anche un suo sogno di mercato: "Donnarumma alla Juventus". Un altro talento arrivato in bianconero proprio negli anni di Arrivabene è Kenan Yildiz: "Io non ho meriti. Cherubini e i suoi collaboratori erano convintissimi. Ha classe e attaccamento alla maglia: gli auguro di vincere alla Juventus quanto ha fatto Hamilton in carriera". RITORNO IN F1? - Sul suo futuro, invece, Arrivabene ha commentato: "Dico Formula 1. All’estero non andrei nemmeno per molti soldi. Ferrari o niente. Ma la Ferrari ha Vasseur, che stimo, e ha bisogno solo del mio tifo". Non poteva mancare un commento alle voci di cessione che volevano John Elkann lontano dalla Juventus: "Non cederà la Juventus, a maggior ragione dopo le recenti dichiarazioni. Per lui è un asset che va al di là del business".
Torino, Cairo: "Contestazione? Quelle scritte che ho visto sono veramente brutte"
Torino, Cairo: "Contestazione? Quelle scritte che ho visto sono veramente brutte"
Dopo la vittoria contro il Parma, ottenuta con il risultato di 4-1, Urbano Cairo è tornato a parlare della forte contestazione da parte dei tifosi granata: "Bella vittoria. Ma voglio dire una cosa diversa, quelle scritte che ho visto sono veramente brutte. Ma non per me, per i bambini che le vedono". Il presidente del Torino ha criticato direttamente gli autori di questo gesto: "Parliamo del gioco del calcio, dove c'è un presidente che ha messo decine di milioni. Arrivare a dire delle robe del genere è proprio una roba brutta. Sono dispiaciuto per chi l'ha fatto, è messo veramente male. Uno che scrive quelle robe, che poi le vedono i bambini". LE SUE PAROLE - Il presidente del Torino ha proseguito così: "Stiamo parlando del gioco del calcio, non di guerre, che purtroppo ci sono. È il gioco del calcio, non di più. Poi però secondo me qualcuno di voi è responsabile, ho visto un giornale che non nomino, che scrivono cose assurde. 'La clausola di Zapata', 'D'Aversa lavora per Juric'...Ma che senso ha? Per voler creare dissapori?". Dando uno sguardo al futuro, Cairo ha dichiarato: "Il presidente può cambiare, prima o poi venderà. Ma se questo è l'ambiente, l'altro che arriva sarà la stessa cosa. Questo voglio dire. Nient'altro". E sulla vittoria contro il Parma, invece: "La partita l'avete vista. Sono contento, bella partita. Sono contento".
Barcellona, Lewandowski: "Niente da dire sul mio futuro, non è una priorità"
Barcellona, Lewandowski: "Niente da dire sul mio futuro, non è una priorità"
"Io e i miei compagni siamo di generazioni diverse, ma per me è stato abbastanza facile capirli e rapportarli con loro. Però il processo per funzionare deve essere a doppio senso: anche loro dovevano capire come sono e chi sono": parole da leader indiscusso di uno spogliatoio in cui il talento prende ormai il sopravvento sull'esperienza. Robert Lewandowski è il vero uomo in più del Barcellona, guida carismatica oltre che tecnica e una sorta di braccio destro di Hansi Flick. Intervistato da Sportweek, l'attaccante polacco ha innanzitutto esaltato la qualità della rosa e analizzato il lavoro svolto dall'allenatore tedesco fin qui: "Ha trovato una squadra molto, molto giovane e ha lavorato per trovare la formula migliore, per imporre il suo gioco in una realtà particolare, adattandosi e facendoci adattare: ha a disposizione giocatori che possono decidere una gara in ogni momento, ma che possono ancora migliorare e crescere". LE PAROLE DI LEWANDOWSKI - "Il processo di amalgama è stato veramente interessante. Il calcio non è solo puro gioco e divertimento come quando sei nella cantera, hanno dovuto capire che bisogna lavorare duro per evitare di conquistare partite e titoli una volta sola ma per creare una mentalità vincente che duri nel tempo. Per farlo, il talento di base non è sufficiente. Ci vogliono sacrificio e continuità, e per questi ragazzi è stato duro un po’ come era stato duro per me il passaggio dalla Polonia alla Germania, dove trovai compagni abituati a lavorare sodo, a essere sempre concentrati tosti". L'attaccante ex Bayern Monaco, che andrà in scadenza a giugno, ha anche commentato le voci sul proprio futuro: "Sinceramente oggi non c’è niente da dire. E sono sincero, eh. L’obiettivo è arrivare a fine stagione col maggior numero possibile di vittorie, gol e titoli, poi vedremo. Non ci penso e non ho deciso, al momento non è una priorità". CALCIO ITALIANO - Lewandowski ha poi fatto un passaggio sul calcio italiano, analizzandone il rendimento in Europa e non solo, soffermandosi anche sull'eliminazione dalla scorsa Champions League arrivata per mano dell'Inter: "Beh, abbiamo imparato tanto da quella doppia sfida. Abbiamo segnato sei gol ma ne abbiamo presi sette ed è chiaro, non può essere, c’è qualcosa che non va. Non abbiamo perso per merito dell’Inter ma per colpa nostra. Ripeto, ci è servito di lezione". Dopodiché, il 37enne ha anche svelato un retroscena di mercato legato alla Serie A: "Nel 2010 ero ancora in Polonia e stavo per passare al Borussia Dortmund. Il Genoa voleva acquistarmi, così m’invitarono a una partita contro la Sampdoria. Ero curioso di vedere com’era il club, lo stadio, l’ambiente, e anche per essere corretto con chi aveva mostrato interesse per me venni ad assistere al derby a Marassi. È stata l’unica volta che ho avuto a che fare con una squadra italiana". 
Insigne a Sky: "Io vicino al ritorno al Napoli. Nazionale? Non sopporterei un altro Mondiale senza Italia"
Insigne a Sky: "Io vicino al ritorno al Napoli. Nazionale? Non sopporterei un altro Mondiale senza Italia"
Lorenzo Insigne si racconta a Sky Calcio Unplugged, podcast interamente targato Sky, condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi. L'attaccante classe '91, tornato a Pescara nell'ultima sessione di mercato, ha esordito proprio raccontando le emozioni, e le sensazioni di questo trasferimento: "Qui sto benissimo. Sono contento del mio rientro in Italia, ma soprattutto giocare con la maglia del Pescara". L'ex Napoli sposta subito il focus sulle impressioni del campionato italiano, dopo quattro anni e mezzo di assenza: "Mi è mancata molto la passione, quella che si sente in Italia non la trovi facilmente in giro. Poi io sono abituato a giocare sotto pressione (ride, ndr), rendo di più.". IINSIGNE SULLA NAZIONALE - "Forse c'è meno talento rispetto a prima, però ci sono tanti giovani che si stanno mettendo in mostra come Vergara del Napoli: è un peccato che si sia fatto male proprio adesso. Sicuramente il mister (Gattuso) avrà visto tante partite nell'ultimo periodo e saprà fare le scelte giuste. In questo momento abbiamo bisogno di giocatori pronti, che riescano a portarci al Mondiale". Continua: "Credo che adesso bisogna scendere in campo con tanta grinta e cuore, perché noi abbiamo vinto un Europeo (2021) così, creando un grande gruppo. Mister Gattuso su questo è molto bravo, io ho lavorato un anno con lui e saprà tirare fuori il meglio da ogni giocatore. Spero che raggiungeremo questo traguardo che manca da tanto, non posso immaginare un altro Mondiale senza Italia, fa male". E su Bernardeschi, ex compagno di squadra al Toronto, tornato protagonista in Serie A con la maglia del Bologna, Insigne risponde così su una possibile convocazione: "Vista anche la partita di ieri (Bologna-Roma), dove ha fatto un'ottima prestazione, di Federico non le scopriamo oggi le qualità. Se sta bene fisicamente e riceverà questa chiamata può dare una mano con la sua grande esperienza, parliamo di un ragazzo d'oro". SUL POSSIBILE TRASFERIMENTO ALLA LAZIO - "Per quanto riguarda la Lazio, io parlai con il mister (Sarri). Alla fine non si è fatto nulla, loro hanno fatto altre scelte. Non me la sono presa, io accetto le scelte di tutti, sono un professionista e fa parte del nostro lavoro". Prima del ritorno a Pescara, Insigne è stato vicino a un altro bis, quello con il Napoli. Le sue parole: "Sono stato vicino al ritorno a Napoli, non l'ho mai nascosto. Sono stato contattato a quindici giorni dalla chiusura del mercato. Non vi dico il mio cuore come andava in quei giorni. Alla fine hanno scelto di prendere un giocatore più pronto. Io sono sempre rimasto sereno, perché conosco le mie qualità e sapevo che un'opportunità sarebbe arrivata. Sono tornato in Serie B è vero, però nella mia vita ho fatto tanti sacrifici, e ho sempre ringraziato il presidente, Verratti, Sebastiani, Foggia che mi hanno permesso di rimettermi in gioco. Il mio obiettivo adesso è quello di riuscire a salvare il Pescara, il futuro si vedrà". Tutta l'emozione provata da Insigne dopo il primo gol dopo il suo ritorno: "Mi sono venuti in mente tanti ricordi, erano otto mesi che non giocavo, e soffrivo guardando le partite dal divano. Un'emozione incredibile, perché credo che in qualsiasi categoria, Serie A, B o C, quando uno sta fermoe torna al gol è bellissimo".
Grifo: "Nazionale? Darò tutto per mettermi ancora questa maglia"
Grifo: "Nazionale? Darò tutto per mettermi ancora questa maglia"
La storia di Vincenzo Grifo è quella di un calciatore cresciuto tra due Paesi, Germania e Italia. Con il tempo si è fatto conoscere per la sua qualità in campo e per i suoi calci piazzati, diventando un punto di riferimento del Friburgo. Ospite del podcast Sky Calcio Unplugged, Grifo si è raccontato tra carriera, scelte importanti e il suo legame con il calcio italiano. Grifo ha iniziato il suo intervento svelando un sogno, il ritorno in Nazionale: "No, non è ancora arrivato qualche segnale. Però io ci spero e credo sempre, perché uno ci deve credere sempre, specialmente quando uno ha voglia ed è carico. Però alla fine accetto tutto quello che dice il mister. Io darò tutto per mettermi questa maglia ancora qualche volta". IL BAYERN MONACO E IL SUO FRIBURGO: LE PAROLE DI GRIFO - Dalla Nazionale al calcio di club, Grifo racconta come ha vissuto la sfida tra Italia e Germania in Champions League, tra Atalanta e Bayern Monaco: "Mi ha fatto male il cuore perché io negli spogliatoi dicevo che contro una squadra italiana non sarà tanto facile fare gol, che non sarà facile giocare contro l'Atalanta che sta bene, che è una squadra molto brava con tanti talenti e anche con giocatori con esperienza, con tanta qualità. Poi, alla fine, quando ho visto che hanno fatto 1-6 (non l'ho guardata tutta), poi il giorno dopo quando mi sono alzato ho detto 'mamma mia, ora negli spogliatoi mi diranno sicuramente 2/3 parole...'". Grifo racconta il Bayern Monaco, la squadra che domina in Bundesliga: "Io dico tutti e 11, dal portiere fino a Kane che non ha giocato. Si vede che qualità e potenza hanno. Olise è un fuoriclasse, un fenomeno. Però poi c'è anche Díaz. Ti danno sempre fastidio nell'1 vs 1. Poi c'è Kimmich che già da tanti anni ha quel ritmo, sa cosa deve fare in Champions League. Poi tutto il resto con Gnabry, Stanisic. Hanno proprio una potenza quest'anno... questa voglia di vincere, questa cattiveria anche nel pressing. Quello che mi ha fatto male è stato vedere l'Atalanta che giocava 1 vs 1 dal campo, e se giochi questo calcio contro il Bayern Monaco... non ce la fai proprio a difendere tutto. Mi ha fatto male vedere come hanno fatto i gol". CALCIO TEDESCO E CALCIO ITALIANO: LE DIFFERENZE - "La differenza tra i calcio italiano e quello della Bundesliga, per me è che in Italia c'è molta tattica e non fanno quei chilometri che facciamo noi. Da noi in Bundesliga un attaccante, un'ala fa 11/12 Km perché deve lavorare e c'è molta intensità. Invece in Italia non si vede perché è più tattica. Anche tecnicamente mi piace molto l'Italia perché siano giocare tutti, però la potenza e l'intensità in Germania è un po' più alta. Per questo si è vista un po' la differenza tra il Bayern e l'Atalanta, perché uno da fuori dice 'l'Atalanta quest'anno fa un bel campionato, sono ancora in Champions, bravi'. Se vedi solo i giocatori dici che l'Atalanta ci sta a quel livello, però poi alla fine quell'intensità ce l'hanno i tedeschi" ha analizzato Vincenzo Grifo. Il mondo del Friburgo: "Noi a Friburgo non abbiamo quei giocatori che sono dei fenomeni come Kane o Gnabry, come a Dortmund con Nmecha. Noi a Friburgo siamo una squadra con il senso del gruppo, abbiamo orgoglio e siamo una squadra unita. Solo così ce la possiamo fare perché noi non abbiamo quella qualità che ha il Bayern o anche il Lipsia con Diomande, quei giocatori capaci di vincere le partite da soli". In chiusura, un'esultanza per il 106esimo gol con il Friburgo: "Farò finta di mangiare la pizza". Giocare in Italia è una possibilità? La risposta di Grifo: "Io seguo il calcio italiano quando posso. Ogni tanto non mi capita perché ho 2 bambini qua che non mi fanno guardare il calcio, e poi mia moglie è incinta e sta arrivando il terzo. Quando posso guardo il calcio italiano. Non si sa mai, l'amore per l'Italia e per le squadre italiane ce l'ho. Ora aspettiamo".
Ultime notizie di calciomercato
© gianlucadimarzio.com di proprietà di G.D.M. Comunication S.r.l. - P.IVA 08591160968
Direttore responsabile delle testate e amministratore per GDM Comunication Gianluca Di Marzio