Atalanta, la probabile formazione contro l'Inter
L’Atalanta prepara la sfida contro l’Inter con l’obiettivo di lasciarsi alle spalle la gara d’andata di Champions League contro il Bayern Monaco. Raffaele Palladino è chiamato soprattutto a lavorare sull’aspetto mentale della squadra, per ritrovare immediatamente concentrazione e ritmo in campionato.
Dal punto di vista delle scelte di formazione, la Dea dovrebbe ritrovare Giorgio Scalvini in difesa. Il centrale è candidato a riprendersi una maglia dal primo minuto nella linea a tre davanti a Marco Carnesecchi, completata da Hien e Ahanor.
Sulle fasce spazio alla spinta di Davide Zappacosta e Bernasconi, mentre in mezzo al campo la coppia dovrebbe essere formata da Marten de Roon e Pasalic. Buone notizie anche per quanto riguarda Ederson, che potrebbe tornare tra i convocati dopo il recente stop.
In attacco Palladino sembra orientato a non schierare un doppio centravanti come in Champions League. Il ruolo di riferimento offensivo dovrebbe essere affidato a Gianluca Scamacca, in vantaggio su Krstovic, con Samardzic e Zalewski pronti ad agire alle sue spalle sulla trequarti.
ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Ahanor; Zappacosta, de Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino
Inter, la probabile formazione contro l'Atalanta
L’Inter si prepara alla sfida contro l’Atalanta con alcune situazioni ancora da definire, soprattutto in difesa. I riflettori sono puntati sulle condizioni di Alessandro Bastoni, alle prese con una forte contusione rimediata nel derby della scorsa settimana. Il difensore resta in dubbio: per vederlo titolare sarà necessario che l’ematoma si sgonfi completamente nelle prossime ore.
In attacco, invece, arrivano segnali incoraggianti da Marcus Thuram. L’attaccante francese ha smaltito l’influenza che lo aveva costretto ai box e si candida con forza per una maglia dal primo minuto. La sua presenza rappresenterebbe una garanzia in termini di intesa offensiva: gli automatismi tra Pio Esposito e Bonny, infatti, devono ancora essere pienamente rodati, mentre Thuram offre maggiore affidabilità sotto questo aspetto.
Possibili novità anche sulle corsie esterne. A destra potrebbe tornare dal primo minuto Denzel Dumfries, assente dall’undici iniziale da ben 125 giorni. Una soluzione che darebbe nuova spinta alla fascia, con Dimarco confermato sul lato opposto.
A centrocampo resta aperto il ballottaggio tra Sucic e Mkhitaryan, con il primo leggermente favorito. In cabina di regia, complice l’assenza di Calhanoglu, sarà invece Zielinski a guidare la manovra nerazzurra. In attacco, accanto a Thuram, spazio a Esposito, chiamato a guidare il reparto offensivo in assenza di Lautaro Martinez.
INTER (3-5-2): Sommer; Bisseck, Akanji, Carlos Augusto; Dumfries, Barella, Zielinski, Sucic, Dimarco; Esposito, Thuram. Allenatore: Cristian Chivu
Juventus, Vlahovic non convocato per l'Udinese
Ancora una partita di stop per Dusan Vlahovic, che non sarà convocato per la partita contro l'Udinese. L'attaccante serbo sta recuperando dal problema muscolare che l'aveva fermato ormai 4 mesi fa. A riportarlo è Sky Sport.
Luciano Spalletti, però, non lo avrà a disposizione per la trasferta del BluEnergy Stadium di sabato 14 marzo, nonostante il giocatore abbia recuperato con gli allenamenti in gruppo dell'ultima settimana.
L'ultima presenza di Vlahovic con la maglia della Juventus risale al 29 novembre 2025 nel match contro il Cagliari, dove è stato sostituito al minuto 31' da Jonathan David in seguito alla conclusione che gli ha causato l'infortunio muscolare. Resta da vedere se sarà a disposizione di Spalletti per la partita di sabato 21 marzo contro il Sassuolo.
Invece, dovrebbe tornare tra i convocati Arkadiusz Milik: l'attaccante polacco era nella lista della Juventus soltanto nella partita di andata contro la Roma, dove aveva nuovamente subito un infortunio.
Roma, Gualtieri: "Il nuovo Olimpico sarà uno degli stadi più belli d'Europa. Inizio dei lavori per il 2027"
La Roma sogna a occhi aperti il nuovo stadio, con il sindaco della capitale d'Italia Gualtieri che alimenta la gioia dei tifosi giallorossi. Alle 13:55 è arrivato l'ok definitivo da parte dell'Assemblea Capitolina al PFTE (Progetto di Fattibilità Tecnico Economica) per il nuovo impianto.
Il primo cittadino, infatti, ha parlato ai microfoni di Sky Sport 24 del nuovo Stadio Olimpico: "Siamo oggi certi di centrare l’obiettivo di un impianto moderno. Sarà uno degli stadi più belli del mondo e ci sarà un impegno di qualificazione di un quadrante. La Roma realizzerà dei parchi, curati e gestiti dalla società ma aperti a tutti i cittadini. Ci sarà la curva più grande del mondo, con tecnologia e innovazione ma anche la qualità stilistica che lo renderà unico".
Oltre a questo, Gualtieri sostiene sia importante per il cammino delle italiane in Europa: "Gli stadi sono fondamentali per la qualità dell'esperienza sportiva e per la sostenibilità patrimoniale ed economica delle nostre società per competere in Europa. Ci immaginiamo che i lavori comincino nel 2027".
Infine, una parte sui Friedkin: "Li ringrazio per il loro impegno. È una priorità che investe un miliardo per dotare Roma uno degli stadi più belli del mondo e per realizzare parchi e aree pubblichi aperti a tutti i cittadini".
Manna: "Conte è determinante, siamo felici di McTominay. Højlund? Non vedo il suo futuro lontano da Napoli"
“Conte è determinante, è stato un’ancora di salvezza, senza di lui quest’anno non saremmo qui a parlare del Napoli che lotta per la Champions. Non può passare in sordina l'annata difficile e complicata che abbiamo avuto, però valorizzata dal lavoro che ha fatto la squadra, l’allenatore e lo staff”. Le parole di Giovanni Manna racchiudono il senso della stagione del Napoli. "Anema e 'core" direbbero i tifosi, che hanno vissuto insieme alla squadra una stagione complicata.
“Noi quando abbiamo avuto a disposizione tutti i calciatori siamo sempre stati primi, mai più di terzi. Anche questo ci dà fiducia e dimostra il grande lavoro che è stato fatto" ha dichiarato il ds del Napoli. E sugli obiettivi ha aggiunto: "È tutto aperto però in questo momento pensiamo solo a noi stessi e a consolidare quella che è la nostra posizione in classifica. Non pensiamo a chi sta davanti, pensiamo di partita in partita, ne mancano 10, è importante fare punti per essere tranquilli per avere un discreto margine da chi ci sta dietro. Le ultime partite possono sembrare facili ma potremmo perdere punti, quindi diventa necessario avere un margine".
Il discorso si sposta sui singoli. In primis, Scott McTominay: "È un giocatore importante che ha detto di vedersi a Napoli per molto tempo. Abbiamo ancora due anni di contratto, siamo estremamente felici e lo è anche lui". Manna ha frenato le voci di mercato sullo scozzese: "Non vogliamo che questo diventi un tormentone per il futuro. Vedremo quello che succede nei prossimi mesi, ma non ha espresso la volontà di andare via e noi siamo contenti di poter continuare con lui". Manna ha poi commentato le prestazioni di Alisson Santos: "Ci sta dando una grande mano. È stato preso perché aveva le caratteristiche adatte che ci mancavano in questo momento. Pensiamo possa essere funzionale al nostro progetto anche per il futuro, ma dipende da lui e da come preformerà".
"Non penso che il futuro di Højlund sia lontano da Napoli. Su Rrahmani..."
Su Højlund invece: "Quest'anno per noi è stato determinante. Ha dato una continuità di prestazioni, anche se a volte magari ha segnato meno, ma ha lavorato sempre e comunque in funzione della squadra, anche in momenti di difficoltà. Abbiamo un obbligo di riscatto di Champions, ma non penso che qualora dovesse arrivare il suo futuro sia lontano da Napoli".
Manna ha commentato la situazione di Anguissa, tornato in campo dopo un lungo stop. Sulla sua permanenza a Napoli ha detto: "Siamo tranquilli, abbiamo un altro anno di contratto. Noi siamo trasparenti con lui e lui lo è con noi. Sono discorsi che in questo momento non è necessario fare". Su Rrahmani ha detto: "Con lui il discorso è diverso. Abbiamo parlato, siamo anche diciamo a buon punto. È un giocatore che ha dato tanto al Napoli".
“Mentalità, cuore e umiltà”: la ricetta di Lombardo per salvare la Sampdoria
“Felice di questa occasione, l’emozione è tanta ma una volta in campo passerà. Serviranno cuore, mentalità e umiltà: uniti tutti insieme potremo centrare l’obiettivo”. Giornata di vigilia ma non solo oggi in casa Sampdoria, con Attilio Lombardo che ha detto le sue prime parole da nuovo allenatore della Sampdoria. Tra l’emozione per una nuova esperienza in blucerchiato e la delicata gara di sabato al Ferraris con il Venezia.
“L'emozione è tanta, guidare la squadra del cuore per la prima volta mi porta un po' più responsabilità. Mi sembra di essere tornati quando da ragazzini si iniziava ad andare a scuola, anche se le difficoltà a scuola sono meno. Non dico di essere sereno. Sono emozionato, ma sono anche certo che da quando inizierà la partita tutto svanirà". Sui motivi della crisi: “Purtroppo quando si arriva a questo tipo di riaggiornamento non è mai facile dare una spiegazione. Non voglio paragonare la mia presenza adesso con quella dell'anno scorso, devo ricordare che l'anno scorso sul campo eravamo retrocessi prima di ottenere quelle due possibilità da chi poi è stato punito. Parto da quel concetto: dal fatto che non siamo riusciti a fare il miracolo, poi lo abbiamo fatto successivamente. Ho la disponibilità di testare questi ragazzi che vogliono concludere molto prima il discorso salvezza senza i playout. Voglio pensare positivo e che queste nove partite siano sufficienti alla salvezza. Ma possono esserlo solo se noi lo vogliamo.
"Non ho mai dato peso al mio essere stato ex giocatore, ma mi porto dietro tante nozioni che sono la mentalità, il cuore ma soprattutto l'essere umili. A me l'umiltà ha portato ad amare una situazione che non amavo, la Sampdoria mi è entrata nel DNA, nel sangue e io voglio trasmetterlo a questi giocatori. Non è mai stato facile per nessuno. La storia è la storia di tutti, ma voglio che abbia un lieto fine. E' un libro ancora sporco e noi dobbiamo cercare di schiarire la pagine. Noi in questo momento siamo colpevoli e io da colpevole voglio diventare innocente. Per farlo dobbiamo metterci tutto quello che abbiamo, step by step. Non mi lamenterò mai dei ragazzi, solo se non metteranno il cuore".
Sulla sfida proibitiva col Venezia in un contesto ambientale difficile, il riferimento è alla contestazione dei tifosi: "Non voglio fare nessun appello, ma ho 60 anni, sono arrivato qui a 23. Ho fatto delle esperienze fuori e sono tornato. Sono sicuro che se la squadra darà tutto la tifoseria la sosterrà. Per quanto riguarda il Venezia non ho paura, ma se sono primi in classifica e giocano da squadra di A c’è un motivo. Hanno un allenatore che conosco bene, siamo cresciuti a 3 km di distanza, a me però interessa non tanto quanto il Venezia sia davanti, ma quanto vogliamo fare un risultato positivo. Poi tra prestazione e risultato ci passa molto, ma spero che quanto preparato sul campo porti risultati”.
Sampdoria, le parole di Lombardo
Sul valore della squadra e il nuovo momento no attraversato: “Questa squadra ha valori importanti, dimostrati nelle settimane in cui abbiamo fatto risultati buoni, siamo caduti un po’ nel loop dello scorso anno. Un po’ la paura, un po’ la classifica, che ho sempre detto ai ragazzi di non guardare. Sono fattori che hanno un po’ condizionato i nuovi, non do colpa a chi è qui da più anni, che è stato anche bravo a far inserire i nuovi. Il problema è che anche i nuovi si possono far condizionare, a loro ho chiesto di portare energia nuova. La vittoria poi la trovi attraverso il coraggio”.
Tornando alla gara: “Il Venezia se lo lasci giocare nella tua metà campo è finita. Non vedrete un squadra che lo andrà sempre a prendere alta, perché hanno capacità tecniche importanti, abbiamo preparato una certa partita aspettandoci che poi le palle inattive possano determinare. Io ho battuto molto sull’approccio alla gara e su situazioni che ritrovi in partita e alle quali ti devi abituare”.
Sulla condizione mentale del gruppo: “A parte i primi giorni, quando cambi allenatore non è mai semplice, ho puntato molto sul tenere su la testa perché molti si vedono fallimentari rispetto a questi eventi. Sono eventi che capitano, io per primo speravo che non si arrivasse a questo cambio, alcuni giocatori non avevano mai vissuto un cambio di allenatore e bisogna aiutarli. Chi c’è più abituato deve prendersi anche le sue responsabilità. Se sono qui oggi al posto di Gregucci e Foti, che ringrazio per la possibilità di essere loro collaboratore, non hanno solo responsabilità loro due ma tutti. Non sono preoccupato, abbastanza teso si ma come lo ero da giocatore, perché sento le partite ed è il mio modo di viverle, ma sono convinto che la mia energia e il mio entusiasmo possa essere trasmesso ai ragazzi. La candidatura ad Interim? Non mi crea nessun problema, ai ragazzi che mi chiamavano Attila ho detto di continuare a chiamarmi come quattro giorni fa. Ho sempre detto loro che potevano appoggiarsi alle mie spalle, oggi possono farlo di più perché sono io che decido. Non è facile dover ribaltare una situazione che non volevamo, non è facile prendere decisioni e non scontentare nessuno. Ma una cosa che ho detto ai ragazzi è che nessuno è insostituibile ma siamo necessari. Poi per quanto riguarda il mio futuro, oggi, domani o più avanti tornerò a fare quello che facevo, l’importante è la Sampdoria. Qui l’ho detto che avrei fatto anche le righe del campo, devo poi ringraziare la società per avermi dato questa possibilità: gratificante, non solo per l’amore per questa squadra, ma per le competenze tecniche che un po’ ho”.
Sui nuovi, esempio per gli altri Esposito e Brunori - involuti dopo l’arrivo a Genova: “Non so quale sia la medicina, sono sicuramente giocatori che soffrono questa situazione e sanno di poter incidere di più. Credo che l’impegno ci sia sempre stato, forse il fatto di incidere di più l’ho chiesto anche io e glielo chiederò ancora perché la società, i tifosi ed io ci aspettiamo tanto. Ma non solo da loro, ma da tutti”. Ancora sui tifosi. “Diventerò ancora più responsabile di questo mio compito, non ho però la sensazione che i tifosi possano contestare la squadra. La contestazione in generale è sempre stata frutto dei momenti negativi. Se capiscono, però non lo devono fare per me, credo che finché saremo in ballo dovremo essere tutti uniti. A partire dei magazzinieri. Ai tifosi non faccio appelli, posso dire solo dateci una mano e sono sicuro che lo faranno. Se posso dirgli di stare tutti uniti sono sicuro che capiranno, perché poi le partite saranno sempre meno. Ci dovrà essere un unione, che è stata la forza dello scorso anno, credo che se la gente ci sosterrà e ci darà calore riusciremo a centrare quello che tutti vogliamo”.
Capitolo infermeria: “ Non recupereremo Coda, Pierini, Henderson, abbiamo perso Abilgaard per questa partita per un indurimento polpaccio. Ghidotti e Ferrari hanno la febbre. Undici in campo li metto, se abbiamo la fame non faccio la conta dei numeri. Certo che i valori sono diversi, ma cercherò di mettere il materiale che ho per fare una buona prestazione”. Sulla possibilità che l’esperienza in panchina possa, in caso di esito negativo, macchiare la sua storia con la Samp: “Tanti mi avrebbero consigliato altro, detto cosa stai facendo, ma quando si parla di cuore il cuore ti porta a non ragionare e il mio cuore mi ha portato dire sì. Ho grande senso di appartenenza e questo senso voglio trasmetterlo ai ragazzi: un conto è dirlo a parole, un conto con i fatti. Non scapperò dovesse succedere di peggio, abito a Genova e abiterò a Genova. È la mia occasione, ma non solo la mia ma di tutti di ribaltare tutto. Non so quanti avrebbero deciso venire a fare poche partite. Spero siano nove, poi quello che pensano fuori non mi interessa”. A chiedere una battuta legata alla figlia, che al suo ritorno a Genova lo scorso anno gli disse scherzando di non rientrare a casa in caso di mancata salvezza: “Quando sono tornato ero allenatore in seconda, ora che sono primo mi ha guardato con gli occhi sbarrati e mi ha detto ‘sei sicuro?’Le ho detto ‘sei sicura di essere tifosa della Sampdoria?’ E allora pensa che è arrivato in panchina un tifoso della Samp, e mi sono preso la briga di portare la barca in porto, speriamo di riuscirci e di tornare tutti e due a casa Felici”.
Genoa, De Rossi: "Critiche per la formazione contro la Roma? Gravissimo dubitare di me"
“L’1% della formazione la preparo pensando che questo stadio ti accompagna, ovviamente dobbiamo noi lavorare per accendere lo stadio": Daniele De Rossi fissa l'obiettivo del Genoa. Oggi, 13 marzo, l'allenatore dei rossoblù è intervenuto in conferenza stampa per commentare il momento dei suoi. De Rossi ha invitato la squadra a essere coraggiosa, facendo anche affidamento sulla spinta del pubblico genoano. "I tifosi ci portano a essere più coraggiosi, perché questo stadio può darti tanto. Burdisso che è stato qui mi ha fatto capire che questo ambiente vuole gente che entra e prova a ribaltare tutti dalla prima all’ultima in classifica e si sposa perfettamente con la mia idea di calcio e sta portando dei frutti anche perché i giocatori sono coraggiosi tanto quanto i loro tifosi”.
L'allenatore ha ripreso le parole di Ostigard che, dopo la vittoria contro la Roma, ha parlato di serenità: "Mi fa paura, ma ti dà quella leggerezza in più per lavorare bene e forte, senza quello stress che a volte è nocivo. Poi ti dà tre punti in più che ti fa vedere il futuro in maniera diversa. Ti dà convinzione. Ti dice che se siamo aggressivi e ordinati diventiamo una squadra difficile per chiunque. La stessa aggressività e attenzione la dobbiamo utilizzare a Verona”.
Sfida che porta con sé insidie che vanno oltre la classifica: “Le insidie sono grandissime, credo che la vittoria del Verona non sia stata una brutta notizia dal punto di vista della preparazione della gara, perché ci ha reso veramente facile il compito di spiegare ai nostri giocatori di quanto sia viva questa squadra".
E ancora: "Io l'avevo vista giocare contro il Napoli, l'avevo vista giocare in altre partite dove non meritava assolutamente di perdere. Automaticamente le squadre che stanno un po' lì in fondo, come Verona e Pisa, possono essere battezzate come squadre già retrocesse, ma non è così. A perché mancano 30 punti. B perché mancano tante partite. C perché finché la matematica non ti condanna io penso che tu voglia lottare, soprattutto in una piazza calda come il Verona".
"Il clima del Ferraris è diverso dagli altri stadi"
De Rossi ha poi sottolineato l'importanza dei cambi durante la partita: "Cinque giocatori freschi cambiano il 50% della squadra. Io a fine mercato li ho guardati e gli ho detto ‘sono contento’, anche perché eravamo di meno. Non perché non fossi però contento di chi c’era prima, ma si lavora bene. Chiaro che non è facile farlo accettare a chi gioca meno, poi li tieni in considerazione, li fai entrare. Quando uno dice di stringere la rosa è solo per quello, per avere meno giocatori e poterli tenere in considerazione. Sembra che hai meno giocatori, ma così hai più soluzioni. Importantissimo il lavoro fatto dal direttore, i giocatori sono diventati di meno ma sono diventati più importanti”.
Tutti calciatori capaci di restituire la grande energia portata da De Rossi a Pegli. “Tutti i giorni ci danno una risposta fantastica: quando subentri poi è chiaro, puoi essere il più bravo del mondo ma tu sei sul cavallo bianco e loro quelli sporchi chi in difficoltà. Ci metti però un attimo ad integrarti se hai un gruppo valido, se non hai la delicatezza di entrare vieni respinto un po’ dal gruppo, loro dal primo giorno mi hanno dato apertura. Questa è una squadra che è in una situazione, anche se non ancora al sicuro, dovuta a situazioni e prestazioni che non dimentico, ma intendo anche quelle dove abbiamo perso. La squadra ha sempre risposto presente dentro e fuori dal campo”.
Come presente hanno risposto anche i tifosi, a Verona saranno quasi 3000. “Sono il succo del calcio, ma non solo i nostri tifosi. È sempre un peccato quando non possono seguire la squadra, siamo stati penalizzati nelle ultime trasferte, penso che se non fossero bloccati ci seguirebbero sempre con grande entusiasmo. Anche la mia famiglia sta capendo e vedendo che stadio e ambiente diverso è il Ferraris”.
"Critiche per la formazione contro la Roma? Gravissimo dubitare di me"
Capitolo formazione: “Se ho altre sorprese per stupire? Non lo so, oggi ho ancora 3 o 4 dubbi, io non voglio stupire assolutamente, io faccio le scelte che penso che ci possano dare più possibilità di vincere quella partita. Ho una squadra che mi da tanta possibilità di scelta e ho la fortuna di avere un carattere che mi permette di non pensare alle conseguenze":
E ancora: "Anche io so benissimo quello che sarebbe successo se avessimo perso contro la Roma con quella formazione lì a Genova e in Italia ho letto qualcosa che è stato scritto tra l'uscita della formazione e la fine della partita. Ed è gravissimo dubitare di una persona che sta nel calcio da 20 anni perché gioca contro la sua squadra o perché fa una formazione diversa. Io lo trovo gravissimo e per quanto è grave non ci voglio neanche andare su quell'argomento perché avremmo potuto perdere, avrebbero potuto dare rigore sul fallo di mano e magari avremmo perso".
De Rossi ha aggiunto: "Io oggi sarei stato qui a presentarmi come uno che doveva scusarsi perché aveva lasciato vincere la sua squadra ed è allucinante, è tutto figlio dei social e di quanta gente ha voglia di chiacchierare, ma non ci torniamo perché siamo superiori a questo. Faccio le scelte perché penso che questo giocatore oggi ha più possibilità di farmi vincere la partita rispetto ad un altro, questo potrebbe farmi vincere subentrando e quindi questa è tutta una dinamica di scelte che non faccio solo io, lo fanno tutti quanti".
"A volte sono andato sulla continuità, una squadra che ha dato sempre risposte positive, altre volte ho cambiato perché volevo rinfrescare, altre volte invece ho cambiato perché tra la squadra con la quale ho giocato una domenica prima e la squadra con cui ho giocato una domenica dopo c'erano grandi differenze di atteggiamento, differenze tattiche, differenze fisiche, quindi è tutta una scelta, una partita a scacchi che fai con l'allenatore successivo e quindi scegli in base alle caratteristiche del giocatore. Non è che io voglio sorprendere o fare formazioni ad effetto, cerco quello che penso che ci possa portare punti: una volta Antonio Conte mi disse, ‘l'unico consiglio che ti do è se devi sbagliare sbaglia con la tua testa, se devi morire muori con la tua testa, con le tue idee’ e questo penso che sia il consiglio più importante” ha detto De Rossi.
"Norton Cuffy sta bene. Leali è un grande professionista"
Sui singoli. “Come sta Norton Cuffy? Sta bene, penso sia da considerare arruolabile, chiaro non gioca da un po’ e valuteremo per l’impiego. L’abbondanza in attacco? È un grande vantaggio poter scegliere tra attaccanti di ottimo livello e caratteristiche diverse. Ho letto che ho scelto Ekuban ed Ekhator per sfiancare la Roma e poi vincerla con quelli forti. Li ho fatti giocare perché pensavo che con le loro caratteristiche gli attaccavo la profondità, gli attaccavo la seconda palla, credendo che potessero fare da subito gol e penso che le loro prestazioni siano state un pochino sottovalutate. Penso che abbiano fatto due partite incredibili tutte e due, soprattutto pensando che Jeff è un 2006, ogni tanto ce lo dimentichiamo, ha giocato spalla a spalla, testa a testa con uno dei difensori più forti del campionato”.
Poi un commento su Leali, alla prima da titolare dopo l'arrivo di Bijlow. “Come sta vivendo la seconda parte di stagione? Leali è un professionista come sempre, non sta creando nessun problema, poi quello è un ruolo particolare perché li per me c’è un titolare. Ovvio che fosse più contento quando giocava, ma sono scelte che si devono fare".
De Rossi ha agginto: "Sabelli è un giocatore importante per noi nello spogliatoio, ha dimostrato che forse l'abbiamo sottovalutato per quello che poteva dare in campo, anche a livello fisico è uno che tiene botta con giocatori più veloci di lui e secondo me questa parte da gennaio ha iniziato a sentirsi più importante, anche se ha giocato sempre poco e credo che l'abbia fatto vedere allenamento dopo allenamento, portandoci a dargli più fiducia”.
De Rossi: "Parole Vazquez? Affermazione pericolosa"
L'allenatore ha commentato anche le parole di Vazquez. Il difensore ha dichiarato che quando De Rossi entra nello spogliatoio è un calciatore, quando fa il suo ingresso in campo diventa allenatore: “Questa è un'affermazione pericolosa, chi sente questa frase non sarà contento di me. Si dice sempre di non rimanere giocatore. Io credo di essere me stesso vicino ai giocatori nonostante i miei difetti".
De Rossi ha aggiunto: "Mi piace essere vicino ai giocatori. L'unico difetto del centro sportivo è che non ci si incontra quasi mai, perché uno si spoglia da una parte e l'altro da un'altra, quindi ci incontriamo solo in campo o al ristorante. Non sono uno di quegli allenatori che va lì a disturbarli, che va lì a vedere che succede, che mette l'orecchio, che chiede a qualcuno di sentire quello che dicono, non voglio sapere perché da calciatore odiavo i prezzemolini che stavano sempre in mezzo".
"Cerco di essere vicino a quelle che sono le necessità dei giocatori per un semplice motivo, perché poi quando vanno in campo fanno di più di quello che chiedo. La mia vicinanza, la mia apertura, la mia amicizia esiste perché loro in campo sono professionisti migliori di quanto un allenatore possa mai sperare e questo vale per l'allenamento, vale per la risoluzione di qualche problema che si crea, vale per l'attenzione nelle preparazioni tattiche, quindi poi dopo io mi metto nei loro panni e faccio la scaletta dei giorni liberi durante la sosta e gli do quei due giorni in più" ha detto De Rossi. L'allenatore ha concluso spiegando la sua idea: "Io credo nel recupero e soprattutto credo in questi giocatori qui e so che dare a loro mi farà tornare indietro qualcosa che sarà molto utile sul campo”.
Italia, il punto sui convocati verso i playoff: Verratti out, Palestra e Pisilli in lista
L'Italia si avvicina all'appuntamento con i playoff che possono valere la qualificazione al Mondiale. Giovedì 26 marzo, alle ore 20:45, gli azzurri sfideranno l'Irlanda del Nord alla "New Balance Arena" di Bergamo. Nello stadio dell'Atalanta, i ragazzi di Gennaro Gattuso proveranno a vincere per approdare alla finale contro la vincente di Galles-Bosnia Erzegovina.
Il Ct della Nazionale sta compilando la bozza dei convocati in vista dell'Irlanda del Nord. Come riportato da Peppe Di Stefano di Sky Sport, Gattuso non potrà contare su Marco Verratti. Il centrocampista dell'Al-Duhail è alle prese con un problema al ginocchio e per la giornata di oggi, 13 marzo, è stato fissato un consulto con i medici per stabilire il tipo di operazione.
Gattuso punterà sui giovani. L'allenatore azzurro inserirà in lista Marco Palestra del Cagliari e Niccolò Pisilli della Roma. Ci sarà anche Alessandro Bastoni che potrebbe non scendere in campo nella sfida tra Inter e Atalanta e tornare in gruppo nei giorni successivi al match.
In attacco ci sarà Moise Kean. L'attaccante della Fiorentina, reduce da un problema fisico, dovrebbe scendere in campo già nella sfida di campionato contro la Cremonese ed essere in forma per il ritiro di Coverciano. A meno di sorprese, nella lista dei convocati non ci sarà Nicolò Zaniolo.
Courtois. "Il Real pensa sempre in grande. Il ritorno col City? Facciamo finta che sia 0-0"
In pochi si aspettavano un Real Madrid così dominante visti i numerosi infortuni e i tanti alti e bassi delle Merengues in questa stagione. Ma non Courtois: "Noi pensiamo sempre di poter fare qualcosa di grande. Ci abbiamo provato ed è stata una grande esperienza per tutta la squadra. Abbiamo giocato benissimo. Poi se la sblocchi così presto facendo anche il gol del 2-0 subito dopo e il terzo prima dell'intervallo, possiamo dire che è un ottimo punto di partenza".
Real Madrid, le parole di Courtois dopo la vittoria con il City
Courtois ci ha rivelato che l'obiettivo nel secondo tempo era mantenere la porta inviolata piuttosto che cercare il colpo del k.o definitivo. "Nella ripresa volevamo tenere il clean sheet. Se avessimo fatto il quarto gol sarebbe stato molto bello ma, come detto, l'importante era non subire".
Ma il portiere belga invoca cautela: "L'errore da non fare adesso è pensare che siamo già qualificati. Bisogna lasciare da parte il 3-0 dell'andata e giocare la partita per vincerla come se fossimo ancora sullo 0-0. Il Manchester City ha tanti giocatori offensivi e sicuramente partiranno a razzo. Il loro piano sarà quello di metterci subito in difficoltà. Toccherà a noi difenderci bene sperando di trovare gli spazi per far male
come abbiamo fatto in questa partita. Proveremo a far gol".