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De Laurentiis: "Conte non mi abbandonerà all'ultimo minuto, creerebbe un grosso problema per il Napoli"
"Conte prossimo CT dell'Italia? Al momento non abbiamo un presidente della FIGC, quindi nessuno può decidere di nominarlo Commissario Tecnico. Prima di tutto va risolto questo problema della Federazione": in un'intervista al NY Times il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis è tornato a parlare della situazione legata al futuro di Antonio Conte.
Il numero uno azzurro non ha chiuso le porte a un eventuale addio dell'allenatore pugliese, auspicando però che - qualora la sua scelta dovesse essere quella di sposare il progetto della Nazionale - una risposta definitiva possa arrivare in tempi brevi: "Conte è una persona molto seria. Ha un contratto con me, non mi abbandonerà mai all'ultimo minuto perché creerebbe un grosso problema per il Napoli. Questo Napoli fortissimo è pur sempre una sua creazione, quindi ucciderebbe il suo bambino abbandonandolo proprio all'ultimo minuto".
QUESTIONE DI TEMPISTICHE - Come detto, De Laurentiis si aspetta una risposta in tempi brevi da parte dell'allenatore: "Magari decide subito e dice di voler andare ad allenare l'Italia. In tal caso avrei il tempo, tra aprile e maggio, di trovare qualcun altro che lo sostituisca. Altrimenti, non credo che Conte abbandonerà mai il Napoli. È un uomo serio e professionale. Se fossi un allenatore, prima di accettare la Nazionale ci penserei cento volte".
FUTURO DEL CALCIO - De Laurentiis ha parlato a lungo anche di alcune proposte per il futuro del calcio: "Il calcio perderà le nuove generazioni. Le partite sono troppo lunghe". L'idea del presidente del Napoli è quella di diminuire il tempo di gioco: "Ridurrò la durata di ogni tempo da 45 minuti a 25 minuti", afferma. Nella sua partita da 50 minuti, il tempo di gioco effettivo verrà conteggiato, anziché essere recuperato dagli arbitri tramite le interruzioni alla fine di ogni tempo".
Il classe '49 ha parlato anche della possibilità di cambiare il funzionamento dei cartellini: "Esci per cinque minuti per un cartellino giallo, mentre esci per 20 minuti per un rosso".
"IL FUORIGIOCO DEVE ESSERE CAMBIATO" - De Laurentiis ha parlato anche del fuorigioco: "Ci sono troppi pochi gol, quindi non è spettacolare. Non si può annullare un gol per pochi millimetri... Il fuorigioco deve essere cambiato, e di molto".
Il presidente del Napoli ha parlato anche di una possibile riforma riguardante il numero di squadre partecipanti in Serie A e dei requisiti per iscriversi al campionato: "Dovrebbero ridurre il campionato da 20 a 16 squadre, e già che ci sono, se una squadra ha meno di un milione di tifosi, probabilmente non dovrebbe nemmeno esserci".
La UEFA respinge il reclamo presentato dal Barcellona dopo la sfida contro l'Atletico Madrid: "È inammissibile"
A poche ore dalla sfida di ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Atletico Madrid e Barcellona, continuano le polemiche per quanto accaduto nella gara d'andata di una settimana fa. All'indomani del match perso 0-2, infatti, il club blaugrana aveva inviato un reclamo ufficiale alla UEFA per contestare l'arbitraggio di Kovacs, lamentando in particolare un mancato calcio di rigore per un evidente fallo di mano di Pubill all'interno dell'area di rigore biancorossa.
"Il Club ritiene che l'arbitraggio non abbia aderito alla legge vigente, influenzando direttamente il modo in cui il gioco è progredito e il risultato" recitava il comunicato presentato dai catalani, al quale - dopo un'attenta valutazione - la UEFA ha risposto dichiarando il reclamo inammissibile.
LA RISPOSTA DELL'UEFA - Attraverso una nota, il massimo organo calcistico europeo ha comunicato: "A seguito della partita di andata dei quarti di finale di UEFA Champions League tra FC Barcelona e Atlético de Madrid, disputata mercoledì 8 aprile 2026, l'FC Barcelona ha presentato un reclamo relativo a una decisione arbitrale. Il 13 aprile 2026, l'Organo di Controllo Etico e Disciplinare della UEFA ha dichiarato il reclamo inammissibile".
Una risposta che, dunque, spegne - o almeno prova - ogni polemica relativa alla direzione di gara di Kovacs ma che, molto probabilmente, infiamma il match di ritorno in programma per questa sera.
Serie A, le decisioni del Giudice Sportivo: due giornate di squalifica a Berardi
Fuori contro Como e Fiorentina, con rientro previsto per la sfida di inizio maggio contro il Milan. Questa la decisione del Giudice Sportivo per Mimmo Berardi, dopo il cartellino rosso rimediato dal numero 10 del Sassuolo nell'intervallo della sfida della scorsa domenica contro il Genoa. Il capitano neroverde ha ricevuto una squalifica di due giornate "per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, mentre cercava di entrare in contatto fisico con un calciatore della squadra avversaria, cinto con le mani il collo di un altro calciatore della squadra avversaria che si era frapposto per impedire il contatto".
Sanzione differente, invece, per l'altro espulso Ellertsson. Il calciatore del Genoa dovrà scontare una sola giornata di squalifica dato che - stando al comunicato del Giudice Sportivo - a differenza di Berardi ha solamente "spinto con forza un calciatore della squadra avversaria, allontanato dai propri compagni squadra".
GLI ALTRI SQUALIFICATI - Oltre a Berardi ed Ellertsson, sono altri cinque i calciatori che salteranno la 33ª giornata di Serie A per squalifica dopo esser stati diffidati e ammoniti: Doig (Sassuolo), Frendrup (Genoa), Ismajli (Torino), Malinovskyi (Genoa) e Sucic.
Abodi sulla FIGC: "Senza sintonia l'esperienza dolorosa contro la Bosnia rischia di non avere senso"
"Siamo in un sistema, e se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi l'esperienza dolorosa contro la Bosnia rischia di non avere senso": parola di Andrea Abodi, ministro per lo sport e per i giovani, che a margine della prima edizione del Luiss Sport Forum a Roma ha toccato il tema riguardante le elezioni del prossimo presidente della FIGC.
Il ministro, a tal proposito, ha proseguito chiedendo collaborazione tra le parti per poter provare a risollevare la situazione: "Le cose non sono state fatte, con il 98.7% dei voti, a dimostrazione che non è la quantità di consenso che determina il tutto, ma la qualità della collaborazione tra le componenti. Mi sono messo in ascolto anche di quello che diranno le altre componenti, non soltanto in termini di designazione delle persone ma di definizione dei programmi e della loro compatibilità: perché ognuno ha un buon programma, peccato che siamo in un sistema e se gli interessi individuali non trovano sintonia in quelli complessivi le cose che devono succedere non succedono e l'esperienza dolorosa contro la Bosnia rischia di non avere neanche un senso".
E per quanto riguarda l'ipotesi commissariamento? Abodi ha risposto: "Quello o anche le elezioni sono uno strumento per raggiungere gli obiettivi che sono quelli di una riforma che consenta di recuperare competitività, a me qualsiasi strumento va bene basta che si confermi l'obiettivo".
GRAVINA - Dopodiché, il ministro Abodi ha anche risposto alle accuse fatte negli scorsi giorni da Gravina nei confronti della politica: "Ho imparato che la politica è sempre un riferimento da questo punto di vista: quando qualcosa non funziona è sempre colpa della politica".
"Io non me la sono mai presa con nessun altro. Credo che le soluzioni, quando si vogliono prendere per il bene comune, vadano prese sedendosi attorno a un tavolo con tutte le componenti per trovare quelle decisioni che non sono state prese in questi anni, nonostante l'ampio consenso".
Record e magia: Rio Ngumoha sogna col Liverpool e batte...Sterling
"Ha una qualità che non si vede troppo spesso nel calcio di oggi: è dominante nell'uno contro uno, il gol non mi ha sorpreso, credo sia pronto ad aumentare il minutaggio. È un piacere vedergli fare ciò che sappiamo lo renda speciale". Le parole di Arne Slot, al termine della partita vinta dal Liverpool contro il Fulham, nell'ultimo turno di Premier League, sanno di vera e propria incoronazione. Il destinatario: Rio Ngumoha.
Apertura intelligente di Wirtz, un paio di finte, morbida conclusione col destro a rientrare: la rete del talento inglese classe 2008 di origini nigeriane ha un valore simbolico importante. Il nuovo idolo della Kop, infatti, è riuscito a battere, a 17 anni e 225 giorni, il record di giocatore più giovane a segnare ad Anfield in maglia Reds, un primato che per ben 13 anni era appartenuto a Raheem Sterling.
La seconda rete della stagione certifica per Ngumoha un vero e proprio magic moment tra attitudine, belle giocate e l'orgoglio mai nascosto di far parte di un progetto sempre più adatto ai suoi importantissimi margini di crescita. Dettaglio non trascurabile? La presenza di Momo Salah, idolo dichiarato della stellina emergente e autore del 2-0. Segnali che consentono di immaginare un passaggio di testimone.
DAL CHELSEA AL LIVERPOOL: LA STORIA DI RIO NGUMOHA - Il talento di Rio Ngumoha è da tempo ben impresso nella memoria degli appassionati di Premier League. Già ai tempi delle giovanili del Chelsea, infatti, il londinese ha saputo mettersi in mostra nelle categorie di competenza, sia ai Blues (è il terzo più giovane ad aver esordito in U21 nel ventunesimo secolo) che in nazionale, tra accelerazioni, tecnica sopraffina, trick e gol importanti. Nel 2024, dopo la graduale crescita a Cobham, culminata col gol decisivo nella finale di Premier League Cup, arriva il passaggio al Liverpool.
PSG NEL MIRINO E FUTURO ASSICURATO - L'idillio tra Ngumoha e il Liverpool è scattato praticamente subito, col gol segnato nella vittoria di Newcastle ad agosto, pronto a valergli il titolo di marcatore più giovane nella storia del club a 16 anni e 361 giorni. Qualche mese più tardi, in occasione della sfida all'Atletico ecco l'ennesimo record: giocatore più giovane a debuttare in Champions League in maglia Reds. Dopo le stats di precocità, adesso, Rio vuole continuare a incidere: il PSG è nel mirino, il futuro, tra luce e fiducia sembra assicurato. Nell'immensa storia del Liverpool, Ngumoha, ha già un posto speciale.
L'Assoagenti risponde a De Laurentiis: "Totale condanna per le sue gravissime affermazioni"
È scontro totale tra Aurelio De Laurentiis e l'AIACS, l'Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società. Dopo le accuse del presidente del Napoli, il quale in una recente intervista ha parlato della presenza in Italia di alcuni soggetti che, per convocare calciatori in nazionale, riceverebbero "soldi sottobanco da agenti", non è tardata ad arrivare la risposta dell'Assoagenti.
Un lungo e duro comunicato per controbattere alle dichiarazioni del numero 1 azzurro, che recita: "L'Associazione Italiana Agenti Calciatori e Società (AIACS), in rappresentanza dell'intera categoria degli agenti sportivi, esprime la più ferma e totale condanna per le gravissime affermazioni rilasciate dal Presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, nel corso di un'intervista concessa all'emittente CBS e riportata dalla stampa nazionale".
IL COMUNICATO - La nota prosegue con delle richieste di chiarimento da parte dell'AIACS: "Le dichiarazioni rilasciate dal Presidente della SSC Napoli, Aurelio De Laurentiis, e riportate dalla stampa, pur essendo dirette in prima battuta contro la categoria degli agenti sportivi, producono un effetto lesivo diretto e di eccezionale gravità anche nei confronti dei vertici istituzionali e tecnici della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.) e, in particolare, delle figure preposte alla gestione delle Squadre Nazionali.
L'affermazione secondo cui vi sarebbero soggetti che «ricevono soldi sottobanco da agenti per convocarli in Nazionale» e che ciò «sta accadendo in Italia» costituisce un attacco diretto alla governance della F.I.G.C. e alle sue massime espressioni, sportive ed istituzionali ma anche ai responsabili tecnici, il Commissario Tecnico e lo staff unici depuitati alle convocazioni dei calciatori. La dichiarazione insinua l'esistenza di un sistema corruttivo radicato all'interno delle strutture federali che gestiscono le Nazionali. Tale accusa lede la reputazione dei dirigenti federali sotto un duplice profilo di complicità o connivenza nonché di incompetenza ed omesso controllo. Lanciare un'accusa così infamante senza fornire elementi probatori equivale a gettare un'ombra di sospetto che non colpisce solo gli agenti, ma anche e soprattutto coloro che, secondo De Laurentiis, sarebbero i destinatari del denaro, ovvero figure interne alla Federazione. Questo delegittima l'intera istituzione agli occhi dell'opinione pubblica, degli sponsor e delle altre componenti del mondo sportivo".
"QUESTE ACCUSE AGGRAVANO IL CLIMA DI SFIDUCIA E TENSIONE" - Nella parte conclusiva del comunicato, infine, l'Assoagenti ha voluto evidenziare come queste dichiarazioni - se fatte senza fondamento - possano essere qualificate come insinuazioni diffamatorie, e ha annunciato di aver sottoposto la questione all'attenzione della Procura Federale della FIGC: "L'AIACS desidera sottolineare come tali esternazioni risultino ancora più gravi e inopportune se contestualizzate nel presente momento storico, caratterizzato da note criticità e difficoltà per l'intero movimento calcistico italiano. In una fase in cui tutte le componenti del sistema dovrebbero collaborare per individuare soluzioni costruttive e rilanciare il settore, accuse generiche e distruttive non fanno altro che aggravare il clima di sfiducia e di tensione, minando ulteriormente la credibilità del calcio italiano nel suo complesso e allontanando ogni possibilità di risanamento.
Se il Presidente De Laurentiis è a conoscenza di fatti penalmente o sportivamente rilevanti, ha il dovere morale e giuridico di denunciarli immediatamente alle autorità competenti, presentando nomi e prove concrete. In caso contrario, le sue parole si qualificano come mere insinuazioni diffamatorie, finalizzate unicamente a delegittimare una componente fondamentale del sistema calcio, forse per mascherare altre problematiche o per perseguire personali battaglie contro le istituzioni sportive. L'AIACS, in qualità di Associazione professionale, non può accettare che l'intera categoria diventi il capro espiatorio di un malcontento generico. La professionalità di centinaia di agenti non può essere macchiata da accuse vaghe e sensazionalistiche.
Pertanto, a tutela della reputazione e della dignità di tutti i propri associati e dell'intera categoria, l'AIACS ha già provveduto a sottoporre la questione all'attenzione della Procura Federale della F.I.G.C. e si riserva di adire le vie legali presso la giustizia ordinaria, affinché venga fatta piena luce sulla vicenda e siano accertate le eventuali responsabilità per le dichiarazioni diffamatorie. L'AIACS ribadisce il proprio impegno costante per la legalità e la trasparenza nel mondo del calcio e continuerà a vigilare e ad agire in tutte le sedi opportune per difendere l'integrità e la professionalità dei propri iscritti da attacchi ingiustificati e dannosi
Gli arbitri di Aston Villa-Bologna e Fiorentina-Crystal Palace: le scelte dell'UEFA
Dentro o fuori. Mancano due giorni alle sfide che per Bologna e Fiorentina possono valere una stagione: quelle valide per il ritorno dei quarti di finale di Europa League e Conference League. I rossoblù andranno a far visita all'Aston Villa di Emery dopo l'1-3 della gara d'andata, mentre la viola ospita il Crystal Palace con l'obiettivo di rimontare il 3-0 dello scorso giovedì. Sarà tutt'altro che facile, ma crederci è d'obbligo.
A poco più di 48 ore dal calcio d'inizio delle sfide in programma per giovedì 16 aprile, la UEFA ha reso note le designazioni arbitrali per tutte le sfide di ritorno dei quarti di finale di Europa e Conference League. Toccherà a due arbitri spagnoli dirigere le gare dei club di Serie A: José María Sánchez sarà impegnato in Aston Villa-Bologna, mentre il connazionale Jesús Gil Manzano dirigerà la sfida del Franchi tra Fiorentina e Crystal Palace. E a proposito di Italia, tra gli arbitri azzurri è Davide Massa l'unico designato per le sfide di giovedì: il 44enne di Imperia dirigerà la sfida tra Real Betis e Braga.
LE DESIGNAZIONI - Ecco dunque le designazioni delle sfide delle italiane e quella di Davide Massa.
ASTON VILLA-BOLOGNA
Arbitro: José María Sánchez
Var: Carlos del Cerro Grande
FIORENTINA-CRYSTAL PALACE
Arbitro: Jesús Gil Manzano
Var: Guillermo Cuadra Fernandez
REAL BETIS-BRAGA
Arbitro: Davide Massa
Var: Daniele Chiffi
Un modello per il futuro del nostro calcio: Maria Teresa Chirivì, la donna italiana che ha rivoluzionato l'Academia dell'Atletico Madrid
Il caffè di oggi è spagnolo. Mi trovo a Madrid per il ritorno dei quarti di finale di Champions League tra Atletico Madrid e Barcellona, però il caffè è più buono in Italia e l'ho scoperto anche qui. Perché la direttrice dell'accademia dell'Atletico Madrid e la responsabile dell'espansione internazionale del modello Atletico è una donna italiana - nata in Salento, si chiama Maria Teresa Chirivì e ha 44 anni -, ed è l'artefice di un progetto che sicuramente andrebbe studiato e magari importato anche da noi in Italia proprio nelle ore in cui si parla del nuovo presidente della Federazione con 18 squadre - forse 19 con il Verona - che hanno deciso di dare l'ok e la preferenza a Malagò e anche di come dovrebbe ripartire il nostro calcio.
E proprio qui a Madrid sponda Atletico, una squadra che oggi può conquistare la semifinale di Champions League e che sabato giocherà la finale di Copa del Rey a Siviglia contro il Real Sociedad, si parla di un club che sta lavorando molto sull'accademia. Un'accademia che è considerata set fondamentale a livello strategico proprio per la crescita e lo sviluppo della società. Qui a Madrid il vivaio ha storicamente prodotto giocatori come Fernando Torres, De Gea, Lucas e Theo Hernandez, Tomas, Rodri - Pallone d'Oro -, Morata, Saul e Koke (leggenda dell'Atletico che ieri tra l'altro era al fianco di Simeone a parlare e oggi sarà capitano in campo contro il Barcellona, lui che ha segnato 12 anni fa un gol che eliminò proprio il Barça dalla Champions League).
QUANTI DEBUTTI - Delle nuove generazioni in prima squadra ci sono oggi Barrios, Giuliano Simeone e anche altri giocatori che vengono puntualmente convocati da Simeone. Il Cholo ne ha fatti debuttare 53 provenienti dall'accademia, in questa stagione 7 e sabato scorso in campionato contro il Siviglia hanno esordito i tre capitani della prima squadra: Boñar, che ha segnato ed era in accademia da quando aveva 7 anni, poi Julio Diaz e Dani Martinez. Mentre con lo stesso Barcellona in campionato aveva debuttato Taufik Seidu, giocatore di 18 anni che è all'Atletico da quando ne aveva 10.
Il club ha costruito e investe in un modello integrale di gestione a 360°, nel quale i talenti vengono identificati e selezionati fin da piccoli, vengono fatti crescere all'interno della struttura secondo una politica basata sui valori del club: ma quali nello specifico? Continua nella puntata del podcast "Caffè Di Marzio".
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