Juve e Napoli, nessuna svolta in panchina: ma ora serve un'analisi profonda
Cambia tutto? No, in questo momento non cambia niente. Parlo di una svolta invocata sui social che, a oggi, non porta Juventus e Napoli a valutare piani alternativi rispetto alle guide tecniche attuali, ovvero Luciano Spalletti e Massimiliano Allegri. Sembra una crisi legata al gioco di allenatori non giovanissimi, che vengono messi sotto accusa per non essersi aggiornati. Il paragone con allenatori più giovani come Fabregas risulta essere l’argomento del giorno.
In realtà, mandare al tappeto due allenatori come Spalletti e Allegri è esagerato. Sono allenatori che hanno sempre trovato nella loro carriera, in modi diversi, di far rendere e vincere le loro squadre. Si parla di Allegri che ha perso tutte o quasi le ultime partite di campionato, dimenticando come il suo Milan dell’anno scorso – piuttosto rabberciato – ha inanellato 24 partite senza perdere.
IL PASSATO VINCENTE - Non si dice, ad esempio, che Spalletti, prima dell’avventura in Nazionale che ha sicuramente lasciato scorie all’allenatore toscano, è riuscito a vincere lo scudetto con il Napoli con un gioco fantastico anche a livello europeo. Quel Napoli, oggi, è un pallido ricordo, una squadra che non è più riuscita a imporsi a livello internazionale con gli allenatori successivi e anche con chi lo ha fatto vincere in Italia, come Antonio Conte.
In queste ore, dunque, si discute sull’opportunità o meno di cambiare. Dalle società filtra fiducia, ovvio che i risultati possono modificare le certezze. In questo momento, né la Juventus né il Napoli hanno pensato o lavorato su soluzioni alternative come Conte per i bianconeri, Pioli o Tudor, che possono rappresentare possibili soluzioni alla crisi.
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