Cesena, Ashley Cole è un uomo di parola
Come se lo stanno chiedendo ancora tutti. Ma, forse, vista la frenesia e la confusione dell’ultimo periodo è doveroso frenare la curiosità e non farsi troppe domande. In fondo, se rivoluzione deveva essere anche il caos e l’imprevedibilità delle circostanze hanno avuto una loro ragion d’essere.
Fatto sta che la prima partita all’Orogel Stadium per Ashley Cole come allenatore del Cesena è stata un successo. I bianconeri hanno avuto la meglio contro il Catanzaro (3-1) di un altro calciatore di britannica memoria – sponda Liverpool –, Alberto Aquilani. Risultato che, nel pentolone ribollente delle emozioni altalenanti di questi ultimi giorni in riva al Savio, forse è l’unico dato che non avrebbe dovuto stupire.
L’ha insegnato la storia a più riprese. L’ha ribadito la letteratura e il cinema l’ha portato agli occhi di tutti. Gli inglesi sono persone di parola. Una delle corone più longeve della storia mondiale brilla a darne conferma. Ma, senza esagerare nei paragoni basterebbe cercare tra la polvere degli scaffali di qualche soffitta degli appassionati per trovarne prova inconfutabile. Tra qualche Vhs finiti in disuso .
Una delle caratteristiche principali del personaggio cinematografico più celebre del mondo britannico è senza dubbio James Bond, agente segreto della MA5 fedelissimo alla corona – appunto – è sempre stata la capacità di mantenere fede alla parola data. Per il semplice fatto che, Bond, “non teme la verità”.
LA PROMESSA MANTENUTA - Ecco. Ashley Cole certo non è arrivato in Romagna in sordina e senza farsi notare come, invece, si addiceva alla spia alle dipendenze di “M”, ma una cosa è certa: non ha paura di esporsi. A volte anche troppo: Mantova docet. Poco male, anche Bond, in fondo, avrà affrontato un necessario periodo di formazione. E chissà, magari pure fallito.
E così, in un contesto dai fasti inediti anche per gli addetti lavori del calcio cesenate, l’ex terzino della Nazionale inglese, nella conferenza stampa di presentazione non ha lesinato previsioni. Anzi, promesse. “Già contro il Catanzaro vedrete un Cesena diverso” – ha affermato senza timore davanti alla platea di giornalisti. Ebbene, senza la presunzione da “Mi chiamo Bond, James Bond”, che ha segnato epoche e volti rimasti indimenticabili, Cole è stato di parola.
E l’ha fatto alla Bond. Con l’effetto sorpresa. E così, nel primo match all’Orogel Stadium contro i calabresi, il popolo bianconero ha potuto ricredersi. Difesa a 4; Simone Bastoni titolare dopo mesi davanti alla difesa insieme a Dimitri Bisoli e un inedito (e rivedibile) Cristian Shpendi largo a sinistra in linea con Berti - in gol - e Ciervo. A sostegno dell’unica punta Vrioni.
L'INDAGINE - La perplessità tra gli spalti dello stadio “Manuzzi” sferzava gli animi più di quanto non lo facesse la fredda brezza di un equinozio di primavera qualunque. Fino a sferrare un taglio decisivo al momento del vantaggio momentaneo per gli ospiti griffato Liberali. Il freddo all’Orogel Stadium si era tramutato in gelo. Dalla curva Mare, qualcuno ha persino azzardato qualche consiglio all’allenatore: “Se non tirate voi, tiriamo noi”. Prenderla sul ridere, in fondo, è segno di vicinanza.
COLPO DI SCENA - Non è dato sapere cosa, i calciatori del Cesena, abbiano chiesto da bere a fine primo tempo. Fatto sta che nella ripresa qualcosa stava cambiando. Bond era solito ordinare il classico “Martini agitato non mescolato”. Ecco, Cole, in quel momento era come il barman che si trovava davanti a Bond. Ha preso la sua squadra, l’ha guardata negli occhi, gli ha urlato le parole giuste e, soprattutto, l’ha scossa.
E la miscela che ne è uscita è quella che ha deliziato gli occhi e i cuori dei diecimila presenti allo stadio. Ha cambiato gli ingredienti – dentro Cerri che ha realizzato il pareggio; ha rimescolato il preparato cambiando modulo e posizioni ai suoi e ha aggiunto l’ingrediente segreto: “Non posso calciare il pallone sul campo, ma devo sempre dare il meglio di me stesso ai miei ragazzi”.
E così il resto del match tra Cesena e Catanzaro ha raccontato la classica trama dei film di spionaggio. Il protagonista che sembrava soccombere ha saputo risollevarsi e ribaltare il finale. Con la sola forza di essere sé stesso. Perché gli inglesi sono di parola.
COLE, ASHLEY COLE - E come ogni epilogo della saga pensata dallo scrittore Ian Flemig, anche la prima missione di Ashley Cole ha raggiunto il suo climax con un’esplosione. Quella dello stadio “Manuzzi”. Tra le fiamme di un fuoco che, nemmeno il tipico stile "british" fatto di eleganza e sobrietà sarebbe capace di sopire: la passione per il Cesena.
"Ottimo lavoro, Cole, Ashley Cole”. Missione compiuta…la prima.