Dai 2 punti nel girone al Mondiale: così la Svezia si è qualificata
Tra le ultime nazionali europee a strappare il pass per i Mondiali 2026 c'è la Svezia di Graham Potter: merito del doppio successo contro l'Ucraina in semifinale playoff e poi contro la Polonia in finale.
Due vittorie e la qualificazione, e fin qui tutto normale. La nazionale scandinava, però, nel girone di qualificazione (Gruppo B, con Svizzera, Kosovo e Slovenia) era arrivata ultima con 2 pareggi e 4 sconfitte. Ma perché allora la Svezia ha potuto partecipare al playoff? Il motivo è da ricondurre alla Nations League. La seconda competizione UEFA per Nazionali, in questo caso, ha infatti assunto un ruolo più importante rispetto al titolo che le viene solitamente attribuito, ovvero di "amichevoli ufficiali".
PLAYOFF MONDIALI E NATIONS LEAGUE, COME FUNZIONA - Facciamo un passo indietro, e analizziamo il regolamento. Nel Mondiale 2026, a 48 squadre, a qualificarsi direttamente tra le europee sono state le 12 vincitrici dei 12 gironi di qualificazione. Le seconde 12 (come l'Italia) hanno invece conquistato direttamente l'accesso ai playoff. Gli ultimi 4 posti dei playoff sono invece stati riservati alle 4 migliori squadre dei gruppi di Nations League, escluse ovviamente quelle che hanno strappato direttamente il pass.
Nonostante i soli 2 punti nel girone di qualificazione, quindi, la Svezia ha potuto partecipare ai playoff (dalla quarta fascia) grazie ai 16 punti in 6 partite ottenuti nel gruppo 1 di League C della Nations League. Al pari della nazionale di Potter, lo stesso percorso lo hanno fatto Romania, Irlanda del Nord, e Macedonia del Nord.
L'AVVICINAMENTO DELLA SVEZIA AI PLAYOFF - Se la Nations League 2024 della Svezia è stata un successo, lo stesso non si può dire per il girone di qualificazione al Mondiale. Con Jon Dahl Tomasson in panchina, infatti, nelle prime 4 partite è arrivato un solo punto, contro la Slovenia in trasferta. Una volta appreso che la qualificazione fosse compromessa, ma con la "exit strategy" della Nations League, ecco che la Federcalcio svedese ha deciso di cambiare tutto puntando su Graham Potter, ormai ai margini del calcio dopo le deludenti parentesi tra Chelsea e West Ham.
L'allenatore inglese ha però una grande esperienza con il calcio svedese. Dal 2011 al 2018 si è seduto sulla panchina dell'Östersunds, che ha portato dalla quarta serie fino alla vittoria della Coppa di Svezia 2016/17 e alla qualificazione all'Europa League (in cui battè l'Arsenal a Emirates). L'esordio di Potter è drammatico: perde 4-1 contro la Svizzera e, a causa di tanti infortuni, è costretto a schierare un 4-4-2 privo di attaccati. Per rendere l'idea, una delle due punte in quella partita è stata Mattias Svanberg, centrocampista di quantità che in Italia abbiamo visto con la maglia del Bologna.
IL RINNOVO DI CONTRATTO E IL CAMBIO DI SISTEMA - Da novembre, con il campionato fermo, la Federazione ha avuto il tempo di programmare i playoff, e ha preso una decisione che - risultati alla mano - è parsa quantomeno sorprendente: rinnovare il contratto di Potter fino al 2030. Una scelta simbolica, per dimostrare massima fiducia nel progetto tecnico. Una fiducia che, alla luce dei risultati, è stata ripagata.
Nei playoff Potter torna alla vecchia e cara difesa a 3, optando per un calcio con poco possesso e tante transizioni offensive, per sfruttare l'atletismo e la forza fisica dei giocatori. Al centro di tutto, Viktor Gyökeres: 0 gol nel girone di qualificazione; 4 nelle due partite di playoff (tra cui la tripletta all'Ucraina).
UNA STRUTTURA BEN DEFINITA E TANTO TALENTO - Non solo il centravanti dell'Arsenal, perché la Svezia è ricca di talento, e tanto ne ritroverà anche in vista del Mondiale. Elanga e Nygrem a supporto dell'attaccante per guidare i contropiedi, supportati da due esterni di corsa come Svensson del Borussia Dortmund e Gudmundsson del Leeds. E poi la mediana con Karlström e Ayari, aiutati dalla linea difensiva composta da Lagerbielke (a segno contro la Polonia), Starfelt e Lindelöf. E in porta l'unico tra i titolari che viene dal campionato svedese: Nordfeldt dell'AIK.
Abbiamo parlato di talento che Potter ritroverà al Mondiale. Ai playoff mancavano infatti Isak e Kulusevski, due che in Premier League hanno fatto la differenza. Basti pensare che in estate il Liverpool ha speso ben oltre 100 milioni per acquistare il centravanti dal Newcastle. Senza dimenticare Isak Hien dell'Atalanta, da anni abituato a fare il centrale a 3 in un 3-4-2-1, e che della marcatura a uomo fa il suo fondamentale principale. In tutto ciò gli svedesi attendono ancora Bergvall, centrocampista classe 2006 del Tottenham che, complice anche il momento difficile della squadra londinese, non sta ancora riuscendo a dimostrare tutto il suo talento.
Se per arrivare al Mondiale la Svezia ha faticato, ora l'inerzia e l'entusiasmo sembrano essere dalla sua parte. Al Mondiale americano, con i rientri degli infortunati e un sistema ancor più consolidato, se riuscirà a sfruttare il "momentum", per usare un termine comunque nello sport americano, la squadra di Potter potrà dire la sua a cominciare già dal girone, dove affronterà in ordine Turchia, Olanda e Giappone.