I quarti di Champions League, poi il crollo in terza divisione: il Malaga sogna la rinascita
Rialzarsi dopo due retrocessioni nel giro di pochi anni non è un'impresa semplice, ma è ciò che sta cercando di fare il Malaga. In questi giorni la formazione andalusa affronterà infatti la doppia finale playoff che mette in palio la promozione in Liga. L'ultimo ostacolo sulla strada dei biancoblù sarà l'Almeria.
Per arrivare a questo decisivo doppio confronto, il Malaga ha già superato il Las Palmas nelle semifinali playoff, dando continuità all'ottimo percorso compiuto durante la regular season, chiusa al quarto posto in classifica.
Dal punto di vista offensivo, il Malaga ha fatto registrare numeri da squadra di vertice. Con 75 reti segnate vanta il terzo miglior attacco del campionato, oltre alla quarta miglior media di passaggi riusciti a partita (363,4) e al terzo miglior dato per tiri in porta a gara (5,5). A pesare sul mancato accesso alle prime due posizioni, che avrebbero garantito la promozione diretta evitando i playoff, è stata la fase difensiva. Gli andalusi hanno infatti chiuso con appena la settima miglior difesa del torneo (52 gol subiti) e sono soltanto noni per numero di clean sheet (11).
JUAN FUNES RIALZA IL MALAGA - Alla guida del Malaga c'è Juan Funes, allenatore giovane che dal 2020 al novembre 2025 si era messo in evidenza sulla panchina della seconda squadra del club. La chiamata in prima squadra è arrivata dopo l'esonero di Sergio Pellicer, che aveva raccolto soltanto 15 punti nelle prime 14 giornate dell'ultimo campionato.
L'impatto di Funes è stato immediato e ha portato una netta inversione di tendenza, nel segno di quel calcio offensivo che da sempre caratterizza la sua filosofia.
“Il nostro obiettivo è segnare gol, uno in più degli avversari. Siamo convinti che non saranno pochi i gol in questa sfida, ne prevedo più di sei complessivamente tra le due partite. Loro tirano spesso, ma abbiamo dimostrato di saper rispondere bene. L'equilibrio potrebbe pendere da una parte o dall'altra per dettagli molto specifici, ed è proprio su questi aspetti che dovremo essere particolarmente attenti”, ha dichiarato l'allenatore in conferenza stampa alla vigilia della finale d'andata.
I QUARTI DI CHAMPIONS LEAGUE - Fino a poco più di un decennio fa, il Malaga era però abituato a palcoscenici ben più prestigiosi. Le stagioni migliori del club nel XXI secolo restano la 2011/12 e la 2012/13, quando la squadra allenata da Manuel Pellegrini conquistò rispettivamente il quarto e il sesto posto nella Liga.
Tra l'inverno e la primavera del 2013 arrivò anche uno straordinario cammino in Champions League. Dopo aver chiuso al primo posto un girone tutt'altro che semplice, con il Milan di Massimiliano Allegri, lo Zenit e l'Anderlecht, il Malaga eliminò il Porto agli ottavi di finale. La corsa dei biancoblù si fermò soltanto ai quarti contro il Borussia Dortmund, che in quella stagione raggiunse la finale della competizione.
In quelle due annate la rosa andalusa poteva contare su giocatori di grande livello come Joaquin, Isco, Demichelis, Toulalan, Monreal e l'ex Roma Julio Baptista.
LA CADUTA IN TERZA DIVISIONE E LA RISALITA - Dopo gli anni d'oro targati Pellegrini iniziò però una lenta e costante discesa. A quattro stagioni concluse nella parte centrale della classifica seguì il disastroso campionato 2017/18, chiuso all'ultimo posto e culminato con la retrocessione in Segunda División.
Da quel momento il Malaga non riuscì più a ritrovare la continuità dei tempi migliori. Cinque stagioni caratterizzate da piazzamenti sempre meno brillanti portarono il club fino alla retrocessione in terza divisione al termine del campionato 2022/23. La permanenza lontano dal calcio professionistico durò però soltanto un anno: nel 2023/24 gli andalusi conquistarono immediatamente il ritorno in Segunda grazie al terzo posto finale.
Nella prima stagione dopo il ritorno in seconda divisione è arrivata una tranquilla salvezza, mentre quest'anno è esploso il progetto guidato da Funes. Il 42enne ha mantenuto una media esatta di due punti a partita, un rendimento che ha consentito al Malaga di conquistare un posto nei playoff.
I tifosi si affidano al loro uomo simbolo, Chupe. L'attaccante classe 2004 ha trascinato la squadra con 24 reti stagionali, diventando il volto della rinascita biancoblù.
Ora il Malaga può tornare a guardare con ambizione al massimo campionato spagnolo e, magari, sognare un ritorno sui grandi palcoscenici europei che frequentava appena 13 anni fa. Prima, però, c'è un doppio esame da superare contro l'Almeria per raggiungere Racing e Deportivo La Coruña, già promosse in Liga.