Dal poker all'obiettivo Mondiale: chi è Barbarez, il CT che fa sognare la Bosnia
711 giorni per far sognare un Paese intero. Tanto ci ha impiegato Sergej Barbarez a portare la Bosnia-Erzegovina a un passo dal Mondiale, raccogliendo una squadra reduce dal penultimo posto nel girone di qualificazione per gli Europei - alle spalle anche di Lussemburgo e Islanda - e portandola fino alla finale playoff. Un percorso non privo di difficoltà, come testimoniano le sei sconfitte nelle prime otto partite del classe '71 da CT di Dzeko e compagni, ma che ora può coronarsi in un sogno chiamato Mondiali, inseguito dal 2014, come per l'Italia. Ma facciamo un passo indietro nella vita e nella giovane carriera dell'allenatore originario di Mostar, città a poco più di 150 chilometri da Zenica.
Già, perché fino a poco meno di due anni fa, Barbarez non era un allenatore. Grande protagonista con la maglia della Nazionale ai tempi della sua vita da calciatore, segnando 17 reti e diventando il quinto marcatore più prolifico di tutti i tempi, l'ex Bayer Leverkusen e Amburgo ha accettato l'incarico senza aver mai allenato prima. Una sfida troppo grande per poterla rifiutare: "Arrivo con grande entusiasmo e orgoglio. Dobbiamo cambiare alcune cose e abbellire con nuove prospettive", come aveva dichiarato proprio il CT della Bosnia al momento del suo arrivo sulla panchina della Nazionale.
IL POKER - Giocarsi le proprie carte al momento giusto è sicuramente una delle principali qualità di Barbarez, in tutti i sensi. Se nella sua carriera da allenatore è riuscito a farsi trovare pronto per portare la sua Bosnia fino a un passo dal sogno Mondiale, anche nella sfera privata ha esaudito alcuni desideri rimasti nel cassetto. Il classe '71 infatti è anche un giocatore professionista di poker, con buoni risultati. Dal diciannovesimo posto raggiunto nell'edizione 2015 del WSOP, il torneo più prestigioso del mondo a una terza posizione a Barcellona. Sempre indossando un paio di occhiali color verde fluo per cercare di confondere gli avversari.
L'allenatore, nel corso di un'intervista a Spiegel.de, non ha nascosto le analogie tra i due sport: "Anche nel calcio serve una strategia, e bisogna essere in grado di cambiarla durante la partita". Un’attitudine analitica che Barbarez ha trasposto dalla sedia verde alla panchina della sua Nazionale, trasformando una squadra in crisi di risultati in un blocco maturo e granitico, capace anche di restare in partita contro il Galles fino al pareggio nel finale e la vittoria ai rigori che ha spento i sogni di Cardiff.
BOSNIA, CASA - Nato nel 1971 a Mostar, Barbarez ha vissuto la sua carriera da giocatore principalmente in Germania, con le maglie di Hansa Rostock, Borussia Dortmund e Amburgo. La sua vita è cambiata all'età di 19 anni, quando - mentre era in vacanza dallo zio ad Hannover - la sua città diventa oggetto di uno dei conflitti più sanguinosi della guerra di Jugoslavia, provocando migliaia di morti.
Grazie a un provino poi superato con l'Hannover, il giovane Sergej evita il rientro in patria, iniziando così la sua scalata nel calcio tedesco, culminata con la vittoria della classifica marcatori in Bundesliga nel 2000-01. Con un sogno sempre fisso, ovvero portare la sua Nazionale a una grande competizione internazionale dopo aver solo sfiorato la qualificazione a Euro 2004. Ora ci riprova, questa volta dalla panchina.
"CAMBIEREMO QUALCOSA" - Oggi le parole di Barbarez al momento del suo arrivo sulla panchina della Bosnia-Erzegovina suonano quasi profetiche. Nel giro di pochi anni, infatti, l'allenatore classe '71 è riuscito a trasformare e ringiovanire la Nazionale, convocando talenti come Alajbegovic, pur continuando ad affidarsi all'infinita esperienza di Dzeko.
Tra i meriti di Barbarez non c'è solo quello di aver dato fiducia al classe 2007, grande protagonista anche in occasione della sfida contro il Galles, ma anche di aver portato in Nazionale un talento come Bajraktarevic, convincendo il calciatore del PSV a preferire la Bosnia agli USA. A centrocampo ci hanno pensato Tahirovic e Sunjic a prendere il posto di Pjanic. A eccezione dell'ex Roma, sono tutti calciatori convocati in Nazionale per la prima volta da Barbarez. Occhio Italia, l'ex Bayer Leverkusen e Amburgo sogna di far saltare il banco. Questa volta, però, non si nasconde dietro gli occhiali verdi: in palio c'è il Mondiale, un all-in che un intero Paese aspetta di giocare dal 2014.