Intervista

Di Mario si è preso la Virtus Entella: “Le 100 presenze, una salvezza da conquistare e il legame con Chiavari”

Di Mario si è preso la Virtus Entella: “Le 100 presenze, una salvezza da conquistare e il legame con Chiavari”
Credits: Virtus Entella
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Davide Balestra
L’esterno sinistro a Gianlucadimarzio.com: “Mi sento un figlio di questa terra, mi manca solo l’accento. Mi sono tatuato il giorno della promozione in B e le coordinate di Chiavari. Questa città è parte di me"

Un legame solido, costruito nel tempo. “I miei parenti dicono che sono più ligure che romano”, racconta sorridendo Stefano Di Mario, esterno classe 2004 della Virtus Entella, a Gianlucadimarzio.com. “Ormai mi sento un vero figlio di Chiavari, mi manca solo l’accento di queste parti”. Tra le 100 presenze, una salvezza da conquistare e la passione per la pesca, condivisa con Andrea Tiritiello, emerge il lato più autentico del giocatore: “La cosa divertente è che siamo solo in due a pescare davvero. Gli altri ragazzi vengono per farci compagnia, ma non saprebbero distinguere un pesce d’acqua dolce da uno di mare” dice ridendo.

Di Mario colpisce subito per la sua maturità. Nonostante i suoi 22 anni, è ormai un punto fermo nell’undici di Andrea Chiappella: “Noi due abbiamo un rapporto basato su rispetto e fiducia. Ci aiuta molto nella preparazione delle partite”. Dopo 32 giornate, la Virtus Entella è pienamente in corsa per la salvezza: 34 punti, gli stessi di Sampdoria, Mantova e Padova. “Siamo lì, ce la giochiamo. Nonostante siamo una delle realtà più piccole del campionato, possiamo raggiungere il nostro obiettivo”. Per Di Mario, quella in corso è anche una stagione di crescita: “Alcuni compagni conoscevano già la Serie B, per altri – me compreso – è una novità. Voglio che sia un’annata formativa”.

I numeri raccontano di un impatto positivo: 31 presenze e 3 assist, l’ultimo nella vittoria 3-0 contro la Reggiana. “La società ha scelto i giocatori non solo per il valore tecnico, ma anche per quello umano. Credo sia fondamentale creare un gruppo unito. Allenarsi con il sorriso, anche nei momenti difficili, fa la differenza”. Unione che si vede anche fuori dal campo, tra battute e pomeriggi di pesca: “Io e Tiritiello siamo i più esperti. Poi si aggiungono Boccadamo, Franzoni e altri compagni, ma loro preferiscono restare a chiacchierare con noi”.


L’ARRIVO A CHIAVARI. Maggio 2020, la fine del lockdown legato al Covid-19. “Sono arrivato a Chiavari in un momento delicato, lo ricordo benissimo”. Di Mario aveva quasi 17 anni: “La società mi ha accolto come un figlio. Ricordo l’Under 17, il convitto, le risate con i compagni. Poi la prima squadra e l’esordio: emozioni che porterò sempre con me”. Lasciare Roma non è stato semplice. La nostalgia si è fatta sentire, insieme ai dubbi alimentati dall’esterno: “C’era chi diceva che sarei tornato a casa dopo un anno, che il mio trasferimento alla Virtus Entella fosse solo una casualità. Quelle voci mi hanno dato motivazione: volevo dimostrare il contrario”.

Determinante il sostegno della famiglia: “I miei genitori venivano a trovarmi ogni due settimane. I primi mesi sono stati difficili, anche perché giocavo poco”. Arrendersi, però, non è mai stata un’opzione: “Non ho mai mollato. Ogni anno bisogna fare meglio del precedente: nel calcio ci si dimentica in fretta di quello che hai fatto, perché tutti si aspettano sempre qualcosa in più”.


LA PROMOZIONE IN B E UN FUTURO DA SCRIVERE. Ma c’è una data che, a differenza di tutto il resto, per lui resterà indelebile: il 13 aprile 2025, giorno del ritorno in Serie B. “Me la sono tatuata insieme a Gabriele Costa, è stato un momento importante per noi”. Non solo: “Ho tatuato anche le coordinate di Chiavari dopo il mio primo gol tra i professionisti”. Nella scorsa stagione, Di Mario ha collezionato 39 presenze, 5 gol e 4 assist, contribuendo in modo decisivo al percorso della squadra. Il futuro è ancora da scrivere, ma con un obiettivo chiaro: “Voglio salvare la Virtus Entella a tutti i costi, è la cosa più importante per me. A gennaio ho letto che alcune squadre si sono interessate a me, ma ho subito fatto sapere che la priorità era restare qui e raggiungere la salvezza”. La retrocessione non è contemplata: “Mi farebbe davvero male. Non voglio deludere i tifosi e per questo voglio evitarla”.

E poi il sogno, quello di tutti: “Giocare a lungo a questi livelli. Mi piacerebbe farlo, magari proprio con questa maglia”. Una divisa che l’ha visto crescere: da ragazzo arrivato da Roma a giocatore maturo e consapevole. Ora, insieme ai suoi compagni, ha una missione precisa: mantenere la Virtus Entella in Serie B.