Ta Ra, Mo Salah: “The Egyptian King” saluta il Liverpool dopo 9 anni
Dopo 3295 giorni di storia insieme terminerà la storia di Mohamed Salah al Liverpool. L'attaccante egiziano si è trasferito in Inghilterra dalla Roma nel 2017, e il prossimo 30 giugno saluterà definitivamente la squadra con cui è stato capace di vincere tutto, diventandone anche il calciatore più rappresentativo per quel che riguarda l'era Klopp/Slot.
Una Champions League, due Premier League, un Mondiale per Club, una FA Cup, due Coppe di Lega, una Supercoppa Europea e un Community Shield recita il suo palmares in maglia Reds. La stessa maglia con cui ha segnato 255 reti, diventando il terzo marcatore della storia del club, dietro solo a Ian Rush e Roger Hunt.
L'ARRIVO E IL GRANDE IMPATTO - Dopo una grande stagione con la Roma, fatta di 19 gol e 12 assist in 39 partite, il Liverpool decide di puntare su Mohamed Salah per completare la rosa data in mano a Jürgen Klopp. All'esordio contro il Watford (3-3 finale) segna subito, e con lui anche Mané e Firmino. L'inizio di un nuovo tridente, che negli anni sarebbe diventato iconico: probabilmente ciò che maggiormente ricorderemo degli anni dell'allenatore tedesco sulla panchina del Liverpool.
Nella stagione del suo arrivo, il rendimento di Salah è subito eccezionale, con 44 gol e 14 assist in 52 partite. I Reds chiudono quarti in classifica, ma raggiungono la finale di Champions League. In quella partita il suo infortunio alla spalla nel contrasto con Sergio Ramos e gli errori di Karius "consegnano" di fatto la coppa al Real Madrid, ma una cosa è ormai certa: con Jürgen Klopp in panchina e questo Salah, sarà solo una questione di tempo.
DUE ANNI DI GLORIA - Le due stagioni successive (18/19 e 19/20) sono probabilmente le più importanti per l'egiziano, soprattutto se lo contestualizziamo all'interno del periodo in cui sulla panchina si è seduto l'allenatore tedesco. Nella prima delle due arriva subito il riscatto in Europa: il Liverpool compie una rimonta storica ad Anfield contro il Barcellona (senza Salah) e batte il Tottenham in finale. Nel derby inglese Mo segna un rigore dopo appena 2'. Un segnale chiaro: dopo la frustrazione dell'anno prima, un'altra sconfitta non era contemplata.
"Il doppio impegno è un problema", si legge spesso. Non per il Liverpool, che in quella stagione chiuderà secondo in Premier League a 97 punti (97!), dietro di una sola lunghezza al Manchester City di Pep Guardiola, dando vita a uno dei campionati più di alto livello e più combattuti degli ultimi anni. Una rivalità quella tra i due manager e le due squadre in quegli anni, che lo stesso allenatore catalano ha recentemente ricordato: "É stata la mia sfida più grande".
Una stagione dopo ecco l'ultimo tassello: il campionato. 99 punti e una vittoria schiacciante. Il migliore? Neanche a dirlo è Mohamed Salah con 19 gol e 10 assist solo in Premier League. La seconda Premier arriverà 5 anni dopo, con Arne Slot, in una stagione in cui chiude con 34 gol e 23 assist in 52 partite. Questi numeri gli sono valsi il quarto posto nella classifica al Pallone d'Oro. Fu invece quinto nel 2019, quando vinse Messi e tra gli altri Reds gli vennero preferiti Mané e Van Dijk.
L'AMORE DI COLLEGHI E TIFOSI - Jürgen Klopp ha detto di lui: "Il digiuno dei gol non fa altro che aumentarne la fame: se non segna nella partita precedente, ci sono ottime probabilità che lo faccia in quella successiva". "La cosa più bella è la costanza che ha dimostrato, la gente non si rende conto di quanto sia difficile confermarsi stagione dopo stagione", ha invece spiegato su di lui il capitano della squadra, Virgil Van Dijk, che a Liverpool è arrivato appena 6 mesi dopo di lui.
"Mo Salah, Mo Salah, Mo Salah, running down the wing, Salah, the Egyptian King" è invece un coro dedicatogli dal pubblico di Anfield. Quel pubblico che nell'annunciare l'addio, il calciatore egiziano ha voluto ringraziare citando quello che è probabilmente il più celebre inno del mondo del calcio: "Grazie a voi, I Will Never Walk Alone".