Dall'infanzia con Yildiz alla Champions League: chi è Can Uzun

Dall'infanzia con Yildiz alla Champions League: chi è Can UzunTUTTOmercatoWEB.com
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Oggi alle 12:18Interviste e Storie
di Stefano Fantasia
Dalla Baviera alla Champions League, la storia di Can Uzun, giovane talento turco cresciuto insieme a Yildiz che ora ha sulle spalle l'Eintracht Francoforte

A Regensburg, una cittadina tranquilla nel cuore della Baviera, dopo Kenan Yildiz è nato un altro talento turco pronto a conquistare i palcoscenici più importanti d’Europa. Passato da idolatrare Lionel Messi a sentire Rudi Völler bussare alla sua porta per convincerlo a giocare per la Germania, fino a esultare con un mix tra la “Dybala Mask” e la linguaccia alla Del Piero. Tutto questo è Can Yilmaz Uzun.

Uzun è un trequartista classe 2005, che in meno di due anni ha fatto il salto dalla seconda lega tedesca alla Champions League. All’esordio in Champions con la maglia del Francoforte gli sono bastati 45 minuti per segnare contro il Galatasaray, aprendo una goleada chiusa poi sul 5-1.

Nato a Regensburg, Uzun ha condiviso i primi passi nel calcio con un altro giovanissimo turco, Kenan Yildiz. Entrambi sono cresciuti nell’SSV Jahn Regensburg, poi Yildiz ha scelto il Bayern Monaco, Uzun il Norimberga.

Ed è proprio lì che il suo talento ha fatto l’exploit. Nelle giovanili segna 15 gol in 15 presenze. Poi nella stagione 2023/24 in Zweite Bundesliga, fa 16 gol e 2 assist in 30 apparizioni. Numeri sufficienti a convincere l’Eintracht Francoforte a sborsare undici milioni di euro per portarlo a giocare tra le mura del Waldstadion.

L'AMICIZIA CON KENAN YILDIZ - Come raccontato dallo stesso Yildiz in un'intervista al Corriere dello Sport per lui Uzun è uno di famiglia, un vero e proprio fratello: "Siamo cresciuti insieme in squadra e in nazionale, lo considero come un vero e proprio fratello, ci sentiamo tre volte al giorno. Anche adesso, guarda, mi sta chiamando al telefono. È uno dei tanti giovani di talento che abbiamo in nazionale insieme a Güler e Semih"

CAN UZUN BRUCIA LE TAPPE ANCHE IN NAZIONALE - Uzun ha dichiarato che la nazionale tedesca aveva provato a portarlo dalla propria parte, arrivando persino a mandare Rudi Völler in persona per convincerlo. Ma alla fine Uzun ha scelto di rappresentare la Turchia.

Con i grandi ha collezionato solo 3 presenze. Invece con le giovanili ha lasciato il segno: 12 partite e 7 gol con l’Under-17, poi il salto all’Under-18 con due presenze, prima della chiamata di Vincenzo Montella. Il 22 marzo 2024 esordisce con la nazionale maggiore, contro l’Ungheria, subentrando al 76esimo minuto proprio al posto di Kenan Yildiz, suo migliore amico e concittadino. Quella sera non c’è spazio per sorrisi, l’Ungheria vince 1-0 grazie a Szoboszlai, ma il messaggio resta forte: la Turchia ha due ragazzi nati a Regensburg pronti a scrivere un pezzo di futuro insieme.

IL PARAGONE CON GÖTZE - In Germania lo paragonano a Mario Götze, suo compagno di squadra e di reparto, definendolo come suo erede. Uzun parla di lui con grande ammirazione: “Giochiamo in una posizione simile. Lui cerca di mostrarmi dove posso ancora migliorare e mi trasmette la sua esperienza. Da lui si può solo imparare. Quando mi dice qualcosa, lo ascolto”.

Non nasconde nemmeno l’orgoglio per il paragone: “Mario è una leggenda, ed è un privilegio giocare con lui. Non direi di averlo superato. Essere chiamato suo erede mi riempie di orgoglio”.

VERSATILITÀ E QUALITÀ DA 10 MODERNO - Uzun si definisce un’unione tra un 10 e un 8 che preferisce giocare sulla sinistra. Tra le sue caratteristiche spiccano un fisico imponente - parliamo di un ragazzo che raggiunge i 186 cm - ma con piedi educati. È devastante nello stretto, con un dribbling secco e un cambio di direzione che spacca le difese. 

La tecnica non manca, basta chiedere a Ilkay Gundogan che, nella sfida di esordio in Champions League, si trova davanti agli occhi Uzun che aggancia un pallone violentissimo in area di rigore con una naturalezza disarmante. Il turco poi si gira e senza nemmeno alzare lo sguardo verso la porta scarica un sinistro imprendibile sotto l’incrocio. Poi la corsa sotto la curva, l’esultanza e un gol che sa di predestinato.

A tutto questo unisce una progressione palla al piede che ricorda quella dei grandi interpreti del ruolo. 

Le dichiarazioni pronunciate in estate durante il ritiro sembravano un semplice proposito: “Mi sono allenato tanto e voglio dimostrarlo in campo”. Oggi quelle parole suonano quasi come una profezia: Uzun sta trasformando il lavoro in forza, il sogno in concretezza e l’attesa in spettacolo e gol.