Fabbriche, sangue e Hooligans: Millwall-West Ham, 14 anni dopo si riaccende il Dockers Derby

Fabbriche, sangue e Hooligans: Millwall-West Ham, 14 anni dopo si riaccende il Dockers Derby
Oggi alle 09:00Interviste e Storie
di Mattia Picchialepri
Il ritorno del Dockers Derby tra Millwall e West Ham a 14 anni dall'ultima volta. La storia della rivalità calcistica più feroce e antica d'Inghilterra

Si dice spesso che un derby non è una semplice partita di calcio. Ce n'è uno, però, che va ancora oltre: è una sfida di classe, che ha radici nel XIX secolo e parte dalla brutale competizione economica. 14 anni dopo l'ultima volta, torna il "Dockers Derby": Millwall contro West Ham. Non è solo football: si tratta di una complessa stratificazione di conflitti industriali, evoluzioni sociologiche della classe operaia inglese e aspre battaglie per il predominio territoriale.

LE RADICI - L'origine dell'animosità tra le due fazioni risale alla fine del XIX secolo e affonda le proprie radici nella competizione economica dell'industria navale e manifatturiera della Londra vittoriana. La prima delle due entità a vedere la luce è il Millwall Rovers Football Club, fondato nel lontano 1885 da dei lattonieri impiegati presso la fabbrica di conserve alimentari J.T. Morton. Esattamente un decennio più tardi, nel 1895, il caposquadra Dave Taylor e il proprietario Arnold Hills decisero di formare una squadra di calcio per sollevare il morale dei lavoratori della Thames Ironworks and Shipbuilding Company, l'ultimo grande cantiere navale di Londra, situato a Canning Town (all'epoca parte dell'Essex), sulla sponda opposta del fiume Tamigi. Le due sedi, a circa 5 chilometri di distanza, avevano il Tamigi come "barriera naturale". Il primo incontro ufficiale tra le due formazioni avvenne il 9 dicembre 1899, in un turno di qualificazione della FA Cup, conclusosi con una vittoria per 2-1 del Millwall Athletic al Memorial Grounds, grazie alle reti di Hugh Goldie e Bert Banks.

A causa di alcune dispute interne sulla gestione, il Thames Ironworks fu sciolto nel giugno del 1900 e immediatamente rifondato il mese successivo con il nome di West Ham United, adottando il soprannome The Hammers proprio per onorare le proprie radici siderurgiche. Il rancore tra West Ham e Millwall affonda le sue radici anche nel mito dello Sciopero Generale del 1926, quando i lavoratori britannici si mobilitarono in solidarietà con i minatori. Secondo la tradizione delle curve, i portuali vicini al Millwall avrebbero continuato a lavorare, tradendo la solidarietà operaia e alimentando così l'odio dei sostenitori del West Ham. La storiografia, però, ridimensiona questa versione: i portuali di entrambe le sponde del Tamigi aderirono in massa allo sciopero e, nei Surrey Docks, roccaforte del Millwall, appena sette lavoratori su oltre 2.000 si presentarono al lavoro. Un episodio, dunque, più vicino al mito che alla realtà, ma che nel tempo è diventato uno dei pilastri della feroce rivalità tra i due club.

LE LOTTE (ANCHE DI SANGUE) - Tra gli anni '70 e gli anni '80, il calcio britannico fu colpito dalla violenza organizzata, quella degli "Hooligans". Millwall e West Ham emersero come epicentri assoluti di questa deriva, dando vita a due delle firm (bande di hooligan) più strutturate, violente e famigerate del Regno Unito: i Millwall Bushwackers (o F-Troop) e l'Inter City Firm (ICF) del West Ham. Il caso del Millwall ha un'analisi psicologica più profonda: la base del tifo ha coltivato una mentalità d'assedio: il celebre coro "No one likes us, we don't care" è l'espressione di un complesso di persecuzione collettivo. L'antagonismo ha generato una catena ininterrotta di violenze che ha valicato i confini degli stadi, causando perdite di vite umane.

La rivalità ha registrato il suo capitolo più oscuro nel 1976, quando un sostenitore del Millwall, Ian Pratt, morì cadendo (o venendo spinto, in circostanze mai del tutto chiarite a livello processuale) sotto un treno in transito alla stazione di New Cross a seguito di disordini con i tifosi del West Ham. La rivalità è stata segnata anche da episodi di violenza dentro e fuori dagli stadi. Tra i più gravi c’è il derby del 21 marzo 2004, quando, dopo il 4-1 del Millwall al New Den, circa 250 tifosi del West Ham tentarono di superare i cordoni di sicurezza, costringendo la polizia a intervenire con agenti in assetto antisommossa e unità a cavallo. Ancora più drammatici furono i disordini di Upton Park del 25 agosto 2009: prima della sfida di Coppa di Lega un tifoso del Millwall venne accoltellato e, durante la partita, i sostenitori del West Ham invasero più volte il campo, costringendo l'arbitro a interrompere temporaneamente il gioco. Episodi che hanno trasformato uno dei derby più sentiti d'Inghilterra in un appuntamento ad altissimo rischio per l'ordine pubblico.

I TRASFERIMENTI PROIBITI - Il passaggio di un giocatore tra un club e l'altro è considerato un atto di grave insubordinazione. Eppure, per contingenze storiche e pragmatismo ci sono alcuni giocatori che hanno vestito entrambe le maglie. Durante la Seconda Guerra Mondiale, per esempio, la carenza di calciatori professionisti portò all'introduzione del sistema dei guest players (tesseramenti temporanei d'emergenza). Questo sistema permise a calciatori come Sailor Brown, Louis Cardwell e Jimmy Jinks di giocare per entrambe le formazioni.

Ci sono anche dei grandi protagonisti del calcio inglese che hanno vestito entrambe le maglie per trasferimenti effettivi. Il più eclatante è sicuramente Teddy Sheringam: la leggenda della nazionale inglese e del Manchester United è tifoso del West Ham fin dall'infanzia, eppure ha mosso i primi passi nel professionismo proprio con il Millwall. Prima di appendere gli scarpini, ha coronato il suo sogno vestendo la maglia degli Hammers, portandoli alla promozione in Premier League nel 2005 con 20 gol stagionali. Come lui, anche Clive Allen vestì la maglia del West Ham nel 1992, prima di passare al Millwall la stagione successiva.

LA SCELTA RECENTE DEL WEST HAM - La visceralità di queste due tifoserie si riflette anche in aneddoti ed episodi recenti che ne raccontano l'identità più estrema, sia dentro che fuori dagli stadi. Da una parte, in vista della nuova stagione, la dirigenza del West Ham ha deciso di vietare definitivamente l'ingresso al City of London Stadium delle "sciarpe bicolore", avvertendo che verranno confiscate. Si tratta di un gadget popolare tra i turisti, ma profondamente detestato dai puristi e considerato un rischio per la sicurezza, poiché mostrare i colori ospiti nel settore di casa è visto come un affronto inaccettabile.

IL LEONE DEL LONDON BRIDGE - Completamente slegata dalle dinamiche dello stadio, ma profondamente radicata in questo senso di appartenenza, è invece la storia che arriva dall'altra sponda del Tamigi. Qui l'identità del Millwall si è spinta fino alla cronaca internazionale con la vicenda di Roy Larner, ribattezzato il "Leone del London Bridge". Il 3 giugno 2017, durante un attacco dell'Isis a Londra, il 49enne affrontò a mani nude i terroristi armati di coltelli urlando "F*****o, io sono del Millwall". Sopravvissuto con gravi ferite e stress post-traumatico, Larner si è però visto incredibilmente negare lo status di vittima del terrorismo (e il relativo risarcimento danni) a causa di alcuni precedenti penali, tra cui un'aggressione e la violazione di un divieto di avvicinamento alla madre ottantenne.

IL NUOVO DERBY - Quattordici anni dopo l’ultimo confronto ufficiale, West Ham e Millwall tornano ad affrontarsi con due storie profondamente diverse alle spalle. Gli Hammers arrivano al centesimo Dockers Derby dopo la clamorosa retrocessione dalla Premier League, al termine di una stagione segnata da difficoltà tecniche, cambi in panchina e pesanti problemi economici, ma hanno iniziato la nuova stagione di Championship con ambizioni immediate, raccogliendo 11 punti nelle prime cinque giornate. Il Millwall, invece, si presenta al grande appuntamento all’ottavo posto con 9 punti. Forte della semifinale play-off conquistata nella passata stagione, traguardo che ha consacrato i Lions come una delle vere big della Championship, la squadra è nel pieno di una ricostruzione affidata ad Alex Neil e sostenuta da una solida identità ambientale. Non sarà quindi soltanto il ritorno di una rivalità storica: sarà il primo derby in 14 anni tra due club che si ritrovano nella stessa categoria dopo percorsi opposti, con il West Ham costretto a ripartire dalle proprie macerie e il Millwall pronto a difendere, ancora una volta, il proprio territorio.