Müller, hockey e non solo: i giocatori da seguire nel Girone A dei Mondiali
Un ex-giocatore di hockey, un Pallone d'Oro e "Müller": il Gruppo A al Mondiale 2026 si preannuncia tra i più ricchi di sorprese. Dalla Repubblica Ceca, qualificata tramite i playoff, al Messico, l'unica del gruppo sicura da anni di un posto nella competizione essendo uno dei paesi ospitanti, passando per Sudafrica e Corea del Sud. La gara inaugurale del torneo sarà proprio tra Messico e Sudafrica, giovedì 11 giugno alle 21:00 italiane. E i giocatori da tenere d'occhio non mancano.
PAVEL ŠULC - Miglior giocatore ceco del 2025, classe 2000, si è trasferito al Lione nel'estate 2025. Pavel Šulc è stato scelto da Fonseca per raccogliere l'eredità di Rayan Cherki, trasferitosi al Manchester City la scorsa stagione. Arrivato in Francia per più di 7 milioni di euro, il centrocampista ceco si è subito fatto apprezzare dai compagni: "Mi ricorda Müller: ci ho giocato insieme e sono simili" ha detto Tolisso, centrocampista del Lione. 14 gol e 7 assist al suo primo anno in Francia. Se con i numeri il confronto può reggere, le caratteristiche fisiche raccontano un'altra storia: 1,77cm d'altezza e una tecnica di alto livello. Un altro dettaglio da non sottovalutare è la versatilità, testimoniata anche dalle sue parole: "Farò sempre del mio meglio, anche se mi schiereranno come difensore centrale". Al Mondiale, però, con ogni probabilità il Ct Miroslav Coubek non sprecherà una carta del genere in difesa.
JULIÁN QUIÑONES - Con un Raúl Jiménez reduce da una stagione tutt’altro che brillante in Premier League - soltanto 10 gol e 3 assist - potrebbe essere Julián Quiñones a caricarsi il peso dell'attacco del Messico sulle spalle al Mondiale. Maglia numero 7 e attaccante dell'Al-Qadsiah di Retegui. Nel 2025/26 ha messo a referto 33 reti e 4 assist in 31 presenze e 2724' giocati in Saudi Pro League. Dunque, contribuisce a un gol ogni 73'. La prossima Coppa del Mondo sarà un test decisamente più impegnativo rispetto al campionato arabo, ma Quiñones ha già dimostrato di saper superare anche le sfide più difficili: prima di diventare calciatore, infatti, era un giocatore di hockey. Poi, ha iniziato la sua carriera tra i pali, fino al definitivo passaggio in attacco. Una vita piena di alti e bassi, in cui Julián ha trovato spesso la motivazione nelle... tigri: "Quando vado allo zoo passo la maggior parte del tempo con loro, cercando ispirazione". Adesso il popolo messicano spera che possa confermarsi sugli standard visti in Arabia.
RELEBOHILE MOFOKENG - Pensate di debuttare nel calcio professionistico e, tre anni dopo, ritrovarvi a un Mondiale: è la storia di Relebohile Mofokeng. Cresciuto nella 'Transnet School of Excellence' - che ha formato giocatori come l'ex centrocampista dell'Everton Steven Pienaar - nel 2023 ha debuttato con gli Orlando Pirates, nella Premier League sudafricana, e vanta già una bacheca con 2 Coppe del Sudafrica e 1 MTN, un torneo a cui partecipano le 8 migliori squadre del campionato precedente. Mofokeng viene schierato spesso sull'esterno per creare superiorità numerica grazie al suo dribbling imprevedibile. Chissà che il Mondiale non diventi la vetrina giusta per fare il salto in Europa.
LEE KANG-IN - Dembélé, Kvaratskhelia, Doué e Barcola. Questa è la concorrenza che Lee Kang-in ha dovuto superare in questi anni per guadagnarsi una maglia da titolare nel Paris Saint-Germain. In Corea del Sud, però, il suo talento è evidente a tutti. Classe 2001, a soli 10 anni è diventato famoso dopo essersi messo in mostra nello show locale 'Fly Shoot Dori', in cui dei bambini vengono messi a confronto con ex calciatori. Un'altra dimostrazione è stata il Pallone d'Oro al Mondiale Under-20 nel 2019, anno in cui è diventato anche il 'Giovane Calciatore Asiatico dell'Anno'. Adesso, però, Kang-in è pronto a tornare sotto i riflettori con la sua Nazionale.