West Ham, il calcio che unisce: la storia d'amore di Station 936

West Ham, il calcio che unisce: la storia d'amore di Station 936
Oggi alle 10:30Interviste e Storie
di Matteo Mattei
Da Cuneo a Londra, passando per Montalto Marche: la storia di Station 936, l’Official Supporters’ Club italiano del West Ham

Una maglia claret & blue addosso, un biglietto del treno e l'inizio di un viaggio alle prime luci dell'alba. Claudio parte da Trieste per raggiungere Rimini e attendere il passaggio del van di amici che scende in autostrada da Robilante (Torino) con destinazione Montalto delle Marche (AP). Per loro c'è solo il West Ham United e quella passione capace di attraversare generazioni, regioni e confini, fino a trasformarsi in una famiglia che ogni anno si dà appuntamento in una città diversa.

Una trentina di Hammers italiani sono arrivati da Trieste, Torino, Roma e da altre località d'Italia per il diciassettesimo raduno nazionale di Station 936, la comunità nata nel 1980 a Robilante, piccolo paese in provincia di Cuneo, costituitasi ufficialmente nel 1995 e oggi riconosciuta dal West Ham United FC come Official Supporters’ Club. Ma prima dei numeri, delle date e dei riconoscimenti, c'è una storia che parla la lingua universale del pallone: quella di chi è disposto a percorrere chilometri per rivedersi anche soltanto per un giorno.

UN CORO FINO A LONDRA - Lontano dai riflettori della Premier League, un gruppo di appassionati ancora innamorati del calcio britannico e del West Ham, ha costruito nel tempo qualcosa che va ben oltre il semplice tifo per una squadra. Station 936 nasce così, quasi contro ogni logica geografica: da un angolo del Piemonte, della Romagna o del Lazio, senza avere Londra dietro casa, ma con gli occhi e il cuore rivolti verso l'East End.

Il nome diventa un punto di riferimento, un'identità da riconoscere e custodire. Il calcio inglese non è soltanto quello che succede nei novanta minuti: è il modo di viverlo, il legame con una cultura sportiva, il piacere di ritrovarsi e riconoscersi anche quando si arriva da luoghi lontanissimi. La cosa straordinaria è proprio girare l'Italia, uniti da una squadra che, per molti, avrebbe potuto essere soltanto una curiosità calcistica d'oltremanica.

CLAUDIO, STEFANO E MASSIMILIANO: CHILOMETRI D'AMORE - Per capire cosa significhi davvero appartenere a Station 936 basta guardare il viaggio che ha portato alcuni dei suoi membri fino a Montalto delle Marche. C'è Claudio, partito venerdì mattina alle cinque da Trieste, in treno, con la maglietta del West Ham addosso. Destinazione Rimini, dove è arrivato intorno a mezzogiorno per aspettare gli altri: la banda partita da Robilante e Torino, in viaggio su un van. L'appuntamento era lì, lungo la strada, prima di proseguire insieme verso il sud delle Marche e raggiungere Montalto. Una maglia indossata come una dichiarazione d'appartenenza, un treno preso quando molti stanno ancora dormendo, ore di attesa e poi la strada da percorrere insieme. Non c'è una coppa da sollevare alla fine del viaggio, né un risultato da festeggiare. C'è un raduno, ci sono gli amici e c'è una squadra che riesce a mettere tutti sullo stesso percorso.

Stefano è partito da Varese mentre Massimiliano ha raggiunto il gruppo da Santarcangelo di Romagna. Storie diverse, distanze differenti, lo stesso richiamo. Ciascuno arriva con il proprio viaggio, i propri ricordi e il proprio modo di vivere il West Ham. Poi, una volta insieme, le provenienze diventano dettagli: a contare è il fatto di esserci e quella birra in compagnia. È questo il calcio che resiste al di là delle classifiche e dei risultati. Quello che non domanda da dove vieni, quanto hai speso per il viaggio o quante ore hai dormito. Ti riconosce da una maglia, da un coro, da un nome pronunciato come lo pronunciano tutti gli altri.

UNA FAMIGLIA PRIMA ANCORA CHE UN CLUB - Una trentina di sostenitori, arrivati da diverse città italiane si ritrovano per condividere ciò che li tiene insieme da anni: ricordi, esperienze, racconti di trasferte, cori da stadio e birra. Ogni raduno è una tappa nuova, ma anche un ritorno. Si cambia città, si percorrono altre strade, si scoprono luoghi sperduti e diversi; poi ci si ritrova e sembra che il tempo non sia passato. Il West Ham, con la sua storia e la sua identità londinese, è il filo che lega tutto. Ma al centro di Station 936 ci sono soprattutto le persone e anche Montalto delle Marche, per un giorno, sembra più vicino a Londra. Non perché il viaggio sia diventato più breve, ma perché certe distanze si misurano in un altro modo.

Il calcio sa essere questo, una passione diventata una presenza costante nella vita di qualcuno e un gruppo di persone che, anno dopo anno, sceglie di ritrovarsi. Station 936 è la dimostrazione che, a volte, il regalo più grande del calcio non è quello che succede in campo ma la famiglia che trovi lungo la strada.