Durissimo attacco della UEFA sul caso Balogun: "Superata una linea rossa, decisione ingiustificabile"
Il caso Folarin Balogun assume proporzioni sempre più grandi e scuote i vertici del calcio internazionale. Dopo l'annuncio del ricorso da parte del Belgio e le parole indignate del presidente della FIGC Giovanni Malagò, scende in campo direttamente la UEFA. Con un comunicato ufficiale dai toni durissimi, l'organo di governo del calcio europeo ha attaccato frontalmente la decisione della FIFA di sospendere la squalifica di un turno per l'attaccante statunitense espulso contro la Bosnia.
LA "LINEA ROSSA" E IL RISPETTO DELLE REGOLE - La UEFA non usa mezzi termini, definendo la scelta un pericoloso spartiacque: "La decisione di ieri di sospendere, per un periodo di prova di un anno, l'esecuzione della squalifica automatica di una partita in seguito al cartellino rosso comminato a Folarin Balogun ha superato una linea rossa". Nel comunicato viene ribadito come il calcio si basi su regole certe per garantire una competizione onesta e trasparente: "A volte le regole sono aperte all'interpretazione. In questo caso no. La squalifica automatica minima di una partita in seguito a un cartellino rosso non è un'opzione discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere applicata. È un principio radicato nei regolamenti, che non può essere soggetto a eccezioni, tantomeno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica".
INTEGRITÀ A RISCHIO E PRECEDENTE PERICOLOSO - L'attacco prosegue mettendo in guardia sulle conseguenze che questa mossa avrà sul prosieguo dei Mondiali e sull'intero sistema: "Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è a rischio e la credibilità di una competizione viene compromessa", sottolinea la UEFA. Il timore è che si inneschi una reazione a catena incontrollabile: "Questa decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora una parità di trattamento, a scapito della competizione".
L'INCREDULITÀ FINALE - Il comunicato si chiude con una condanna netta verso l'organo mondiale e una riflessione sull'impatto globale della Coppa del Mondo: "Un torneo non è mai a sé stante e, se il torneo in questione è la Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sul gioco nel suo complesso. Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile".