Bucchi: "La Serie A è uno sport diverso. Sassuolo? Posto perfetto nel momento sbagliato"
"Arrivato troppo presto in Serie A? Credo che ci siano tempi e posti. Sassuolo era il posto perfetto ma il momento sbagliato. C'era appena stato Di Francesco che aveva lasciato radici forti, forse sono stato poco elastico io all'inizio ma avevo voglia di portare le mie idee, e questo è andato un po' in contrapposizione con il gruppo", ha esordito così Cristian Bucchi a Sky Calcio Unplugged, il vodcast di Sky Sport condotto da Lisa Offside, Gianluca di Marzio e Stefano Borghi.
L'allenatore dell'Arezzo ha poi continuato soffermandosi sulla differenza fra le varie categorie del calcio italiano: "Credo che la Serie A sia uno sport completamente diverso. Chi ci arriva ha tutto. Una cognitività diversa, nelle categorie inferiori tanti hanno le potenzialità, ma mancano quelle cose che gli permettono di fare la differenza nelle varie categorie".
GIOVANI - La differenza di livello fra le varie categorie è uno degli argomenti principali in questo momento storico del calcio italiano. Bucchi ha parlato della possibile soluzione che si potrebbe adottare per diminuire queste differenze: "Credo che il GAP fra le varie categorie si possa annullare lavorando sui giocatori dalla formazione iniziale. Quando sei in prima squadra, l'allenatore non ha tempo: la settimana è corta, e singolarmente si lavora poco". E poi un commento sui giovani talenti: "Nelle categorie più basse dovremmo far giocare i giovani bravi. Oggi il problema è che ci sono tantissimi stranieri convenienti dal punto di vista economico, ma non superiori da un punto di vista di valore assoluto ai giovani italiani".
ESORDIO - Nel 1998 Bucchi ha fatto il suo esordio in Serie A da calciatore con la maglia del Perugia, giorno in cui ha anche segnato contro la Lazio. Un'emozione indescrivibile che ha provato a descrivere a parole. "Io giocavo in Eccellenza e il DS del Perugia, Pieroni, mi pescò. Feci tutto il ritiro estivo, poi Gaucci litigò con Tovalieri, e dalla seconda giornata mi comunicarono che facevo parte della prima squadra. Fui convocato la prima partita a Marassi, e la giornata seguente ci fu la Lazio in casa. Leggendo la probabile formazione sul giornale vidi che mi dava titolare. Poi, il sabato mattina, Castagneri mi disse che potevo essere fastidioso per la difesa della Lazio. Dopo quel gol è cambiata la mia vita".
GROSSO - Fabio Grosso (QUI LE SUE PAROLE A SKY CALCIO UNPLUGGED), nella sua carriera da calciatore, è passato anche da Perugia. Più precisamente dal 2001 al 2004, incrociandosi dunque con Cristian Bucchi, che ha raccontato anche dell'arrivo dell'attuale allenatore del Sassuolo in Umbria: "Arrivò il secondo anno di Cosmi. Inizialmente, Fabio veniva schierato come mezzala, ma obiettivamente era un po' macchinoso. Poi, prima di un'amichevole i nostri quinti a sinistra erano indisponibili e l'allenatore decise di inserire Grosso in quel ruolo. Da lì è iniziato il suo percorso meritato sia da calciatore che da allenatore".
AREZZO - Infine, Bucchi ha descritto la sua avventura ad Arezzo, svelando anche qualche retroscena: "Questa è una realtà sofferente. Dopo dieci giorni pensavo di aver fatto una cagata. Avevo molta voglia di rientrare, ma questo mondo a volte riesce a esaltarti e altre ti fa sentire peggio. All'inizio ho trovato un ambiente demoralizzato, anche per le vicessitudini sportive che questa squadra ha affrontato negli ultimi anni". Per poi passare alla crescita della squadra culminata con la promozione in Serie B dopo 19 anni: "Abbiamo chiuso in maniera straordinaria la scorsa stagione. Attraverso innesti mirati abbiamo fatto una cavalcata straordinaria, nonostante alcuni momenti negativi. Dopo 19 anni siamo riusciti a riportare la Serie B ad Arezzo: ho visto una festa che, in proporzione ai numeri della città, è stata paragonabile alla vittoria del campionato a Napoli dopo il fallimento. Mi ha riempito il cuore".