Corradi si presenta: “Orgoglioso di essere qui, voglio una Samp dallo spirito giovane”
Giornata di parole oggi in casa Sampdoria, con il club blucerchiato che dalla sala stampa del nuovo centro sportivo di Bogliasco ha presentato alla stampa il nuovo allenatore Bernardo Corradi e il nuovo ds Americo Branco. Ad introdurre le parole dei nuovi arrivati il Ceo Sport Jesper Fredberg.
INTRODUZIONE DEL CEO JESPER FREDBERG - “Giorno importante per introdurre Corradi, non vedevo l’ora di fare questa conferenza. È importante che l’obiettivo che ci siamo prefissati non sia cambiare il dna della Sampdoria, ma modernizzarla per riportare la Samp dove merita. Ho deciso di portare Americo Branco qui perché ha un’esperienza internazionale importante e ha grande talento come persona e come direttore per portare talenti.
Con Corradi abbiamo avuto molti colloqui proficui, ha tanta fame, aveva tanta voglia di venire alla Sampdoria. Scelto poi perché sa lavorare con i talenti, non c’è bisogno di parlare poi della carriera da giocatore perché la conosciamo. Abbiamo avuto tanti colloqui con i candidati alla panchina, ma lui è scelta migliore.
La contestazione dei tifosi? "So che ne hanno passate molte e capiamo che ora supportano il club ma non la proprietà, ma voglio capiscano che anche noi supportiamo il club e vogliamo andare tutti nella stessa direzione. Tante promesse nel passato, ma ora non vogliamo più parlare, ho imparato molto. Insieme con questi inserimenti sono sicuro potremo raggiungere i nostri obiettivi. Non ci piace che i fan non siano contenti perché rende più difficile il nostro lavoro, credo possano accettare la situazione e darci un po’ di tempo per lavorare. L’obiettivo è creare qualcosa di buono e arrivare in A in 2 anni. Contento delle persone al mio fianco, sono sicuro potremo fare bene e raggiungere il nostro obiettivo”.
Sulle dinamiche relative al mercato dice: “Lo farò io o Branco? La riposta facile è che lo farà Branco, in realtà lo farà perché lui è il ds, ma lo farà con l’aiuto di tutti perché siamo un team. E insieme lavoreremo per raggiungere il nostro obiettivo. Il club lavora insieme ed è sotto unica direzione con un obiettivo comune”.
LE PAROLE DI CORRADI - "Per me è motivo di grande orgoglio essere qua. Obiettivo Serie A? Chieste garanzie? E' una domanda che mi aspettavo, ma quando uno viene ad allenare un club storico e rappresentativo come la Sampdoria credo che abbia l'obiettivo di scendere in campo e dimostrare il vero DNA della Sampdoria. La cosa migliore da fare in queste situazione è individuare un obiettivo alla volta. Ho negli occhi la Sampdoria contro cui ho giocato da calciatore ed era una squadra che dava dimostrazione che aveva passioni forti e metteva in campo qualcosa di diverso. Il nostro obiettivo è far capire a chi viene alla Sampdoria che ha un dovere di responsabilità nei confronti della maglia. Chi viene qua deve sapere che tutte le partite devono essere impostate per fare il meglio possibile e nel calcio il meglio possibile è la vittoria. Insieme ai ragazzi posso condividere un errore tecnico e l'unico processo di miglioramento è fare un'analisi corretta. Posso accettare un errore tecnico, ma non di approccio. La B è un campionato particolare, molto lungo. Serve comunione di intenti e continuità. Di una squadra che creda nella cultura del lavoro. Non possiamo non avere equilibrio. Tenere la barra dritta e puntare dritto all'obiettivo".
La scelta della Sampdoria? “La scelta penso che sia chiara. Quando si avvicina una squadra come la Sampdoria è difficile pensare a situazioni alternative. Il mio percorso di crescita come allenatore è stato come se avessi fatto il liceo e l'università a Coverciano. Poi è stata una mia volontà uscire dal sistema della Federazione e ho fatto un master con Allegri". Sulla poca esperienza alla guida di una prima squadra. “Il fatto che non abbia esperienza è un dato di fatto sul quale non posso discutere, sono un allenatore giovane ma ho 50 anni. Fossi arrivato trovando tifosi non attaccati sarebbe stato peggio, sono sicuro che quando rotolerà il pallone e i tifosi vedranno il tipo di approccio della squadra faranno quello che hanno sempre fatto, sostenere la squadra. Poi poteva venire anche Mourinho, ma se perdi tre partite i risultati determinano la situazione”.
Sul mercato alle porte afferma: “Base dalla quale ripartire? Quando sei in un processo di costruzione c’è sempre una base da cui partire. Qualcuno rispetto allo scorso anno è andato via, qualcuno potrebbe tornare. Prima si pensa alle fondamenta, all’arredamento si pensa dopo. Ho chiesto al direttore una squadra con solidità difensiva, ma che abbia anche un’importante produzione offensiva. Valorizzazione degli italiani? Sì e dei ragazzi giovani che hanno fatto benissimo. Le nazionali giovanili stanno facendo benissimo, i ragazzi giovani bravi ci sono, vanno individuati e fatti rendere al meglio”. Tornando allo staff: “Lombardo? Parlando di bandiere non ho citato Attilio perché non volevo giocare d’anticipo. Quando parlavo di far capire ai giocatori cosa vuol dire giocare alla Sampdoria, nessuno meglio di Attilio può aiutarmi a fare questo. Persona importante che farà parte di questo progetto”.
Torna poi ai giocatori in campo e al talento: “Una delle cose più importanti è individuare le caratteristiche, poi al giorno d’oggi il calcio è in evoluzione e non ci sono più i ruoli ma le funzioni. Il calcio dico sempre è uno sport individuale giocato di gruppo e di squadra, l’obiettivo sarà fare un percorso di crescita individuale con la possibilità di vedere questa crescita sul campo. Ho allenato dai 2000 ai 2007, il ventaglio di conoscenza è ampio e sarà oggetto di discussone nei prossimi giorni. Vorrei una squadra con uno spirito giovane”.
Idea tattica? "Il calcio è in continua evoluzione, è difficile racchiudere l’atteggiamento in un solo numero: il mio obiettivo è far sì che giocatori siano autonomi in campo nel prendere le decisioni. La difesa sarà a 4 in fase difensiva, poi dipenderà dalla partita che andremo ad affrontare. Partenza veloce o più tranquilla contando la lunghezza del campionato? Dovremo sicuramente avere una squadra che sta bene fisicamente, su quello poi costruire le nostre peculiarità tecnico tattiche. I risultati poi aiutano, fanno ambiente. Parola chiave di questa conferenza è equilibrio, importante tenere quello”. Sulla possibilità di una Sampdoria in ritiro più vicina possibile a quella che si vedrà in campionato: “Credo che la settimana di Ponte di Legno sia forse il momento più importante del campionato, dove l’allenatore trasferisce i propri principi, arrivare alla partita di Coppa Italia con tanti cambi può non aiutare, ma è scontato”. Infine sugli insegnamenti di Allegri conclude: “Mi ha permesso di lavorare con un’idea di uno degli allenatori più vincenti della Serie A, l’insegnamento migliore che mi ha dato è quello relativo al messaggio che viene trasmesso ai giocatori: un’idea più semplice trasmessa nel modo migliore è più efficace di un’idea migliore ma comunicata in maniera meno chiara”.
LE PAROLE DEL DS AMERICO BRANCO - “Parto dal passato per far capire una cosa, quando ero in Olanda ho preso più giocatori olandesi dei miei predecessori. Ho imparato l’italiano, ho studiato la cultura, vedo tante cose positive nel calcio italiano. Che squadra dovrete aspettarvi? Faremo un mix tra chi conosce il campionato italiano, se poi qualcuno di talento può arrivare da fuori si farà. A parità di talento privilegeremo l’italiano. La verità è nel mezzo, nell’equilibrio, nel lavoro. Ci sono diversi dati da analizzare, ci sarà un lavoro chiaro, un progetto, condiviso da tutti. Un budget per puntare alla Serie A? Penso che con le persone che ci sono, se siamo alla pari o meno con qualche altra squadra possiamo essere competitivi per fare bene ogni domenica e per rendere orgogliosi i tifosi del gioco fatto. Soldi e budget sono un discorso facile, vincerebbero sempre gli stessi contassero solo quelli, non chiedo nemmeno. Va bene quello che mettono a disposizione, l’importante è il progetto, la rosa e la conoscenza globale”.
La rosa che vedrà 11 giocatori rientrare a Bogliasco: “Non sono dell’idea di arrivare in un club e strappare tutto da zero, ho avuto pareri che rispetto da chi era già qui: è importante avere l’umiltà di sentire l’opinione di chi era già qua, poi il mister li valuterà nei prossimiamo giorni, insieme valuteremo chi rientrerà, chi resta, poi ci sono questioni contrattuali”. Sulla tipologia di mercato, tra prestiti e investimenti per il futuro: “Le plusvalenze nel calcio ci sono, ma credo che fare bene e lavorare bene te le faccia fare. L’idea è di equilibrio, capacità nel futuro di far fare cassa alla società, ma questo succederà se la squadra farà bene. Se per farlo servirà un prestito forte lo faremo, l’importante sarà essere competitivi. Squadra pronta già in ritiro? È chiaro che vogliamo dare all’allenatore la possibilità di lavorare sui suoi principi da subito, poi sappiamo che il mercato dice che oggi una cosa costa 5 e a metà agosto 1. Dobbiamo anche rispettare le dinamiche del mercato”