Italia, Calafiori: "Vogliamo essere positivi. Unione e mentalità ci aiuteranno"

Italia, Calafiori: "Vogliamo essere positivi. Unione e mentalità ci aiuteranno"
Oggi alle 13:15News Calcio
di Redazione
Dopo il commissario tecnico Rino Gattuso, oggi tocca a Riccardo Calafiori parlare in conferenza stampa dal raduno di Coverciano dell'Italia

L'Italia si avvicina al playoff contro l'Irlanda del Nord per giocarsi l'accesso ai prossimi Mondiali. Dopo la conferenza stampa del CT Gattuso (qui le parole), che ha ribadito di non volere alibi verso la gara di Bergamo, oggi - 24 marzo - Riccardo Calafiori risponde alle domande in conferenza stampa direttamente da Coverciano.

Calafiori ha esordito così: "Sto bene, poi vediamo oggi in campo ma sto bene. Gestione dei momenti? In un momento così delicato la chiave è vivere il presente, non pensare troppo e godersi il momento, fare gruppo e pensare giorno per giorno". Subito, poi, una breve analisi sull'avversario di giovedì: "Sinceramente preferisco concentrarmi su di noi e i miei compagni, non è il momento di pensare troppo all'avversario. Dipende più da noi che dagli altri".

IL TIPO DI PARTITA DA GIOCARE - Il difensore dell'Arsenal ha parlato della partita che dovranno fare gli azzurri: "La partita va preparata come se fosse un'altra partita. Sappiamo l'importanza ma dobbiamo stare il più sereni possibile. Calci piazzati? Dobbiamo stare molto attenti, loro possono essere pericolosi ma anche noi possiamo fargli male così. Nel calcio di oggi fanno la differenza, la linea è sottile e i dettagli sono importanti". La palla lunga è una delle caratteristiche dell'Irlanda: "Appena possono cercano questo tipo di giocata, dobbiamo cercare di evitare il più possibile questo modo di giocare e stare attenti sulle seconde palle. Dobbiamo essere concentrati dal primo all'ultimo minuto"

L'Italia spesso subisce troppi gol, sicuramente sarà da evitare nella gara di giovedì: "Non credo sia la problematica. Come sempre quando si commette un errore la colpa non è solo di un reparto. Credo che c'è poco da pensare al passato, dobbiamo stare insieme in questi due giorni e cercare di raggiungere il risultato che tutti dobbiamo". Calafiori aggiunge: "Spero in una partita in cui saremo noi a dominare e ad avere le chance più grandi. Non si può immaginare come finirà una partita o come andrà. Il messaggio che vogliamo mandare è di stare insieme ed essere positivi, perchè ci aiuterà. Conta tanto l'unione e la mentalità"

GATTUSO - Una partita della gestione Gattuso che l'Italia dovrebbe cercare di ripetere: "Mi piace ricordare quella con l'Estonia in casa che abbiamo giocato proprio a Bergamo, lo stadio può darci una mano, ricordo l'atmosfera che si era creata". Poi sulla cena col CT: "Ho apprezzato molto il comportamento del mister con noi e con me, ho sentito più lui che mia madre negli ultimi mesi. Io sono schivo ed è stato bravo a starmi vicino, in un momento in cui mi è servito perchè ho giocato meno, sono stato fuori. Quella cena lì (con Gattuso) è stata bella, stare lì a parlare. Non abbiamo avuto tanto tempo di allenarci in questi mesi, ma l'importante è stare insieme. Come sono queste cene? Il conto penso l'abbia pagato lui (ride ndr). E' stata una serata tra amici, in cui abbiamo parlato di calcio ed altre cose. Gigi e Bonucci hanno raccontato qualche aneddoto, esperienza"

L'IMPORTANZA DELLA QUALIFICAZIONE - Calafiori sa bene cosa vorrebbe dire non qualificarsi ai Mondiale per la terza volta di seguito: "Sappiamo quanto è importante qualificarci per questo Mondiale, però per quello che si può non ci si pensa. Io sono quasi contento di giocare questa partita. Poi c'è anche l'altro della medaglia, può andare bene, ma cerchiamo di viverla bene perché può essere una settimana in cui possiamo essere molto felici, in cui andiamo negli USA". Trasformare la paura in coraggio, questa la missione azzurra: "Sta tutto nel modo in cui vedi questa partita. E' una responsabilità, quando vedi questa maglia ci sono milioni di persone che tifano per te. Ma io la vedo come un'opportunità, una chance di andare al Mondiale che è una cosa che sogniamo da quando siamo piccoli. Non vedo l'ora di giocarla. Vogliamo tutti la stessa cosa, perché complicarsi la vita per una partita già complicata di suo? Pensare positivo mi ha sempre aiutato e anche i miei compagni la pensano così"