Mourinho: "Futuro del calcio italiano? Andrei con la combo M&M: Malagò e Max Allegri"
"Com'è possibile che la nostra Italia non ce l'abbia fatta?". José Mourinho, intervistato da Sport Mediaset non ha nascosto tutto lo stupore per la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali: "La crisi del calcio italiano è triste. Quando non vi siete qualificati ero con Rui Costa e non ci volevamo credere Però è reale, è successo".
L'allenatore portoghese si è detto contrario all'idea di un CT straniero: "Non penso che serva. L'Italia ha allenatori con il carisma, la qualità, l'esperienza... Non puoi avere Ancelotti, ma puoi avere Allegri o Conte, e ce ne sarebbero sicuramente anche altri. Però ci sono delle cose che si devono ripensare. Vedo per esempio un Paese come il Portogallo con 10 milioni di abitanti: le competizioni per i giovani, le condizioni di lavoro: ci sono differenze incredibili.. Poi si vede la qualità dei giocatori Portoghesi che escono ogni settimana con il ct in difficoltà nel scegliere quali giocatori escludere".
"ANDREI CON LA COMBO M&M" - José Mourinho propone la sua idea per la ripartenza del calcio italiano: "L'Italia deve pensare molto alla base. Penso che Malagò sia un nome forte: porterebbe tanta esperienza e mi piacerebbe tanto vederlo nel ruolo di presidente della Figc. Lui capirebbe sicuramente la necessità di cambiare la struttura di base. L'Italia è fortissima in tanti sport olimpici. Io andrei con la combo M&M: Malagò e Max".
Sulla possibilità di accettare un'esperienza da CT, invece: "Non è ancora il momento. Ci penso ma poi penso anche alla mia vita senza calcio di club: senza allenare tutti i giorni, vincere perdere e pareggiare tre volte a settimana. Essere felice, triste, frustrato, voler migliorare... non riesco a immaginare la mia vita senza queste cose. Non è ancora arrivato il momento per una nazionale".
"COMPLIMENTI A CHIVU? NON ANCORA" - L'allenatore portoghese è tornato inevitabilmente sul tema Inter, con i nerazzurri che potrebbero essere a pochi giorni dalla conquista del ventunesimo Scudetto della loro storia. Un titolo che porterebbe inevitabilmente la firma di Cristian Chivu, tra gli eroi del Triplete: "Secondo me è stato molto intelligente: non è passato dal campo alla panchina da una settimana all'altra come hanno fatto altri ex giocatori. Cristian ha fatto anni con i giovani, con la Primavera, ha studiato, ha fatto i corsi. Ha fatto una piccola esperienza in una piazza come Parma, dove aveva meno pressione e responsabilità. È arrivato all'Inter in una situazione di instabilità ed è stato bravissimo a vincere lo scudetto al primo anno. Non mi sono ancora congratulato, tutti sappiamo che lo vincerà però lo deve vincere. Non sono superstizioso ma credo molto in queste cose: finché la matematica non lo dirà non sarà fatta. Quando vincerà sarò lì a congratularmi".
Mourinho e Chivu sono ancora nella chat della rosa del 2010, di cui l'allenatore portoghese ha svelato un retroscena: "Sono terribile con queste cose. Cambio numeri in continuazione, prima in Turchia, poi in Portogallo... Sono arrabbiati con me per questo, ma alla fine troviamo sempre un modo per stare insieme. Materazzi è il responsabile di quel gruppo".
CASO ARBITRI - José Mourinho ha parlato anche del caso arbitri, che negli ultimi giorni ha travolto il calcio italiano: "Mi sono fatto un'idea ma a me non piace fare colpevoli prima che la giustizia si esprima. In Portogallo si dice che non c'è il fumo senza il fuoco, però speriamo. Io ho fatto battaglie più contro il sistema che contro gli arbitri".
Un commento anche sul Mondiale al via l'11 giugno: "Mi piacerebbe che vincesse il Portogallo, che ha il potenziale per farcela. Carletto è Carletto, anche se la gente non crede che il Brasile ce la possa fare: per me però una cosa è il Brasile con Ancelotti e un'altra è senza. Secondo me può farcela. L'Argentina è campione del mondo in carica e mi sembrano una vera squadra: uniti, compatti, che hanno piacere a giocare per la nazionale. E poi la Francia, che con tutto il talento che ha a disposizione può fare tre squadre competitive. Un giorno dovrà arrivare anche il momento dell'Inghilterra... Penso però di starmene in vacanza fino ai quarti di finale: ci sono troppe squadre che andranno lì solo per perdere. Dai quarti inizia la vera festa".
ROMA - In un'intervista a Il Giornale, invece, Mourinho ha parlato del suo amore per la Roma: "È il posto più bello in cui abbia mai lavorato. Perché a Roma è così difficile vincere? Non so, per me è il posto più bello della mia carriera. Non ho mai sentito un ambiente così incredibile intorno a una squadra di calcio, l'Olimpico sempre pieno, quello che la gente sente per i giocatori".
Sull'ambiente giallorosso, invece: "Il livello di esigenza è alto? Non è un dramma perché quando abbiamo vinto la Conference la festa è stata pazzesca: nemmeno nei trionfi che ho avuto in Champions ho visto delle scene così. Ma la mia Roma è finita, non voglio dire altro. Anzi, una cosa: nessuno se la prenda con i tifosi romanisti dicendo che è colpa loro se non si vince. I tifosi giallorossi sono quelli che aiutano la squadra, nessuno li deve toccare".