Montella: "Durante il Covid avevo pensato di smettere. Infortunio Calha? L'ho sentito sereno e fiducioso"
Un avvicinamento storico per la Turchia, che per torna ai Mondiali per la prima volta dopo 24 anni. Un traguardo raggiunto grazie alla vittoria nella finale playoff contro il Kosovo. Una grande gioia, su cui Vincenzo Montella a La Gazzetta dello Sport: "Direi che è la gioia più importante della mia carriera. E si aggiunge ad altri momenti straordinari, come i quarti di finale all’Europeo e la promozione in Lega A di Nations League. Un intero popolo è felice e per me questo rappresenta il premio più grande".
Ora un Mondiale da vivere come possibile mina vagante: "Non è facile prevedere dove possiamo arrivare, le incognite sono tante a cominciare dal territorio: ci alleneremo a Phoenix, in Arizona, in una location scelta dalla Fifa dove sono previsti 42 gradi, ma poi nel girone avremo una partita a Vancouver, in Canada, dove la temperatura sarà sensibilmente più bassa. Secondo gli studi passare dal caldo al freddo dovrebbe essere meglio per la squadra. Ma molto dipenderà dalle condizioni in cui arriveranno i calciatori in quel mese".
CALHANOGLU - Un altro infortunio per Hakan Calhanoglu, ma la situazione non preoccupa Montella: "L’ho sentito sereno e fiducioso in vista della finale di Coppa Italia: mi auguro che presto possa allenarsi con continuità. Calha è uno di quei registi in via di estinzione, un campione che fa sentire la mancanza quando non c’è. Di fianco a lui il compagno è più sicuro, perché può passargli il pallone nei momenti difficili sapendo di consegnarlo a una banca".
Il futuro del centrocampista sarà ancora all'Inter: "Non entro mai nelle scelte personali. A me basta che sia felice, ovunque decida di giocare".
"RANIERI-GASP? UN PECCATO PER TUTTI" - Vincenzo Montella ha parlato anche della rottura tra Ranieri e Gasperini, che ha portato all'addio dell'oramai ex dirigente giallorosso: "Per me è indelicato giudicare dall’esterno, anche perché parlo di un club al quale sono molto legato. Ho stima di entrambi e non so cosa possa aver provocato questo imprevedibile epilogo. Penso solo sia un peccato per tutti: i tifosi avevano grande fiducia in questo nuovo corso".
A proposito di Roma, chi potrebbe cambiare squadra al termine della stagione è Celik, il cui contratto è in scadenza: "Vale lo stesso discorso per Calhanoglu. Per me è un giocatore utilissimo, di rendimento, multiruolo".
"CON SPALLETTI NON ANDAVO D'ACCORDO" - Tra i volti della Turchia di Montella c'è sicuramente anche quello di Kenan Yildiz: "È migliorato tanto. E può fare anche di più, essendo un ragazzo che non si accontenta mai. Se come leggo resterà Spalletti per lui è un vantaggio, perché Luciano è bravo a tirare fuori il meglio dai talenti".
Il CT è tornato proprio sul rapporto con l'attuale allenatore della Juventus, ricordando il passato in comune alla Roma: "Siamo amici. E lo dice uno che da calciatore non andava d’accordo con lui".
"AVEVO PENSATO DI SMETTERE" - Montella ha parlato anche dei vantaggi di aver lasciato l'Italia, riscoprendo la passione per il lavoro da allenatore che sembrava essersi spenta: "Mi pento: non aver deciso di andare all’estero prima. Cambiare Paese arricchisce l’esperienza professionale e soprattutto umana. Magari un giorno tornerò a lavorare in Italia, perché mi manca un po’ l’atmosfera del campo da vivere tutti i giorni, ma per ora sono felicissimo in Turchia. Qui ho riscoperto la fiamma della passione. A un certo punto avevo pensato di smettere".
Il riferimento è a un periodo preciso: "Durante il Covid. Stavo bene con la famiglia, non avevo offerte che mi stimolassero. Andare ad Adana, un altro mondo, mi ha riacceso".
"L'ITALIA DEVE RIPARTIRE DALLA BASE" - Vincenzo Montella ha parlato della possibile ripartenza del calcio italiano dopo la terza esclusione consecutiva dai Mondiali: "Si riparte dalla base. Forse bisogna insegnare ai giovani la tecnica e non assillarli con la tattica. E poi i vertici federali dovranno incidere più liberamente: sono testimone dell’impegno di Gravina e Gattuso, con i quali mi sono confrontato prima degli spareggi. Loro volevano fermare il campionato per avere più tempo per prepararsi. Ma non è stato possibile. In Turchia, nella stessa situazione e su mia richiesta, non si è giocato. Fare sistema è fondamentale".
Sul campionato, invece: "Anche la Serie A è calata di livello se la paragoniamo a 20 o 30 anni fa. Ma resta un torneo di grande interesse. Mancano i soldi dei diritti tv, che sono stati dirottati soprattutto in Inghilterra. Per me il principale gap è negli stadi: l’effetto ottico di una partita, con impianti moderni e sempre pieni, condiziona la valutazione di chi investe".