La doppietta di Mancini e la festa del Gasp: i momenti della vittoria nel derby della Roma
La doppia esultanza di Mancini sotto la curva sud e la festa di Gasperini con i tifosi: sono queste le istantanee della gioia della Roma nel derby. Contro la Lazio i giallorossi si giocavano tantissimo per la qualificazine alla prossima Champions League. L'obiettivo era conquistare i tre punti e sperare che una tra Juventus e Milan potesse sbagliare. A far cominciare bene il pomeriggio degli uomini di Gasp è stato il gol di Gianluca Mancini al 39'.
Il difensore giallorosso ha attraversato tutto il campo per poter andare sotto la curva dei suoi tifosi a esultare. Nel secondo tempo, poi, è stato sempre il 23 a raddoppiare e a dare il via alla festa, definitivamente partita quando all'Olimpico è arrivata la notizia del 2-0 viola a Torino. Un pomeriggio che potrebbe essere decisivo e il momento di svolta per rivedere la Roma in Champions League dopo 7 anni.
IL BACIO ALLO STEMMA - Questo è il secondo derby deciso da Gianluca Mancini, dopo quello con Daniele De Rossi in panchina il 6 aprile 2024. Quello di oggi, però, ha sicuramente un sapore diverso per il 23 giallorosso. Dopo il primo gol il difensore centrale si è fatto tutto il campo per andare sotto i suoi tifosi, fare l'inchino e baciare varie volte lo stemma sulla maglia.
Dopo la seconda rete, invece, il classe 1996 si è proprio arrampicato per prendersi l'abbraccio della sua gente. Al momento del cambio tutto lo stadio Olimpico si è alzato in piedi per regalargli forse la piu rumorosa standing ovation della stagione. Al triplice fischio Mancini ha guidato il giro di campo e la festa dei suoi, tutto questo dopo essersi lungamenta abbracciato con Gasperini.
LA FESTA DI GASP - Un altro grandissimo protagonista della festa giallorossa è stato proprio Gasperini. L'allenatore giallorosso si è lasciato andare come poche volte aveva fatto prima in carriera. Alla fine del giro di campo il Gasp si è fermato sotto il settore più caldo del tifo giallorosso per foto, abbracci e balli. Un rapporto tra lui e il tifo che è cresciuto sempre di più giorno dopo giorno, nonostante lo scetticismo iniziale: "Io sapevo che essendo piemontese, scuola Juventus, cittadino onorario di Bergamo, guida dell'Atalanta che è stata acerrima nemica di questa Roma, ero il candidato peggiore per entrare in simpatica con la gente".
La gente però ha fin da subito riconosciuto all'allenatore della Roma la voglia di raggiungere obiettivi: "Io sono venuto qui per fare calcio e questo la gente lo ha capito e apprezzato". Gasperini, invece, ha sempre parlato del grande attaccamento tra tifosi e squadra: "Abbiamo giocato ogni gara in casa con lo stadio pieno". Un pomeriggio per i giallorossi che si chiude con la grande soddisfazione di aver fatto una bellissima stagione, ma anche la consapevolezza che, come ha detto il Gasp, "siamo a un passo, perché manca ancora un passo".