Lotito ai tifosi della Lazio: "Non vi chiedo di essere d'accordo con me, ma di ragionare insieme"

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Oggi alle 10:00News Calcio
di Redazione
Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha pubblicato sul Messaggero una lunga lettera aperta per fare un appello ai tifosi

"La società deve ascoltare di più e meglio. Questo è vero. Ma anche il confronto deve uscire dalla logica del sospetto permanente. Quando ogni gesto viene letto come provocazione, quando ogni scelta viene interpretata come chiusura, quando ogni parola diventa terreno di scontro, alla fine a perdere non è una parte: perde la Lazio": queste sono le parole di Claudio Lotito, presidente della Lazio, che ha pubblicato una lunga lettera aperta sul Messaggero, rivolgendosi ai tifosi biancocelesti.

La stagione del club è stata segnata dallo strappo tra il numero uno e la tifoseria, che ha disertato le partite casalinghe lasciando le tribune dell'Olimpico semi deserte. Il presidente ha scritto: "Cari tifosi laziali, desidero innanzitutto ringraziare il Direttore e il giornale che ospitano queste righe perché offrono spazio a una riflessione ampia, in un momento delicato. Essere tifoso significa contribuire a un comune sentimento, più leale e più utile alla Lazio. Scrivo a chi gioisce. A chi vive la Lazio ogni giorno. A chi la segue allo stadio, in televisione, in trasferta, nei Lazio Club, nelle famiglie, nei quartieri, nei ricordi e nelle speranze. Scrivo a chi gioisce, a chi soffre, a chi critica. Scrivo anche a chi si è allontanato, deluso, amareggiato". 

E ancora: "Non lo faccio per alimentare polemiche. Non lo faccio per chiedere indulgenza. Non lo faccio per dire che va tutto bene, perché non sarebbe vero e non sarebbe rispettoso della vostra intelligenza. Lo faccio perché mi sembra doveroso, da Presidente della S.S. Lazio, condividere con alcuni di voi alcune responsabilità e alcune prospettive. E soprattutto perché credo sia arrivato il momento di provare ad aprire una fase nuova: una fase di dialogo, di ascolto, di rispetto reciproco”.

IL CONFLITTO - Lotito ha proseguito commentando le critiche subite dai tifosi: “Si può non essere d’accordo con una scelta societaria, con una strategia societaria, con una stagione sportiva. Si può criticare il Presidente, la società, il mercato, il rapporto con la tifoseria. Ma ridurre vent’anni di lavoro, sacrifici, responsabilità personali, risultati ottenuti e battaglie istituzionali a una caricatura significa non leggere fino in fondo cosa sia diventato oggi il calcio moderno". 

Poi, il presidente ha parlato dell'indipendenza della Lazio dalle logiche del calcio moderno: "Ho sempre pensato che la Lazio dovesse restare padrona del proprio destino. Questa è stata, ed è rimasta una linea fondamentale. La Lazio deve competere, deve crescere, deve ambire alla vittoria. Ma deve farlo senza perdere dignità, autonomia, equilibrio e futuro. So bene che questo principio, a volte, può apparire duro. So bene che il tifoso vuole vincere, vuole vedere la propria squadra sempre più forte. È giusto che sia così. Anch’io voglio una Lazio capace di vincere". 

LE BARRIERE - Lotito ha proseguito scrivendo: "Chi governa una società complessa come la Lazio sa di farlo in modo spesso complicato, contestato. In questo sono consapevole. È per questo che chiedo che il giudizio tenga conto dell’intero quadro, non soltanto della scelta singola o più conveniente da raccontare. E dentro questo quadro c’è anche chi vuole affrontare con chiarezza il rapporto con i tifosi: deve migliorare radicalmente. Lo dico senza ambiguità. Una barriera, se esiste, va affrontata. Non ignorata".

Il patron si è scusato per aver avuto alcuni atteggiamenti sbagliati nei confronti della tifoseria: "Voglio dire qualcosa di molto personale: può essere accaduto che, in qualche occasione, in un clima di forte tensione, amareggiato da polemiche, offese e attacchi continui, io abbia risposto a telefono in modo avventato, con toni che non avrei voluto usare e che possono essere stati percepiti come distanza o chiusura. Se questo è accaduto, me ne assumo la responsabilità. Ma voglio essere chiaro: non è mai stata, né ci sarà mai, una mancanza di rispetto verso i tifosi della Lazio. Il rispetto per chi ama questi colori viene prima di tutto". 

SUL FUTURO - Lotito ha fatto il punto sul futuro del club: "La Lazio non è ferma, sta lavorando, sta costruendo. E lo sta facendo dentro un calcio che cambia velocemente, dove servono nervi saldi, visione internazionale, senso istituzionale e capacità di resistere alle sirene di chi promette tutto e subito senza spiegare chi pagherà il conto".

"Io questo conto non l’ho mai voluto scaricare sulla Lazio. Ho sempre cercato di governarlo secondo un principio di responsabilità. Posso aver commesso errori, ma non ho mai trattato la Lazio come un bene qualsiasi. Non l’ho mai considerata merce. Non l’ho mai pensata come qualcosa da utilizzare e poi lasciare al proprio destino".

UNA NUOVA FASE - Come si può ricucire lo strappo? Secondo Lotito, bisogna passare al dialogo costruttivo, aprendo così una nuova fase: "Con rispetto per tutti voi, per la vostra passione e per la storia che rappresentate, credo sia arrivato il momento di aprire una fase nuova: più dialogo, più ascolto, più responsabilità reciproca. Senza strumentalizzazioni. Senza rese dei conti. Senza dividere la Lazio tra buoni e cattivi. La Lazio non appartiene a una polemica. Appartiene alla sua storia, ai suoi tifosi e al futuro che tutti abbiamo il dovere di difendere”.

E ancora: "La Lazio non può vivere di slogan. Non può essere trascinata dentro una narrazione in cui tutto ciò che viene fatto è sbagliato per definizione e tutto ciò che viene promesso da altri è automaticamente migliore. La Lazio ha bisogno di critica, sì. Ma di critica leale. Ha bisogno di passione, non di distruzione. Ha bisogno di tifosi esigenti, non di una guerra permanente che rischia di indebolire proprio ciò che si dice di voler difendere".

Lotito ha fatto un chiaro appello ai tifosi: "Non vi chiedo di essere sempre d’accordo con me. Non sarebbe giusto e non sarebbe nemmeno possibile. Vi chiedo di ragionare insieme".

FLAMINIO - Il presidente ha fatto il punto sullo stadio Flaminio: "Il progetto è stato valutato e inserito nella cornice dei progetti strategici legati agli stadi per Euro 2032: un passaggio non scontato, che conferma la concretezza di un dossier complesso, tecnico, urbanistico e istituzionale. Non siamo davanti a una suggestione comunicativa, ma a un percorso reale, che riguarda la Lazio e riguarda Roma. Il Flaminio rappresenta una sfida ambiziosa: riqualificare un impianto storico, modernizzare l’esperienza sportiva, creare valore per il club e restituire centralità a un pezzo importante della città".

Lotito ha citato anche il lavoro prezioso della dirigenza biancoceleste: "C’è poi il lavoro quotidiano della direzione sportiva e del direttore Angelo Fabiani, che sta affrontando una fase delicata di ristrutturazione, valorizzazione e consolidamento della rosa. Ogni operazione, ogni scelta, ogni valutazione tecnica ed economica deve avere un’unica finalità, quella di rendere la Lazio più forte, più solida, più competitiva. Sempre con l’obiettivo della vittoria”.