Infantino: “Non mi pento di questi Mondiali, il calcio deve unire il mondo”
Alla vigilia del via alla Coppa del Mondo, Gianni Infantino ha parlato in conferenza stampa dallo stadio Azteca di Città del Messico, affrontando i principali temi legati all’edizione organizzata tra Stati Uniti, Canada e Messico.
Dai problemi legati ai visti fino alle polemiche sui prezzi dei biglietti, passando per la presenza dell’Iran, il presidente FIFA ha difeso con decisione il progetto, invitando a concentrarsi sul valore del calcio.
“NON MI PENTO, CRITICATE ME MA NON IL CALCIO” - Infantino ha respinto ogni critica sull’assegnazione del torneo: "Non mi pento di questi Mondiali, sono abituato ad affrontare i problemi". E ha poi aggiunto: "Se volete criticare il sottoscritto fatelo pure. Ma, per favore, promuovete il fatto che il calcio unisce il mondo". Il presidente ha sottolineato come le difficoltà siano distribuite tra i tre Paesi organizzatori: "Alcuni problemi provengono dagli Stati Uniti, altri dal Canada, altri ancora dal Messico. Speriamo di poterli risolvere tutti".
IL RAPPORTO CON TRUMP E L’ORGANIZZAZIONE NEGLI USA - Rispondendo a una domanda sul rapporto con Donald Trump, Infantino ha riconosciuto il suo ruolo: "Senza il suo impegno e coinvolgimento sarebbe stato impossibile organizzare un Mondiale negli Stati Uniti. L’ho conosciuto durante il suo primo mandato e in questo secondo lavoriamo a stretto contatto", ha aggiunto.
IL CASO IRAN E LA VICENDA ARTAN - Tra i temi più delicati anche la partecipazione dell’Iran: "Sono felice che l’Iran sia al Mondiale e orgoglioso del lavoro fatto dalla FIFA perché questo fosse possibile". Infantino ha poi ricordato: "Qualcuno mi disse che non sarebbero potuti venire. Io risposi che si erano qualificati e sarebbero venuti. Così è stato". Sul caso dell’arbitro somalo Omar Abdulkadir Artan, al quale è stato negato il visto, il presidente ha commentato: "È un peccato quello che gli è successo, ma non possiamo controllare tutto". E ha aggiunto: "Dobbiamo rispettare il fatto che non siamo i re del mondo e non possiamo scavalcare governi e forze di polizia".
BIGLIETTI E POLEMICHE SUI PREZZI - Infantino ha difeso anche la politica sui biglietti: "Ad oggi ne abbiamo venduti oltre 6 milioni. La domanda è stata senza precedenti, anche dieci volte superiore". Il presidente ha poi sottolineato: "Il nostro prezzo d’ingresso, di 60 dollari, è il più basso tra gli sport americani nelle fasi di playoff. Anche il prezzo medio, inferiore a 500 dollari, è il più basso". Infine, una frecciata sul tema mediatico: "Noi abbiamo messo in vendita 130.000 biglietti a 60 dollari e non abbiamo ricevuto grande copertura mediatica".