Mbappè: "Spero di vincere un altro Mondiale. Italia? Mi dispiace tantissimo"

Mbappè: "Spero di vincere un altro Mondiale. Italia? Mi dispiace tantissimo"TUTTOmercatoWEB.com
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 10:20News Calcio
di Simone Bianchi
L'intervista di Sportweek a Kylian Mbappè in vista del Mondiale: "Spero di vincere un altro Mondiale. Italia? Mi dispiace tantissimo".

La finale del 2018 vinta contro la Croazia anche grazie a un suo gol, la finale del 2022 persa contro l'Argentina nonostante la sua tripletta. Kylian Mbappè di prepara al terzo atto. A pochi giorni dall'esordio al Mondiale 2026, la stella francese si è concesso a Sportweek per un'intervista. "Tanta pressione, eh? Ma io sono tranquillo. Non guardo al Mondiale da questa prospettiva. Lo considero come una nuova opportunità di poter rappresentare il mio Paese nella competizione migliore che c’è nel calcio e probabilmente anche in tutto lo sport. Per me è un orgoglio poter indossare la maglia della Francia ed essere il capitano della squadra".

La stella del Real Madrid, però, è consapevole dei rischi. "La gente si aspetta tanto da noi, però non dobbiamo commettere l’errore di vincere il Mondiale prima di scendere in campo. Abbiamo un gruppo fantastico e penso che possiamo fare qualcosa di buono”. La sua Francia, intanto, esordiràcontro il Senegal martedì 16 giugno 2026, a partire dalle ore 21:00.

QUALITÀ - I 24 convocati da Deschamps contengono nomi da urlo. E pensare che, per scelta tecnica, sono rimasti fuori nomi come Eduardo Camavinga e Pierre Kalulu. "È una fortuna - commenta Mbappè - perché chi entra non ci fa perdere nulla in termini di qualità. L’abbiamo visto nelle ultime amichevoli schierando due formazioni completamente differenti e non abbiamo abbassato il livello. Anche se ovviamente il Mondiale non si vince con le amichevoli".

ORGOGLIO - Ma non solo, Mbappè si lascia anche andare. "Per me, come capitano, è un orgoglio e rappresenta bene ciò che è la Francia, un Paese che è in grado di formare e di aiutare i giovani a crescere per diventare grandi giocatori della nazionale. Se da bambino sognavo di essere capitano della Francia? No, non sognavo così in grande, mi bastava la maglia della nazionale, non bisogna esagerare… (ride). Tra l’altro ora sono anche il giocatore con più partite in nazionale e la cosa mi sorprende un po’. Sembro un veterano, ma io non sono un veterano". 

RECORD - “Io non penso ai numeri ma a ciò che posso dare a questa squadra, come posso aiutare il gruppo e contribuire a tornare a casa con un titolo". La realtà, però, è che il record di gol con Les Bleus è più vicino che mai. Mbappè 56, Giroud 57. E mancano solo quattro reti per eguagliare Klose come miglior marcatore dei Mondiali. "Io non ci penso perché per me questa è una cosa surreale. Lo so che la gente ne parla, ma io non ci faccio caso. Per me il Mondiale è il torneo delle stelle, e pensare che a 27 anni possa ambire a essere il massimo goleador nella storia della competizione è surreale".

48 SQUADRE - Per la prima volta, la FIFA ha deciso di implementare il numero di squadre partecipanti al Mondiale. Mbappè ha voluto commentare la scelta: “È un’opportunità per tanti Paesi che non potrebbero qualificarsi se fosse ancora a 32. È una possibilità incredibile per tante nazionali. Un’occasione per tutti di mostrare le proprie qualità. Ma non troppo, eh? Perché spero che alla fine vinciamo noi. L'Italia? Mi dispiace tantissimoIo ci sono molto affezionato, ho giocato con grandi giocatori italiani. Verratti, Donnarumma, Buffon, ho tanti amici e quando posso vengo in vacanza nel vostro Paese: da voi sto benissimo, la gente è super amabile con me. È un vero peccato perché l’Italia è un grande Paese di calcio”.

PELÈ - Infine, anche un passaggio su Pelé. "È stata una locura poter avere la fortuna di incontrarlo prima che ci lasciasse. Quando l’ho incontrato, a Parigi, ho capito che il tempo non cancella tutto. Io e lui? Non si possono fare paragoni simili. Per me il fatto che il mio nome sia affiancato al suo è già un trionfo. Ha vinto tre Mondiali, ha dato al calcio i suoi primi momenti di splendore. Il solo fatto che mi abbia visto come un giocatore che gli assomigliava per me è stato un onore immenso”.