La specifica dell'IFAB: niente "mistaken identity" per le simulazioni
Ai Mondiali era stata una delle novità regolamentari più discusse. Ora l’IFAB ne chiarisce i limiti: la “mistaken identity” non può essere utilizzata per trasformare attraverso il VAR un’infrazione già sanzionata dall’arbitro in un caso di simulazione.
Facciamo un passo indietro. La mistaken identity, vale a dire lo scambio di persona, è contemplata dal protocollo VAR fin dalla sua introduzione. Inizialmente permetteva di correggere il cartellino mostrato al calciatore sbagliato della squadra penalizzata. Con le modifiche introdotte per la stagione 2026/27 e applicate anche ai Mondiali, la revisione è stata estesa ai casi in cui l’arbitro attribuisce l’infrazione al calciatore sbagliato di una qualsiasi delle due squadre.
In termini semplici, il VAR può intervenire anche quando il direttore di gara ha invertito l’autore dell’infrazione e il calciatore che l’ha subita. Può però correggere soltanto l’identità di chi ha commesso l’infrazione già individuata dall’arbitro, senza modificarne la natura.
Durante il Mondiale questa estensione era stata interpretata in senso più ampio. Nella fase a gironi Miguel Almirón, con il Paraguay, era stato ammonito per aver simulato un fallo da parte dello statunitense Tim Ream, al quale l’arbitro aveva inizialmente mostrato il cartellino.
Il caso più discusso aveva però riguardato Breel Embolo. Nei quarti contro l’Argentina, lo svizzero aveva ricevuto una seconda ammonizione per simulazione dopo una contesa con Leandro Paredes, inizialmente ammonito dall’arbitro João Pinheiro. La revisione aveva portato alla cancellazione del giallo dell’argentino e all’espulsione di Embolo.
L'IFAB CHIARISCE - Ora l’IFAB ha pubblicato una circolare che recita: «Un cartellino giallo, che non costituisce una seconda ammonizione, può essere sottoposto a revisione esclusivamente per identificare il calciatore che ha commesso l’infrazione sanzionata; l’infrazione in sé non può essere rivista né modificata. L’utilizzo della clausola relativa allo scambio di persona per gestire i casi di simulazione durante la Coppa del Mondo FIFA 2026 è stato accolto positivamente e sarà incluso nella revisione dettagliata del protocollo VAR annunciata nella circolare numero 32. Tuttavia, tale clausola non potrà essere utilizzata in questo modo fino alla conclusione della revisione».
COSA CAMBIA - La precisazione è quindi netta: allo stato attuale, la mistaken identity consente di correggere il calciatore al quale attribuire un’infrazione, ma non di trasformare un fallo fischiato dall’arbitro in una simulazione. Secondo la lettura ora formalizzata dall’IFAB, dunque, il VAR non avrebbe dovuto convertire l’ammonizione mostrata a Paredes in un secondo giallo per Embolo.
L’"esperimento" condotto al Mondiale sarà comunque esaminato durante la revisione del protocollo. In futuro questa possibilità potrebbe essere introdotta espressamente, ma fino a quel momento non potrà essere applicata.