Messi saluta l'Argentina con gol e assist: "Il giorno più triste della mia carriera"
È stata una notte storica al Monumental, l'ultima partita con la nazionale argentina di Leo Messi. L'ultimo tango del 10 che nella vittoria per 3-0 con il Benin ha lasciato il segno, segnando un gol e fornendo due assist per le reti di Otamendi e Nico Paz. Il risultato sul campo, però, è soltanto parte di un evento più grande, iniziato con le lacrime di Messi durante l'inno nazionale, affiancato dai figli Thiago, Mateo e Ciro.
Poi la festa a fine match, con uno spettacolo di droni nel cielo di Buenos Aires che raffigurava il volto di Messi che alla fine ha preso il microfono in mano per il suo discorso agli 80mila tifosi presenti al Monumental.
“È difficile dire qualcosa oggi, ho tante emozioni dentro - esordisce la Pulce - Penso a mio papà. Tutto quello che posso fare è esprimere la mia gratitudine. Sono orgoglioso di aver indossato questa maglia per oltre 20 anni. Giocare per la nazionale argentina è la cosa migliore che possa capitare. Sento che è il momento giusto".
Una decisione figlia anche dell'ultimo Mondiale, con la finale persa con la Spagna: "L'ultimo Mondiale è stato troppo. Sognavamo di tornare campioni del mondo, ci siamo andati così vicini. La semifinale contro l'Inghilterra ci ha tolto tutte le energie, ma abbiamo lottato per questa maglia, non abbiate dubbi che tutti hanno sempre lottato per questa maglia. Questo gruppo mi ha fatto vincere tutto, è stato un orgoglio enorme dividere il campo con voi, avevo accanto dei guerrieri. Vi ringrazio per tutto quello che ho vissuto. Avete sempre riempito ogni stadio, con voi tifosi giochiamo sempre in casa. Questo giorno resterà per sempre nella storia della mia famiglia. La mia partita più felice è stata la prima qui da campioni del mondo. Oggi vivo il giorno più triste della mia carriera".
Poi Messi conclude: "Mi mancherete, ma ora vengo dal vostro lato a tifare per questa squadra. Accompagniamo questa squadra, ora anche di più. Dobbiamo essere uniti, c'è gente che vuole male alla nazionale e noi non dobbiamo dargli questa soddisfazione. Voglio solo dirvi che vi voglio bene, che sono orgoglioso di essere argentino e di aver realizzato i miei sogni con tutti voi".