Milan, Cardinale: "In estate rivaluterò tutti. Se non andiamo in Champions è un fallimento"
"Non aver vinto lo Scudetto è una delusione". Parole chiare, che raccontano tutta l'ambizione di Gerry Cardinale. Il proprietario del Milan si è raccontato in una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport, dove non ha nascosto tutto l'orgoglio per il lavoro della squadra: "Max e la squadra hanno fatto un ottimo lavoro per quasi tutto il campionato. Siamo stati in testa alla classifica, in corsa per lo scudetto fino alla partita contro la Lazio". Anche se l'ultimo periodo difficile rischia di condizionare l'andamento della stagione: "Nelle ultime cinque partite, stiamo rischiando di gettare al vento la stagione. Sono nel mondo dello sport da tre decenni, so che queste cose succedono, ma questo non ti fa sentire meglio. Ora siamo concentrati nel vincere le ultime due partite. Ma, devo dire, agiamo dentro un contesto non facile: tante polemiche e tante falsità. Francamente sono un po’ deluso".
In particolare, il dirigente statunitense ha parlato della necessità di ottenere la qualificazione alla prossima Champions League: "Vincere resta la priorità e vi posso assicurare che tutti vogliono vincere. Se non entriamo nelle prime quattro è un fallimento. Abbiamo avuti molti infortuni, adesso per esempio Luka è fuori: è lo sport. Non si può sempre vincere, anche se il Milan dovrebbe, quando non lo fa è un fallimento". Fondamentali saranno i prossimi due impegni, contro Genoa e Cagliari: "Provengo da una cultura in cui, quando qualcuno inciampa, lo aiutiamo a rialzarsi, non cerchiamo di cancellarlo. Ora la squadra sta inciampando, perciò vorrei dire a tutti coloro che hanno a cuore la squadra di sostenerla e non demoralizzarla. Ci sono due partite da vincere, restiamo concentrati".
LA CONTESTAZIONE DEI TIFOSI - Il finale di stagione del Milan è condizionato anche dal clima di contestazione dei tifosi, a cui Cardinale ha risposto così: "Non li biasimo per essere arrabbiati, sono arrabbiato anch’io. Sono appassionati quanto me. Ma proviamo a sostenere i nostri ragazzi, invece di buttarli giù. Io provo un senso di responsabilità enorme, quando non siamo all’altezza e vedo la reazione dei tifosi la prendo molto sul personale, sono sconvolto. Mi entra sottopelle e sento un enorme obbligo di sistemare le cose con un’urgenza che nessuno dovrebbe mettere in discussione. Mi sveglio ogni mattina con il desiderio di vincere e con un profondo senso di delusione e frustrazione quando non ci riusciamo".
Il proprietario del club rossonero ha parlato anche del rapporto tra bilancio economico e risultati sportivi, tema su cui spesso si è dibattuto: "Da quando possiedo il Milan abbiamo ottenuto risultati finanziari superiori alle aspettative, abbiamo registrato un flusso di cassa positivo per la prima volta nella storia. a narrazione per cui disciplina finanziaria significhi non voler vincere non ha alcun senso. Nelle ultime tre stagioni, abbiamo speso più di qualsiasi altra squadra della Serie A sul mercato. Ora, magari non abbiamo speso al meglio. Mi do un voto più alto per i soldi che ho messo che per come li abbiamo spesi. Dobbiamo fare un lavoro migliore in modo che ci sia una correlazione diretta tra la spesa e le vittorie. Non ci siamo ancora riusciti. Non abbiamo fatto un buon lavoro e lo sistemeremo. Dobbiamo esaminare la struttura e la parte calcistica e collaborare con lo staff tecnico e il direttore sportivo per capire come possiamo lavorare meglio insieme".
"RIVALUTERÒ TUTTI" - In vista dell'estate, Cardinale ha annunciato di essere pronto ad alcuni cambiamenti: "Cerchiamo sempre di far evolvere la nostra organizzazione. Tutti dovrebbero aspettarsi che ogni stagione, ma in particolare in quelle in cui le prestazioni sono inferiori alle aspettative, tutto venga rivalutato e io rivaluterò tutti e tutto quest’estate. Dedicherò tutta la mia estate a questo, dovreste dare per scontato che ci sto già riflettendo, sennò non farei il mio lavoro. Vediamo come finiremo, poi mi siederò. Mi sono già seduto con Allegri, abbiamo parlato di molte cose. Ci metteremo al lavoro una volta che la stagione sarà finita; ora non è il momento di parlarne".
L'obiettivo è chiaro: "Migliorare l’organizzazione e portarla a un livello di eccellenza mondiale.Vogliamo vincere il più possibile ogni anno, ma anche assicurarci che, mentre lo facciamo, stiamo gettando le basi per vincere costantemente. Potremmo spendere una fortuna, ingaggiando giocatori affermati e puntando a vincere nell’immediato. Ma poi? Bisogna fare entrambe le cose".- prosegue il proprietario del Milan - "Quest’estate esamineremo l’organizzazione e vedremo cosa possiamo fare per colmare le lacune, perché non siamo stati all’altezza. Non si tratta solo di sostituire le persone, ma di esaminare la struttura organizzativa e assicurarci di avere tutto, dallo staff tecnico alla selezione dei giocatori al direttore sportivo alle academy: si tratta di un ecosistema olistico che deve essere migliorato. Quando ho preso in mano la squadra, non c’era. Lo sport, come molti settori, riguarda le persone. Bisogna avere le persone migliori, bisogna attrarre le persone migliori in tutte le aree. Non ci siamo ancora".
GLI ERRORI - Cardinale non nasconde di aver commesso qualche errore in questi anni: "È probabilmente la cosa più difficile che abbia mai fatto Ma sono un combattente e non mi fermerò finché non vincerò. Una delle lezioni più grandi è stata capire quanto il contesto sia diverso. Se non lo vivi, da americano non capisci il ruolo che il calcio e il Milan hanno nella comunità".
Il classe '67 ha parlato anche dell'importanza della crescita del calcio italiano a livello generale: "Vorrei che ci si concentrasse di più sui temi cruciali: l’importanza delle infrastrutture sportive; come modernizzare il calcio italiano; perché l’Italia ha mancato un altro Mondiale, il terzo di fila. Invece si fa polemica. Non si tratta solo di Serie A. Si tratta di non presentarsi alle finali di Champions e perdere 5-0; si tratta di giocare in modo competitivo in Europa. Si tratta del divario di 4 a 1 nei diritti tv tra la Premier League e tutti gli altri. Il gap del calcio italiano è aumentato. Solo che, per come va il mondo oggi, non lo risolverete senza soldi. E io ho esperienza in materia di soldi, ma ho anche trascorso 30 anni nello sport. Non voglio trasferire in modo diretto come facciamo le cose in America. Sono pienamente consapevole del fatto che in Italia le cose sono diverse e che devo adattarmi a questo, e ho bisogno di circondarmi di grandi italiani che mi aiutino in questo; fa parte del percorso di apprendimento”.
NBA EUROPE - Gerry Cardinale ha parlato anche del progetto NBA Europe, che potrebbe coinvolgere anche il Milan: "L'Nba è probabilmente l'unico sport veramente internazionale che proviene dagli Stati Uniti. E come si è visto, i tempi del Dream Team con Michael Jordan, Magic e Larry Bird sono ormai finiti. Lo avete visto alle Olimpiadi, lo avete visto anche nel fatto che molti degli ultimi Mvp dell’Nba provenivano dall’Europa. Quindi l'Europa è davvero diventata una potenza quando si tratta di basket, e c'è un'enorme opportunità di collaborazione tra America ed Europa, che è musica per le mie orecchie".
Sul progetto, il proprietario del club rossonero ha proseguito così: "L'Eurolega esiste da 26 anni, la maggior parte delle squadre non è redditizia. Non è sostenibile. Quindi penso che siano i club di calcio europei a dover collaborare con l'Nba e portare il basket dell'Nba in Europa. Ed è quello che cercherò di fare a Milano. L'obiettivo è continuare a elevare il marchio Milan, offrire opportunità alla tifoseria, continuare a migliorare il nostro profilo finanziario. Quindi fa tutto parte di un ecosistema in cui tutti dovrebbero trarre beneficio gli uni dagli altri".