Caso Balogun ed episodi dubbi, Collina: "L'arbitraggio FIFA non è influenzato"
Dopo una serie di episodi arbitrali che hanno fatto discutere nel corso del Mondiale, l’ultimo e più eclatante legato al caso Balogun e alla squalifica sospesa in occasione di Stati Uniti-Belgio, arriva la presa di posizione della FIFA. A parlare è stato Pierluigi Collina, Chief Refereeing Officer della Federazione internazionale, intervenuto attraverso i canali ufficiali per fare un punto sull’operato arbitrale al termine degli ottavi di finale, con la competizione ormai pronta ad affacciarsi sui quarti.
Un intervento arrivato in un momento particolarmente delicato, dopo le numerose discussioni nate attorno ad alcune decisioni arbitrali e all’utilizzo del VAR. Collina ha voluto difendere il lavoro dei direttori di gara, ribadendo l’indipendenza dell’organo arbitrale e chiarendo alcuni aspetti legati alla revisione degli episodi nella fase d’attacco.
LE PAROLE DI COLLINA - Collina ha voluto subito chiarire come a partire da questa edizione della Coppa del Mondo si siano già svolte un importante numero di partite, arrivando poi a parlare dell'integrità dell'intero corpo arbitrale: "Iniziamo dicendo che ora abbiamo giocato il 50% in più di partite rispetto alla Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022™, e ci sono ancora altre otto grandi partite da giocare. Nel complesso, siamo felici. Tuttavia, con un numero così elevato di partite giocate in un periodo di tempo relativamente breve, è normale che alcune cose non vadano come previsto. Quando ciò accade, siamo pronti a lavorare ancora di più per assicurarci di essere completamente preparati per la prossima partita. Naturalmente, la discussione costruttiva sulle decisioni farà sempre parte del calcio, ma le accuse infondate non hanno posto nel nostro sport. Nessuno può mettere in dubbio l’integrità dei funzionari di gara della Coppa del Mondo FIFA. Quando ciò accade, può provocare reazioni che portano a minacce contro di loro e le loro famiglie. Questo non è giusto. Allo stesso modo, nessuno può affermare che l’arbitraggio FIFA possa essere influenzato da chiunque, nemmeno dal presidente della FIFA, Gianni Infantino. Ha sempre mostrato il suo pieno sostegno alla FIFA Team One, confidando in noi per lavorare con completa indipendenza. I funzionari delle partite prendono decisioni oneste e, proprio come i giocatori e gli allenatori, cercano sempre di fare del loro meglio”.
Nella seconda parte del suo intervento, Collina è entrato invece nel merito di alcuni aspetti più tecnici, legati soprattutto al protocollo VAR e al controllo della fase di possesso d’attacco dopo la segnatura di una rete. Il Chief Refereeing Officer della FIFA ha chiarito come venga valutata l’azione che porta a un gol e quali siano i criteri seguiti dagli arbitri davanti al monitor: “Di solito, durante una competizione, preferiamo non concentrarci su incidenti specifici. Tuttavia, poiché di recente abbiamo chiarito cosa cercherebbero i funzionari di gara quando i giocatori attaccanti cercano di impedire al portiere avversario di muoversi ed essere in grado di difendere la porta, volevamo anche chiarire un altro argomento che ha generato dibattito. Dopo che ogni gol è stato segnato, il VAR controlla la fase di possesso d’attacco, la cosiddetta APP. Se un fallo viene identificato nella costruzione dell’azione e si ritiene che abbia avuto un impatto sul gol, il VAR raccomanderà una revisione sul campo. Non esiste un limite definito per quanto riguarda la distanza dalla porta o la quantità di tempo tra l’incidente e il gol. Un esempio di questo è arrivato nella partita Argentina-Egitto, in cui il numero 19 dell’Egitto, Marwan Attia, calpesta chiaramente il piede del numero 6 dell’Argentina, Lisandro Martínez”.