Fiorentina, Ndour: "Mai avuto rimpianti. Ora voglio crescere con la Viola e l'Italia"

Fiorentina, Ndour: "Mai avuto rimpianti. Ora voglio crescere con la Viola e l'Italia"
Oggi alle 11:14News Calcio
di Carlo Mignolli
Dal no alla Juventus al PSG, passando per Benfica e Fiorentina: il centrocampista si racconta a La Gazzetta dello Sport tra scelte di carriera, crescita personale e il sogno di restare nel gruppo della Nazionale italiana.

Cher Ndour si prepara a vivere una nuova stagione da protagonista con la Fiorentina. Il centrocampista viola, ha ripercorso a La Gazzetta dello Sport le tappe di una carriera iniziata sui campetti dell’oratorio e arrivata fino ai grandi palcoscenici europei, tra Benfica, PSG, Braga e Besiktas. Un percorso che lo ha portato a confrontarsi con realtà diverse e a costruire un’identità calcistica e personale fatta di culture differenti.

Il classe 2004 ha parlato anche del suo rapporto con la Nazionale italiana, del suo ambientamento a Firenze e delle ambizioni del nuovo corso viola con Fabio Grosso in panchina. Tra passato, presente e futuro, Ndour ha raccontato le scelte che hanno segnato la sua carriera, dal rifiuto della Juventus da giovanissimo fino alla decisione di vestire la maglia azzurra nonostante il corteggiamento del Senegal.

IL NO ALLA JUVE, IL BENFICA E IL PSG - Ndour ha iniziato il suo percorso nel calcio giocando nei campetti sotto casa, prima dell’ingresso nel settore giovanile del Brescia e poi nell’Atalanta. Un ambiente che gli ha permesso di crescere anche grazie all’esperienza dell’oratorio: “Lì giochi per te stesso, sei più libero mentalmente e tiri fuori la creatività”. Una formazione che, secondo il centrocampista, è stata fondamentale per costruire il suo modo di interpretare il calcio. Il classe 2004, figlio di madre italiana e padre senegalese, ha spiegato quanto il mix di culture abbia influenzato il suo percorso: Essere cresciuto con realtà diverse mi ha aiutato a prendere decisioni importanti, come andare all’estero a 16 anni. Sono molto aperto mentalmente”.

Sul passato nerazzurro e sulla scelta di non trasferirsi alla Juventus da giovanissimo, Ndour non ha rimpianti: Non mi pento mai delle decisioni che prendo. In quel momento era giusto restare all’Atalanta, ero troppo piccolo per andare in convitto”. Una scelta che, negli anni, gli ha permesso comunque di vivere grandi soddisfazioni: dalla vittoria ai rigori contro i bianconeri in Youth League con il Benfica fino al gol segnato allo Stadium. A 16 anni la scelta di lasciare l’Italia per il Portogallo: “Il Benfica lavora molto bene con i giovani. I primi mesi sono stati difficili, anche per il Covid, ma è stata un’esperienza importante”. Poi il salto al Paris Saint-Germain, dove ha condiviso lo spogliatoio con grandi campioni: Sembrava di giocare a Fifa. Mbappé in allenamento era identico alle partite: andava a duemila e segnava da ogni posizione. Luis Enrique mi ha impressionato, lavorava tantissimo sulla tecnica”.

FIORENTINA, IL POSTO GIUSTO - Dopo oltre cinque anni fuori dall’Italia, Ndour ha scelto Firenze per continuare il proprio percorso: “Ho giocato in quattro campionati diversi e questo mi ha fatto crescere come persona. La Fiorentina è un grande club, ha un centro sportivo di altissimo livello e punta sui giovani”. Il centrocampista ha raccontato anche la trasformazione vissuta nell’ultima stagione, con la squadra passata da una situazione complicata a un finale in crescita: “Eravamo una squadra forte ma ultimi, la situazione era drammatica. Poi con il cambio di modulo è arrivata la svolta”. Un’annata chiusa con sette gol e con la volontà di migliorare ancora: “Voglio diventare più decisivo, fare più assist e rischiare di più la giocata”.

Sul nuovo allenatore Fabio Grosso, Ndour ha espresso grande fiducia: “È giovane e ha idee molto propositive. Dobbiamo seguirlo e fare bene. Siamo una squadra giovane e vogliamo costruire qualcosa di bello nel lungo periodo”. Il suo ruolo ideale? “Mi sento una mezzala nel 4-3-3, a destra o a sinistra per me è uguale”. Una posizione che rispecchia le sue caratteristiche: fisicità, inserimento e capacità di accompagnare l’azione offensiva.

LA NAZIONALE - Uno dei temi centrali affrontati è stato il rapporto con la maglia azzurra. Ndour, campione d’Europa Under 19 nel 2023 con l’Italia, ha raccontato anche l’interesse ricevuto dal Senegal: “Sono nato e cresciuto in Italia, le mie radici sono qui al 90%. Due anni fa è nata questa opportunità, ma avevo già scelto”. Il debutto con la Nazionale maggiore è arrivato dopo la mancata qualificazione dell’Italia al Mondiale: “È stato un orgoglio, ma solo un punto di partenza. Ringrazio Silvio Baldini per avermi chiamato. Spero di essere convocato a settembre”. Secondo Ndour, uno dei problemi del calcio italiano riguarda il percorso dei giovani: “Il divario tra Primavera e prima squadra è troppo elevato. All’estero ci sono le seconde squadre che permettono ai ragazzi di restare nei grandi club e sfruttare le opportunità”.

LA FIDUCIA DELL'AMBIENTE E GLI IDOLI - Ndour ha poi parlato del suo ruolo nel nuovo progetto della Fiorentina, sottolineando l’importanza della fiducia ricevuta dalla società: “Mi rende orgoglioso sapere di essere considerato un punto fermo. Ringrazio Paratici, è una conferma che Firenze è la scelta giusta”. Il centrocampista si è dato un voto per la stagione appena conclusa: “Non più di 6-6,5, perché viene prima la squadra e non abbiamo fatto bene”. Ora l’obiettivo è ripartire con nuove ambizioni e con una squadra giovane pronta a crescere. Tra gli idoli del passato, Ndour cita Cristiano Ronaldo per mentalità e Pogba per il ruolo: “È stato un giocatore fantastico”. Una combinazione che racconta anche il suo profilo: talento, fisicità e ambizione, con la voglia di continuare a migliorare senza dimenticare il percorso che lo ha portato fin qui.