Conte: “Lautaro è cresciuto tantissimo. L'Italia? Basta parole, servono i fatti”
Antonio Conte osserva il Mondiale da spettatore, ma con lo sguardo di chi continua a studiare il calcio in ogni dettaglio. L'ex ct della Nazionale ha analizzato a La Gazzetta dello Sport le semifinali, soffermandosi sulla crescita di Lautaro Martinez e Harry Kane, sull'evoluzione tattica del gioco e sul momento dell'Italia, lanciando un messaggio chiaro al movimento azzurro.
Dal valore dell'Argentina di Scaloni al calcio sempre più organizzato, fino alla necessità di rilanciare la Nazionale, Conte ha toccato tutti i temi più importanti del panorama internazionale.
LAUTARO E KANE, DUE LEADER DIVERSI - Tra i protagonisti della semifinale tra Inghilterra e Argentina, Conte si è soffermato soprattutto su Lautaro Martinez, allenato ai tempi dell'Inter: “Mi colpisce la sua crescita continua, ma soprattutto la personalità e il carisma. C'è un'Inter con Lautaro e un'Inter senza Lautaro: la sua presenza cambia tanto. L'azione sul terzo gol dell'Argentina contro l'Egitto è straordinaria, una giocata che normalmente non ti aspetti da un centravanti”. Parole importanti anche per Harry Kane, anche lui allenato al Tottenham: “È un nove, ma anche un dieci. Capisce il gioco come pochi, è un leader che trascina con quello che fa in campo. Meritava di vincere e finalmente si sta prendendo le soddisfazioni che gli spettano”.
L'ITALIA: “ORA SERVONO I FATTI” - L'ex commissario tecnico ha poi rivolto lo sguardo alla situazione della Nazionale italiana, lanciando un messaggio deciso: “Per l'Italia è arrivato il momento dei fatti, non delle chiacchiere e della politica. Non possiamo permetterci di saltare tre Mondiali consecutivi”. Un richiamo forte, accompagnato dalla convinzione che il calcio italiano debba ritrovare competitività attraverso il lavoro e non con proclami.
“IL CALCIO È CAMBIATO” - Conte ha infine spiegato come il calcio moderno abbia ormai superato il concetto tradizionale di modulo: “Oggi conta come una squadra attacca e come difende, non se gioca a tre o a quattro. Esistono un sistema offensivo e uno difensivo. Tutti sanno organizzarsi, non ci sono più squadre tatticamente impreparate e per vincere bisogna saper interpretare ogni momento della partita. Il blocco basso? Non è una scelta delle squadre più deboli, ormai lo fanno tutti”. Una fotografia del calcio attuale, dove, secondo Conte, vince chi riesce a unire qualità offensiva e solidità difensiva.