Juve Women, Guerrero: "Sono un privilegiato". Mazzetta: "Girelli non è un capitolo chiuso"
Giorno di presentazione in casa Juventus Women. Tra le diverse novità di quest’anno c’è sicuramente Massimiliano Mazzetta, il nuovo Head of Women’s Football bianconero. “Vorrei ringraziare Stefano (Braghin, ndr) che per me è stato un maestro e ha fatto tanto per il movimento femminile, per la Juve e per il sottoscritto. Oggi presentiamo anche il mister. Lo conosco da tempo e sono rimasto colpito dal suo percorso. Ha una trasversalità di idee e di mentalità molto utili, conoscenza di calcio profonda e mi ha sempre trasmesso il desiderio di portare, lasciare e trasmettere alle giocatrici. Questo è un elemento non banale. Vedo l’energia a distanza di una sola settimana e la reazione delle ragazze. Siamo partiti bene poi vedremo il percorso”, ha spiegato.
La Juventus ha ufficializzato diversi nuovi arrivi ma il mercato non è ancora finito: “Stanno arrivando tante ragazze, manca ancora qualcosa che arriverà. Le giocatrici importanti vengono fuori in determinati momenti. Se ci saranno occasioni non ci tiriamo indietro. Quello che è sicuro è che non preghiamo nessuno per venire qua”. E non manca un passaggio su Girelli: “Cristiana rimane un patrimonio della Juve. Stiamo parlando con lei e con il Bay perché oggi sono passati solo 6 mesi scarsi ed è un lasso di tempo troppo corto visto il campionato in cui è andata. Stiamo lavorando per provare a garantirle una tempistica più lunga in modo tale che riesca a godere a pieno della stagione. C’è totale accordo del fatto che ci prendiamo una finestra post mondiale per fare in modo che lei possa eventualmente rientrare o concludere o vedere il prosieguo. Non è un capitolo chiuso, è solo decidere da una parte o dall’altra”.
SULLA NUOVA STAGIONE - Manca poco all’inizio della nuova stagione e Mazzetta ha spiegato quali saranno gli obiettivi delle bianconere: “Da Juve dobbiamo competere sempre. Il mondo non finisce nel caso in cui un preliminare di Champions non vada bene però è un obiettivo giocare quella competizione come abbiamo fatto lo scorso anno. Quest’anno sarà più difficile e se non andrà bene avremo comunque 4 competizioni nazionali".
Altro tema delicato è poi lo stadio in cui giocheranno le bianconere: “L’idea è trovare una casa qui vicino ma non è un’idea di oggi. Lo è stata fin dal principio. Oggi siamo felici di giocare a Biella perché ci sono persone che ci ospitano con piacere e fanno in modo che per loro sia importante questa attività. Noi dobbiamo agevolare gli appassionati e trovare qualcosa di più comodo, si sta lavorando”.
LA PRESENTAZIONE DI GUERRERO - La parola passa poi al nuovo allenatore. “Ringrazio il direttore e la società. Sono un privilegiato, c’è molta responsabilità e ci impegneremo per fare bene questo lavoro. Vogliamo creare buone sinergie con un gruppo di calciatrici che ha tanto talento. Noi siamo qui per aiutare queste ragazze a fare cosa sanno fare bene”, ha esordito così Isaac Guerrero raccontando le sue prime sensazioni alla guida della Juventus Women.
Ed è chiaro fin da subito il modello di gioco che si proporrà nella prossima stagione: “A me piace costruire insieme, con cooperazione. Per qualsiasi processo di crescita bisogna coinvolgere le giocatrici. Provo a confrontarmi con loro perché per me è più importante la giocatrice che il gioco. Impariamo dalle ragazze ogni elemento. Si cerca una sensibilità. Vogliamo provare a far diventare le ragazze protagoniste. Le nostre intenzioni sono connesse con l’essere reattivo, essere coraggioso e rischiare. Loro stanno accettando bene questo”.
La Juve, quindi, ha puntato su una figura con una grande carriera alle spalle e un’idea di gioco precisa. Ma cosa ha convinto lo spagnolo a venire a Torino? “L’ambizione di questo progetto. Sono consapevole che dobbiamo competere dal primo giorno”. - ha spiegato Guerrero - “Non voglio nascondermi da cosa è la Juve. Sono consapevole anche che è bello lasciare un’eredità. Dal primo momento ho sentito una grande connessione con il direttore: questa è è stata una spinta importante. Quando la Juve ti chiama non servono tante ragioni. Solo il pensiero di poter dare il mio contributo per spingere la Juve Women mi ha fatto accettare questa sfida con entusiasmo”.
TRA GIOVANI ED ESPERTE - Spazio alle giovani ma con un ruolo ben definito delle giocatrici più esperte: “Mi ha colpito questo gruppo, c’è un ambiente sano. Le ragazze che hanno più esperienza fanno da specchio in un modo molto bello alle più giovani. Quando parliamo del calcio e della sensibilità, mi piacerebbe che questa fosse la Juventus di Barbara (Bonansea, ndr), Cecilia (Salvai, ndr) e tutte loro e deve rappresentare la loro sensibilità. Dobbiamo costruire questo. Credo molto nella “cantera” e mi piace vedere anche le ragazze giovani. Io sono a piena disposizione per poter fare anche questo”.
Le veterane saranno le trascinatrici, ancora una volta, come dimostrano sul campo: “A volte nemmeno serve verbalizzare, si vede in allenamento, si vede nei meeting in cui ci confrontiamo e proviamo a capire cosa facciamo in ogni seduta. Già qui si vede la sensibilità che c’è in un certo tipo di calcio e le soluzioni che stiamo provando. Loro parlano a voce alta, ho visto molta predisposizione. Le ragazze sono un esempio per le giovani ma anche per noi. Mi sento pienamente identificato con quello che rappresentano queste ragazze”.
UNA GRANDE ESPERIENZA IN SPAGNA - Oltre dieci anni a Barcellona, in una scuola di calcio vera e propria. Un’esperienza che non si può dimenticare e soprattutto da cui bisogna trarne sempre vantaggio: “Là sono stato con il mio maestro e ho imparato tanto. Ma la cosa più importante è imparare dai giocatori, loro sono quello che ci insegnano ogni giorno. Dobbiamo provare a dominare il gioco”.
Infine ha concluso soffermandosi sul campionato femminile italiano: “Si è alzato tanto il livello. Non conosco la proposta che faranno le altre squadre. Sarà tutto da scoprire, sarà interessante. L’importante è questa evoluzione che ha avuto il calcio femminile in Italia. C’è tanta concorrenza e sarà bello, non vedo l’ora di iniziare”.