PSG, Luis Enrique: "Finale difficile. La capacità di adattamento serve per vincere"
Il countdown è iniziato. Tra 10 giorni si scoprirà il vincitore di questa edizione della Champions League. Sale l'attesa soprattutto in casa delle protagoniste di quest'anno. Alla seconda finale consecutiva con il suo PSG, Luis Enrique non nasconde l'emozione a Sky Sport Insider e racconta le aspettative verso questo grande match: "Mi aspetto una finale molto difficile. Si prepara sempre nel miglior modo possibile: cercando di limitare i punti di forza dell'avversario e di esaltare i nostri".
E poi sul confronto con l'Arsenal: "È vero che siamo probabilmente uno dei migliori attacchi insieme a Bayern Monaco e Barcellona. Loro sono una delle migliori difese, ma anche noi su questo fronte scherziamo. Apprezzo moltissimo l’Arsenal è una squadra costruita a immagine e somiglianza del loro allenatore, e negli ultimi anni hanno sempre espresso un livello altissimo. Non dimentichiamo che l'anno scorso sono usciti solo in semifinale contro di noi".
SUGLI AVVERSARI - E parlando proprio di Arteta, sua vecchia conoscenza, ha commentato: "Se qualcuno deve vincere la Champions e non posso essere io, meglio che sia un amico, no? Ci siamo incrociati per un anno al Barça: era molto giovane, ma me lo ricordo benissimo. Con l’età che ha, avrà sicuramente tante opportunità di vincere molte Champions. A me ne rimangono meno, quindi spero che questa la vinciamo noi. Sarà una partita bellissima".
SULLA SUA SQUADRA - Uno dei segreti per queste stagioni vincenti di Luis Enrique? La capacità di adattamento e cambiamento. "Un allenatore che non si adatta ai propri giocatori non può sopravvivere in una squadra, e poi non si può pretendere di andare avanti usando sempre lo stesso messaggio. Siamo tutti cambiati rispetto a quando abbiamo iniziato. La prossima sarà la mia quarta stagione a Parigi, e bisogna continuare a cambiare: non solo il discorso, ma la strategia, la tattica, l'approccio. Adattarsi non è un'opzione, è una necessità", ha spiegato.