Cagliari, Giulini: "Niente paragoni con lo Scudetto, ma con questo gruppo possiamo fare meglio dell'anno scorso"
Un avvio di campionato brillante, una classifica che sorride e un entusiasmo palpabile che accompagna la sosta. In casa Cagliari l’atmosfera è di quelle positive, ma il presidente Tommaso Giulini preferisce tenere i piedi ben piantati a terra, evitando parallelismi troppo pesanti con la storia: "Non scomoderei gli eroi dello Scudetto", esordisce il numero uno del club sardo ai microfoni di Radio Anch'io. "Abbiamo sicuramente iniziato bene questo campionato e c'è una grande compattezza, come c'era senz'altro in quella mitica squadra. Ci manca tremendamente un Gigi Riva (ride, ndr), ma per il resto siamo chiaramente contenti ed è bello lavorare, in questa pausa di tre settimane, trovandosi nei primi posti della classifica".
SU PISACANE - Gran parte dei meriti di questa partenza va ascritta al lavoro svolto da Fabio Pisacane: "L’ho conosciuto quando era giocatore. Prima di tutto, è una persona perbene", sottolinea Giulini. "Si è fatto mattoncino dopo mattoncino; francamente mi aspettavo un percorso importante come aveva già fatto con la vittoria della Coppa Italia Primavera a Milano. Adesso dovremo essere bravi: entriamo in una nuova fase, in cui serve saper gestire questa situazione inedita. Credo sia un gruppo compatto e umile. Spero riusciremo a far sognare a lungo i nostri tifosi o, per lo meno, a rimanere in una posizione di classifica che vorremmo che fosse migliore di quella dell'anno scorso".
SU MALDINI - Tra i protagonisti c’è Daniel Maldini, inseguito a lungo dalla dirigenza rossoblù fin dai tempi delle categorie inferiori: "Lo seguiamo da parecchi anni. Già all'epoca, quando l'Olbia giocava in Lega Pro, avevamo provato a prenderlo in prestito prima ancora che esordisse in Serie A. Sappiamo da tempo che è un talento pazzesco, a cui forse mancava solo l'occasione di esprimersi al meglio. Oggi la sfida, sua e mia, è fare quello step definitivo: siamo convinti che ce la possa fare".
Sull'operazione che ha portato il trequartista in Sardegna, Giulini ritorna anche sulla vicenda Esposito: "Ci siamo trovati quest'estate in una situazione un po' antipatica con un nostro giocatore che riteneva di non guadagnare a sufficienza per la maglia del Cagliari, per giocare qui. Direi che lo abbiamo ottimamente sostituito con Maldini, su cui per fortuna abbiamo anche un diritto di riscatto".
SU ROMANO E CAPRILE - A rinforzare la rosa è arrivato Alessandro Romano, talento classe 2006 acquistato a titolo definitivo e già nel giro azzurro: "Anche lui è un ragazzo che seguivamo da tempo e che abbiamo affrontato spesso. Quest'anno siamo riusciti a comprarlo, e questo per noi è ancora più importante. Parliamo di due giovani nei quali crediamo ciecamente. Alessandro è ancora più giovane: è quello che nel calcio si definisce un "tuttocampista", capace di ricoprire qualsiasi ruolo in mezzo al campo con un dinamismo straordinario. Ha le idee chiare, sa cosa vuole e farà strada. Sono davvero felice che il commissario tecnico gli abbia dato la possibilità di vestire la maglia dell'Italia e che lui l'abbia scelta".
Il presidente rossoblù ha parlato infine di Caprile: "Mi aspettavo qualcosa di molto importante già durante l'estate. C'è stato qualche interessamento, ma nulla di estremamente concreto, e poi lui stesso era convintissimo di rimanere: sentiva che in questa stagione si poteva fare qualcosina in più rispetto alla scorsa e i fatti gli stanno dando ragione. Credo che, dopo Donnarumma e insieme a Carnesecchi, Caprile sia in questo momento tra i portieri italiani più forti. È chiaro che le logiche della Nazionale, con un titolare inamovibile come Donnarumma, possano essere particolari, ma Elia deve solo continuare a lavorare a testa bassa: non è affatto escluso che la convocazione possa arrivare già al prossimo giro".