La Serie A al fianco di Bundesliga, Premier League e Liga contro la FIFA: "Deve riformarsi"

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Oggi alle 14:15News Calcio
di Redazione
La Lega Serie A ha pubblicato un comunicato congiunto, puntando il dito contro la Federazione Internazionale

"La Coppa del Mondo FIFA può rappresentare l’apice del nostro sport, ma le fondamenta del calcio sono alimentate settimana dopo settimana negli stadi gremiti e nelle comunità locali, grazie a calciatori, tifosi, club e leghe di tutto il mondo". Inizia così il comunicato della Lega Serie A contro la FIFA. L'organo del massimo campionato italiano si è schierato al fianco di Bundesliga, Premier League e Liga spagnola.

La Serie A ha criticato la gestione del presidente della FIFA Infantino: "Le fondamenta storiche del calcio sono state minacciate, negli ultimi anni, da un problema di governance strutturale, attraverso il quale il presidente della FIFA ha attivamente promosso idee di sfruttamento, anziché prevenirle".

Il riferimento è al tentativo di Infantino di cedere quote della Coppa del Mondo a investitori privati: "Sebbene gli stakeholder abbiano alla fine costretto al ritiro del programma FIFA Forward Enterprise (FFE), le condizioni che hanno portato alla sua nascita permangono".

RICONOSCIMENTO - La Lega ha puntato il dito contro il numero uno della Federazione Internazionale: "Il presidente della FIFA ha ora riconosciuto la necessità di una riforma, ma non è sufficiente limitarsi a cambiamenti di facciata a seguito della vicenda FFE: è necessaria una riforma sostanziale della governance, per ripristinare chiari confini istituzionali all’interno della FIFA e garantire la certezza che le singole questioni disciplinari rimangano concretamente separate da interferenze politiche".

Il problema, però, va oltre la figura di Infantino: "La questione più ampia è se il presidente della FIFA possa esercitare contemporaneamente un tale potere normativo, commerciale e politico senza efficaci controlli ed equilibri, che prevedano anche il coinvolgimento e il consenso degli stakeholder interessati".
La Serie A parla apertamente di abuso di potere. "Eppure, ancora una volta, il calcio ha subito uno dei più gravi abusi di potere nella storia della FIFA".

IL CALENDARIO INTERNAZIONALE - La nota della Lega Serie A è stata pubblicata congiuntamente alle leghe tedesca, inglese e spagnola: "Ci esprimiamo congiuntamente, in qualità di membri fondatori delle Leghe Europee e della World Leagues Association, perché comprendiamo come l’inesorabile espansionismo della FIFA abbia ripercussioni su tutti".

La Lega ha criticato anche la gestione delle finestre delle nazionali: "Quando la FIFA assume decisioni unilaterali di grande portata che ci riguardano direttamente – ad esempio ampliando il Calendario Internazionale delle Partite (IMC) e prolungando i periodi in cui le competizioni nazionali devono essere messe in pausa – le parti interessate più colpite non vengono realmente coinvolte nel processo decisionale. Una governance della FIFA che concentra un potere normativo, commerciale e politico incontrollato in un singolo ufficio, relegando al contempo le parti interessate a un mero ruolo consultivo, non è adeguata al proprio scopo".

LE RICHIESTE - I campionati, in maniera congiunta, hanno chiesto di: "Assegnare alle parti interessate coinvolte un ruolo effettivo nel processo decisionale". Si legge che la FIFA deve istituire "un organismo permanente che rappresenti i principali stakeholder, tra cui le federazioni nazionali, le leghe, i club e i calciatori del calcio maschile e femminile". Specifica anche il ruolo: "Questo nuovo organismo deve essere pienamente informato sulle nuove iniziative e svolgere un ruolo significativo nel processo decisionale della FIFA".

Inoltre, dovrà garantire un processo decisionale basato su dati ed evidenze. "Qualsiasi proposta di rilievo della FIFA deve partire da una motivazione chiaramente definita, da dati a sostegno e da una valutazione indipendente, pubblicati prima dell’assunzione di qualsiasi decisione, che coinvolgano calciatori, club, leghe e tifosi e che valutino l’impatto su tutti gli stakeholder e sullo sviluppo del calcio".
Le Leghe sottolineano: "È necessario esaminare attentamente una pluralità di opzioni e le decisioni finali devono essere accompagnate dalla pubblicazione delle motivazioni".

Alle prime due richieste si aggiunge la separazione del ruolo normativo della FIFA dalla sua funzione commerciale: "Il ruolo della FIFA in qualità di autorità di regolamentazione e custode del calcio deve essere protetto dalla sua funzione commerciale come organizzatore di competizioni a livello globale, attraverso solide garanzie istituzionali volte a preservare la fiducia, la legittimità e la responsabilità. Queste riforme garantiranno che i diritti principali della FIFA in materia di competizioni, compresa la Coppa del Mondo FIFA, siano custoditi a beneficio dell’intero sistema calcistico".

TEMPISTICHE - La Serie A ha sollecitato la FIFA ad attuare le riforme "entro i primi 100 giorni del prossimo mandato presidenziale". Non solo, le Leghe hanno chiesto che sia convocata una Conferenza sulla Governance, "presieduta da una figura indipendente che rappresenti le federazioni affiliate e la più ampia comunità calcistica, con il mandato di presentare un rapporto pubblico entro sei mesi".

L'invito dei 4 campionati si estende a tutti i candidati alla presidenza della FIFA: "Dovrebbero pubblicare il proprio programma di riforma, sottoporlo al confronto e attenersi a regole elettorali eque". Inoltre, nel comunicato congiunto si leggono le linee guida da seguire sulla parte economica e di marketing: "Le risorse finanziarie, legali, di comunicazione e di marketing della FIFA, così come i suoi fondi destinati allo sviluppo del calcio, devono rimanere rigorosamente neutrali e non devono mai creare un vantaggio elettorale per alcun candidato".

"È arrivato il momento di decidere non soltanto chi guiderà la FIFA, ma anche come la FIFA dovrà essere guidata. Il calcio ha bisogno che la FIFA sia un’istituzione forte. Ma la forza deve andare di pari passo con la responsabilità" termina così il comunicato congiunto.