L'esempio dell'Under 17: l'Italia (con Mancini) riparta dallo stesso amore per la maglia azzurra
Devo dire la verità, vedere ieri una maglia azzurra felice, degli occhi innamorati di questi colori, un ragazzo capitano di una nazionale italiana - in questo caso under 17 - alzare al cielo un trofeo così importante come quello degli Europei, mi ha dato una fortissima emozione. Così come vedere lottare i ragazzi di Baldini per conquistare una vittoria importante anche soltanto per la loro carriera e per il loro curriculum nazionale. Anche quello mi ha dato una grande emozione, perché vuol dire che il calcio italiano è ancora vivo.
E lo dobbiamo sicuramente a tutto il lavoro che è stato fatto a livello giovanile delle nostre nazionali. Perché, ad esempio, quello di ieri dell'under 17 è il secondo campionato europeo vinto negli ultimi tre anni. E allora ricordiamoci di questi nomi che sicuramente tra qualche anno saranno protagonisti delle mie raffiche di calciomercato e dei titoloni sui giornali. Da Fugazzola, che è stato il migliore dell'Italia di ieri, a Lupo, il portiere pararigori, a Bonifazi, che non è parente di quel Bonifazi che giocava in Serie A con Torino e Lecce. A Diallo, Varali, Dattilo, Gasparello, Ballarin, Okon, Biondini, Corigliano, Perillo, Croci, Casagrande, Rocca, Landi.
FUTURO AZZURRO - E l'allenatore Franceschini, che io ricordo ai tempi del Chievo Verona essere un esterno di fascia sinistra sempre molto attento ai doveri tattici, con Gigi Delneri come allenatore. Cresciuto nel settore giovanile della Lazio, un ragazzo molto serio e professionale, che con i ragazzi dell'under 17 ha fatto un lavoro di grandissimo valore. Quello che sottolineavano i grandi esperti di calcio giovanile è che l'Italia a questi livelli è una Nazionale che continua a vincere. Lo fa ottenendo successi importanti, mettendo in risalto talenti di tutto rispetto come quelli che poi hanno debuttato con Silvio Baldini, vedi Inacio, finiti poi al centro di trattative importanti.
Poi c'è uno scalino, che i nostri ragazzi non riescono a salire. Sicuramente non per demerito loro, ma di chi non li fa giocare subito con continuità, di chi non permette a questi ragazzi di avanzare nel proprio percorso. Dal ritorno di Mancini come CT al futuro della Nazionale. Vuoi sapere di più? Continua ad ascoltare su Caffè Di Marzio