Quando l'abilità del DS fa (ancora) la differenza
Il caffè Di Marzio di oggi va tutto alla salute di Tiago Pinto, il direttore sportivo del Bournemouth, che ha portato per la prima volta il Bournemouth nelle coppe europee. Tiago Pinto, tanto criticato, vituperato, sacrificato sull’altare di chissà quale dinamica interna alla Roma, è diventato oggi il primo dirigente ad aver portato il piccolo grande Bournemouth nelle competizioni internazionali. Grazie sicuramente anche al lavoro di Iraola, allenatore che tra l’altro ha già annunciato da tempo di non rimanere. Il Bournemouth ha già annunciato anche il successore, ovvero Marco Rose: dimostrazione che non sempre i cambiamenti durante la stagione, o quelli legati a un allenatore, destabilizzano il gruppo, la stampa e l’ambiente. Perché il Bournemouth ha continuato a giocare, a fare bene, a vincere, ieri a fermare il City e appunto a entrare nelle coppe europee.
BOURNEMOUTH, IL LAVORO DI TIAGO PINTO - Tiago Pinto è specialista non solo negli acquisti. A Roma, ancora oggi, ci sono Dybala e Svilar, preso a parametro zero da Tiago Pinto, che rappresenta un patrimonio incredibile sia tecnico — perché è uno dei migliori portieri d’Europa — sia anche eventualmente in ottica di una cessione da ricca plusvalenza. Ma ho citato soltanto due esempi: un giocatore top e un giocatore preso a parametro zero, sempre top, ma che non lo era all’epoca. Era il secondo portiere del Benfica. Anche al Bournemouth si è dimostrato un abile trader, non solo nelle cessioni — Huijsen al Real Madrid a 60, preso a 18, Semenyo al Manchester City, Kerkez eccetera eccetera — ma anche nel saper individuare i giocatori giusti da prendere. Vedi Rayan del Flamengo. Rayan che era stato anche vicino al Milan: il Milan di Igli Tare era stato l’unico a provarci in Italia, poi qualcosina con la Lazio, ma quando ormai il Bournemouth era già avanti. Questo per dare merito e credito al lavoro di Tiago Pinto, che si è fatto da solo al Benfica, che da solo era arrivato alla Roma senza collaboratori, proprio per dare fiducia a quelli che erano lì. Continua nella puntata del podcast "Caffè Di Marzio"