Chivu guida la nuova generazione di allenatori: chi sono i colleghi italiani pronti al grande salto
L'Inter fa la doppietta e complimenti a Christian Chivu è stato l'allenatore che ha zittito ogni critica e soprattutto ha proposto una squadra sempre vincente, ma diversa un po' nell'abito, nell'atteggiamento, nel modo di giocare. Chivu è un allenatore giovanissimo, ex grande campione, guida una fila di suoi colleghi che hanno più o meno le stesse caratteristiche, perché nell'annata in cui lui vince Scudetto e Coppa Italia, Cesc Fabregas, altro allenatore che ha cominciato da pochissimo come Chivu, conquista un piazzamento in Europa storico per il Como, da ieri sera anche aritmeticamente in Europa League. Fabregas ha anche lui tante idee, diverse rispetto a quelle di Chivu, idee innovative, anche lui figlio chiaramente di una carriera straordinaria da giocatore.
NUOVA GENERAZIONE DI ALLENATORI - In questo campionato di Serie A sono tanti gli esempi di allenatori giovani che si sono distinti per qualcosa di diverso, comunque per un'impostazione che incoraggia anche un po' gli allenatori, che vengono dalle categorie inferiori. Mi riferisco per esempio a Daniele De Rossi, che è subentrato a Genova e ha subito dato un grande impatto, sia dal punto di vista della personalità, del carisma, ma anche del gioco, della lettura della partita. Anche lui ha una grande carriera da giocatore e ha iniziato da poco quella da allenatore. Fabio Grosso ha iniziato sicuramente prima rispetto a Chivu, Fabregas e De Rossi, ma anche Grosso con il Sassuolo ha confermato di essere un allenatore con un'identità forte, che raggiunge i risultati attraverso una buona qualità di gioco, ed è un allenatore che i risultati li raggiunge praticamente sempre, perché aveva vinto il campionato col Sassuolo, aveva vinto il campionato col Frosinone, quindi è un allenatore che sa assolutamente centrare i risultati che vengono chiesti da parte del club.
IL LAVORO DI PISACANE - In Serie A poi ci sono anche altri esempi, come Fabio Pisacane che a Cagliari, nella sua prima stagione da allenatore dopo quella con la Primavera, ha fatto bene, chiaramente con delle difficoltà, soprattutto mettendosi in luce per una qualità che è quella di una comunicazione, non solo quella esterna, ma anche quella con i propri giocatori, sicuramente nuova. Ha spesso parlato di come bisogna comunicare con i ragazzi che hanno degli interessi oggi diversi, quindi si vede che è uno studioso non solo di calcio, ma uno studioso anche proprio di risorse umane, di rapporti, di come bisogna gestire uno spogliatoio, perché oggi quella è la caratteristica principale.
Continua ad ascoltare su Caffè Di Marzio